Archivi del giorno: 8 maggio 2011

Bambini a scuola di caccia

Comunicato stampa LAV 27 aprile 2011

La Spezia: bambini a scuola di caccia

LAV: messaggio allarmante e diseducativo, così si insegna ai giovani la prevaricazione ed il dominio del più forte sul debole.

Una mistificazione della realtà e un metodo fortemente diseducativo: così la LAV giudica l’assurda iniziativa del comune di Rocchetta di Vara, in provincia di La Spezia, dove, incredibilmente, hanno deciso che la caccia può diventare un sistema educativo per insegnare, agli studenti delle scuole elementari, il rispetto per la natura.

Per questo hanno organizzato una vera e propria battuta di caccia al cinghiale, con tanto di squadre di cacciatori e cani che staneranno spaventatissimi cinghiali ma, si badi bene, evitando di sparargli addosso. Non certo per un senso di rispetto per la vita dei cinghiali, quanto per evitare di impressionare gli alunni della quarta e quinta elementare delle scuole locali. Alunni ai quali i cacciatori regaleranno una maglietta sulla quale sarà vergata una frase che non lascia spazio al dubbio: “La caccia è passione, istinto, ragione ma, soprattutto, è rispetto per la natura“.

Un leitmotiv confermato anche dallo slogan del Sindaco: “Rispettiamo la natura”.

Certo, viviamo in un’era in cui l’alterazione del significato delle parole, è un esercizio ormai quotidiano – commenta Massimo Vitturi responsabile del settore caccia e fauna selvatica della LAV – ma definire ‘rispetto della natura’ l’assalto armato compiuto da più di 700.000 cacciatori nei confronti di quegli animali che sono parte della natura stessa, è pura mistificazione della realtà, che ha l’unico scopo di dare una parvenza di rispettabilità ad un’attività rifiutata dalla stragrande maggioranza dei cittadini”.

Insegnare ai ragazzi l’attività venatoria, mostrar loro che il sistema per risolvere i problemi di convivenza tra umani ed animali selvatici consiste nell’imbracciare un’arma, è un metodo educativo assurdo e preoccupante, che proietta in una dimensione in cui il più forte ha sempre ragione sul più debole, in cui l’unico modo per risolvere i contrasti consiste nel ricorso al fucile.

L’approccio venatorio, troppo spesso avallato, se non applicato, dalle amministrazioni, si basa su dinamiche di prevaricazione e violenza. E’ questo il futuro che vogliamo per i nostri figli?

Roma, 27 aprile 2011

Ufficio stampa LAV 06 – 4461325

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Intervista a Michela De Petris

Intervista a Michela De Petris che ho realizzato per Promiseland.it.
quando ancora facevo parte della Redazione di Promiseland.it

Dott.ssa Michela De Petris, medico chirurgo, dietologa, vegana.

Nata a Milano, si è laureata con lode in Medicina e Chirurgia nel 2000 presso l’Università degli Studi di Milano; specializzata in Scienza dell’Alimentazione con lode nel 2004, è medico ricercatore presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e medico specialista all’Ospedale San Raffaele di Milano. Socio della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (SSNV) e dell’Istituto per la Cerificazione Etica ed Ambientale (ICEA). È specialista in alimentazione vegetariana, vegana e macrobiotica ed esperta nella terapia nutrizionale del paziente oncologico; docente di nutrizione clinica nei corsi indetti dalla Regione Lombardia; dietologa libero professionista presso il centro di medicina antroposofica Artemedica di Milano.

Michela De Petris è diventata  prima medico o prima vegana?

Prima medico.
Studiare, aggiornarmi e continuare ad imparare per riuscire ad aiutare al meglio il prossimo (umano e non) è sempre stata la mia passione.

Per te, il motivo principale della scelta vegan, è stato salutistico, etico… o altro?

È una scelta a 360 gradi.
In ordine alfabetico (per non svelare subito il mio ordine di importanza):
ambientale (inquinamento, deforestazione, spreco di risorse…), etica (a partire dalla sofferenza degli animali fino alla loro morte), salutistica (ormai tutte le evidenze scientifiche parlano chiaro: il cibo vegetale è nettamente più vantaggioso di quello animale), sociale (fame nel mondo, saccheggio di risorse nei paesi in via di sviluppo, incongrua distribuzione dei beni di consumo…).
Ma, tornando a ciò che chiede la domanda, per me, medico, la motivazione più forte, quella che vince su tutto…è quella etica.
Gli animali non hanno nessun dovere ne’ diritto di finire nei nostri piatti ne’, tanto meno, di essere sfruttati per produrre latte, formaggio, uova o miele fino al loro esaurimento per poi essere uccisi perché non più produttivi. Noi uomini che ci diamo tanto le arie di essere la specie più evoluta dovremmo essere i garanti della salute fisica e psichica dei più deboli: gli animali, umani e non.  

Quali sono i veri vantaggi per la nostra salute in un’alimentazione basata soltanto sugli alimenti vegetali?

Un sacco! E gli studi scientifici lo attestano in modo sempre più preciso e concorde:
più bassi livelli di colesterolo plasmatico, minor incidenza di ipertensione arteriosa, di malattie cerebro-cardio-vascolari, di diabete di tipo I e II, di obesità e sovrappeso, di osteoporosi, di gotta, di calcolosi urinaria e biliare, di demenza, di Parkinson, di Alzheimer e, non ultimo, di tumori.

Quali danni concreti, causano al nostro organismo, alimenti di origine animale quali: carne, pesce, latticini, uova.

Gli alimenti di origine animale sono ricchi di grassi saturi e di colesterolo (assente in quelli vegetali) che predispongono ad avere valori di colesterolo plasmatico più alti ed un aumento di malattie ad esso correlate (infarti, ictus). Le proteine animali inoltre sono più acide di quelle vegetali, acidificano il sangue e costringono le ossa a rilasciare ioni calcio per riportare a valori ottimali il pH ematico con l’effetto di promuovere l’osteoporosi. Chi mangia cibi animali è maggiormente predisposto all’insorgenza di diabete e di svariati tipi di tumore (colon, mammella, prostata, ovaio…). Carne, pesce, latticini, uova, miele sono completamente privi di fibre (presenti solo nei cibi vegetali) fondamentali per il buon funzionamento dell’intestino, per la prevenzione del tumori al colon, di sovrappeso, obesità, diabete, calcolosi biliare e malattie cerebro-cardio-vascolari.

E il miele? Noi vegani non lo consumiamo per non favorire lo sfruttamento delle api, ma fa davvero così bene come vogliono farci credere?

No, il miele non è un buon alimento.
Ha un elevatissimo indice glicemico che fa schizzare alle stelle la glicemia sottoponendo il pancreas (e l’organismo in toto) ad inutili stress metabolici. Molto meglio utilizzare il malto che ha lo stesso aspetto, utilizzo e sapore simile al miele con il grosso vantaggio (oltre a quello di non sfruttare ingiustamente le api) di avere un indice glicemico molto inferiore. Tutte le vitamine ed i sali minerali di cui ci vogliono far credere essere così ricco il miele, li troviamo in verdura, frutta, cereali integrali, legumi, frutta e semi oleaginosi ed alghe.

Parliamo di B12… così tanto discussa, molti la considerano il tallone d’Achille dei vegani, altri dicono che è tutto un  bluff. Dalla tua esperienza professionale cosa ci puoi dire in proposito?

Non ci sono fonti vegetali affidabili di vitamina B12.
Se dagli esami ematici risulta essere presente una carenza, va integrata.
Un deficit di vitamina B12 non è peculiarità di vegani o vegetariani (in latte, formaggio e uovo di B12 ce n’è davvero poca!), ma può essere presente anche negli onnivori. Anzi, è più facile trovare carente un onnivoro che pensa di avere un’alimentazione varia e bilanciata che non un vegetariano/vegano, più informato ed attento alla salute (sua e di quella di animali e pianeta).
Prima di partire con l’integrazione di vitamina B12 è corretto valutare le scorte dell’organismo con un semplice dosaggio ematico di: emocromo, vitamina B12, acido folico ed omocisteina e, in base all’esito, decidere con un medico esperto, se, come e quanto integrare.
Con rammarico (e un po’ di fastidio) noto come sembri lecito continuare ad avere un’alimentazione carnea/pescivora/onnivora e dover prendere un farmaco per il diabete, la pressione alta, il colesterolo…piuttosto che scegliere di star bene eliminando i cibi animali e dovere, se necessario, prendere un semplice, singolo ed innocuo integratore di vitamina B12!

Oltre alla vitamina B12, ci sono altri nutrienti che un vegano necessita di integrare, perché assenti nel regno vegetale?

No, tutto il resto lo si trova nei cibi vegetali. Da porre un occhio di riguardo ad acidi grassi omega 3 e iodio, tranquillamente assumibili con i cibi vegetali (molto più ricchi di quelli animali), ma bisogna scegliere quelli giusti.

Dalla tua esperienza di medico, ci sono stati casi di malattia guariti o migliorati,  adottando un’alimentazione vegana? Se si quali..

Non conosco nessun paziente ne’ malattia che non abbia avuto grandi miglioramenti con una dieta (intesa come stile di vita alimentare sano) vegana. È stupefacente, ma tutti i pazienti, oltre che ringraziarmi per averli seguiti ed aiutati a fare una scelta di questo tipo, mi dicono che non tornerebbero mai più a mangiare come una volta, per nessun motivo (ambientale, etico, di salute, sociale e di pace con la propria coscienza). Confermo, anch’io non tornerei mai più indietro.

Quindi, lo stile di vita vegan, fa bene agli animali, all’ambiente e anche alla nostra salute?

Assolutamente sì.
E poi si scoprono un sacco di cibi che sfido un “solito” onnivoro conoscere.
Provate a bloccare un non-veg e a chiedergli quando è l’ultima volta che ha mangiato della quinoa in insalata o un tortino di amaranto? O se il suo hemp-fu lo fa marinare nello shoyu o ci aggiunge solo un po’ di miso. O se sul tempeh preferisce spolverizzare del gomasio alla canapa o alle alghe? O se il “tiramisù”, al posto di uova e mascarpone, lo prepara con la crema di mandorle, il tofu vellutato o l’amasake? Sarebbe divertente filmare il suo sbigottimento e fargli capire quanto consueta e monotona sia l’alimentazione di un classico onnivoro a differenza di chi ha fatto una scelta veg: più varia, più genuina, più salutare, più ecologica, più economica, più pacifica…e molto più gustosa!

Grazie a Michela De Petris, è stato un vero piacere!

Anche per me 🙂
E sono molto ben contenta di essere a disposizione di chi vuole fare il “salto di qualità” e diventare vegan o di chi lo è già e magari ha bisogno di essere rassicurato, incoraggiato o solo seguito più da vicino nella sua splendida avventura.

Vorrei aggiungere che è possibile avere un cane vegan alimentandolo con cibo casalingo.
Igloo, il mio cane, ha 15 anni è vegano e, come si vede dalla foto,  sta davvero bene…

Igloo, il cane di Michela De Petris

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Intervista realizzata da Daria Mazzali

https://dariavegan.wordpress.com/