Bambini a scuola di caccia

Comunicato stampa LAV 27 aprile 2011

La Spezia: bambini a scuola di caccia

LAV: messaggio allarmante e diseducativo, così si insegna ai giovani la prevaricazione ed il dominio del più forte sul debole.

Una mistificazione della realtà e un metodo fortemente diseducativo: così la LAV giudica l’assurda iniziativa del comune di Rocchetta di Vara, in provincia di La Spezia, dove, incredibilmente, hanno deciso che la caccia può diventare un sistema educativo per insegnare, agli studenti delle scuole elementari, il rispetto per la natura.

Per questo hanno organizzato una vera e propria battuta di caccia al cinghiale, con tanto di squadre di cacciatori e cani che staneranno spaventatissimi cinghiali ma, si badi bene, evitando di sparargli addosso. Non certo per un senso di rispetto per la vita dei cinghiali, quanto per evitare di impressionare gli alunni della quarta e quinta elementare delle scuole locali. Alunni ai quali i cacciatori regaleranno una maglietta sulla quale sarà vergata una frase che non lascia spazio al dubbio: “La caccia è passione, istinto, ragione ma, soprattutto, è rispetto per la natura“.

Un leitmotiv confermato anche dallo slogan del Sindaco: “Rispettiamo la natura”.

Certo, viviamo in un’era in cui l’alterazione del significato delle parole, è un esercizio ormai quotidiano – commenta Massimo Vitturi responsabile del settore caccia e fauna selvatica della LAV – ma definire ‘rispetto della natura’ l’assalto armato compiuto da più di 700.000 cacciatori nei confronti di quegli animali che sono parte della natura stessa, è pura mistificazione della realtà, che ha l’unico scopo di dare una parvenza di rispettabilità ad un’attività rifiutata dalla stragrande maggioranza dei cittadini”.

Insegnare ai ragazzi l’attività venatoria, mostrar loro che il sistema per risolvere i problemi di convivenza tra umani ed animali selvatici consiste nell’imbracciare un’arma, è un metodo educativo assurdo e preoccupante, che proietta in una dimensione in cui il più forte ha sempre ragione sul più debole, in cui l’unico modo per risolvere i contrasti consiste nel ricorso al fucile.

L’approccio venatorio, troppo spesso avallato, se non applicato, dalle amministrazioni, si basa su dinamiche di prevaricazione e violenza. E’ questo il futuro che vogliamo per i nostri figli?

Roma, 27 aprile 2011

Ufficio stampa LAV 06 – 4461325

Una risposta a “Bambini a scuola di caccia

  1. ilmondovistodaquaggiu

    quando mio padre andava a caccia portava anche me a volte per farmi respirare un po’ d’aria fresca. anche lui diceva:’io rispetto la natura’…questo perchè ama passeggiare nei boschi e perchè non lascia spazzatura negli stessi