Intervista a Michela De Petris

Intervista a Michela De Petris che ho realizzato per Promiseland.it.
quando ancora facevo parte della Redazione di Promiseland.it

Dott.ssa Michela De Petris, medico chirurgo, dietologa, vegana.

Nata a Milano, si è laureata con lode in Medicina e Chirurgia nel 2000 presso l’Università degli Studi di Milano; specializzata in Scienza dell’Alimentazione con lode nel 2004, è medico ricercatore presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e medico specialista all’Ospedale San Raffaele di Milano. Socio della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (SSNV) e dell’Istituto per la Cerificazione Etica ed Ambientale (ICEA). È specialista in alimentazione vegetariana, vegana e macrobiotica ed esperta nella terapia nutrizionale del paziente oncologico; docente di nutrizione clinica nei corsi indetti dalla Regione Lombardia; dietologa libero professionista presso il centro di medicina antroposofica Artemedica di Milano.

Michela De Petris è diventata  prima medico o prima vegana?

Prima medico.
Studiare, aggiornarmi e continuare ad imparare per riuscire ad aiutare al meglio il prossimo (umano e non) è sempre stata la mia passione.

Per te, il motivo principale della scelta vegan, è stato salutistico, etico… o altro?

È una scelta a 360 gradi.
In ordine alfabetico (per non svelare subito il mio ordine di importanza):
ambientale (inquinamento, deforestazione, spreco di risorse…), etica (a partire dalla sofferenza degli animali fino alla loro morte), salutistica (ormai tutte le evidenze scientifiche parlano chiaro: il cibo vegetale è nettamente più vantaggioso di quello animale), sociale (fame nel mondo, saccheggio di risorse nei paesi in via di sviluppo, incongrua distribuzione dei beni di consumo…).
Ma, tornando a ciò che chiede la domanda, per me, medico, la motivazione più forte, quella che vince su tutto…è quella etica.
Gli animali non hanno nessun dovere ne’ diritto di finire nei nostri piatti ne’, tanto meno, di essere sfruttati per produrre latte, formaggio, uova o miele fino al loro esaurimento per poi essere uccisi perché non più produttivi. Noi uomini che ci diamo tanto le arie di essere la specie più evoluta dovremmo essere i garanti della salute fisica e psichica dei più deboli: gli animali, umani e non.  

Quali sono i veri vantaggi per la nostra salute in un’alimentazione basata soltanto sugli alimenti vegetali?

Un sacco! E gli studi scientifici lo attestano in modo sempre più preciso e concorde:
più bassi livelli di colesterolo plasmatico, minor incidenza di ipertensione arteriosa, di malattie cerebro-cardio-vascolari, di diabete di tipo I e II, di obesità e sovrappeso, di osteoporosi, di gotta, di calcolosi urinaria e biliare, di demenza, di Parkinson, di Alzheimer e, non ultimo, di tumori.

Quali danni concreti, causano al nostro organismo, alimenti di origine animale quali: carne, pesce, latticini, uova.

Gli alimenti di origine animale sono ricchi di grassi saturi e di colesterolo (assente in quelli vegetali) che predispongono ad avere valori di colesterolo plasmatico più alti ed un aumento di malattie ad esso correlate (infarti, ictus). Le proteine animali inoltre sono più acide di quelle vegetali, acidificano il sangue e costringono le ossa a rilasciare ioni calcio per riportare a valori ottimali il pH ematico con l’effetto di promuovere l’osteoporosi. Chi mangia cibi animali è maggiormente predisposto all’insorgenza di diabete e di svariati tipi di tumore (colon, mammella, prostata, ovaio…). Carne, pesce, latticini, uova, miele sono completamente privi di fibre (presenti solo nei cibi vegetali) fondamentali per il buon funzionamento dell’intestino, per la prevenzione del tumori al colon, di sovrappeso, obesità, diabete, calcolosi biliare e malattie cerebro-cardio-vascolari.

E il miele? Noi vegani non lo consumiamo per non favorire lo sfruttamento delle api, ma fa davvero così bene come vogliono farci credere?

No, il miele non è un buon alimento.
Ha un elevatissimo indice glicemico che fa schizzare alle stelle la glicemia sottoponendo il pancreas (e l’organismo in toto) ad inutili stress metabolici. Molto meglio utilizzare il malto che ha lo stesso aspetto, utilizzo e sapore simile al miele con il grosso vantaggio (oltre a quello di non sfruttare ingiustamente le api) di avere un indice glicemico molto inferiore. Tutte le vitamine ed i sali minerali di cui ci vogliono far credere essere così ricco il miele, li troviamo in verdura, frutta, cereali integrali, legumi, frutta e semi oleaginosi ed alghe.

Parliamo di B12… così tanto discussa, molti la considerano il tallone d’Achille dei vegani, altri dicono che è tutto un  bluff. Dalla tua esperienza professionale cosa ci puoi dire in proposito?

Non ci sono fonti vegetali affidabili di vitamina B12.
Se dagli esami ematici risulta essere presente una carenza, va integrata.
Un deficit di vitamina B12 non è peculiarità di vegani o vegetariani (in latte, formaggio e uovo di B12 ce n’è davvero poca!), ma può essere presente anche negli onnivori. Anzi, è più facile trovare carente un onnivoro che pensa di avere un’alimentazione varia e bilanciata che non un vegetariano/vegano, più informato ed attento alla salute (sua e di quella di animali e pianeta).
Prima di partire con l’integrazione di vitamina B12 è corretto valutare le scorte dell’organismo con un semplice dosaggio ematico di: emocromo, vitamina B12, acido folico ed omocisteina e, in base all’esito, decidere con un medico esperto, se, come e quanto integrare.
Con rammarico (e un po’ di fastidio) noto come sembri lecito continuare ad avere un’alimentazione carnea/pescivora/onnivora e dover prendere un farmaco per il diabete, la pressione alta, il colesterolo…piuttosto che scegliere di star bene eliminando i cibi animali e dovere, se necessario, prendere un semplice, singolo ed innocuo integratore di vitamina B12!

Oltre alla vitamina B12, ci sono altri nutrienti che un vegano necessita di integrare, perché assenti nel regno vegetale?

No, tutto il resto lo si trova nei cibi vegetali. Da porre un occhio di riguardo ad acidi grassi omega 3 e iodio, tranquillamente assumibili con i cibi vegetali (molto più ricchi di quelli animali), ma bisogna scegliere quelli giusti.

Dalla tua esperienza di medico, ci sono stati casi di malattia guariti o migliorati,  adottando un’alimentazione vegana? Se si quali..

Non conosco nessun paziente ne’ malattia che non abbia avuto grandi miglioramenti con una dieta (intesa come stile di vita alimentare sano) vegana. È stupefacente, ma tutti i pazienti, oltre che ringraziarmi per averli seguiti ed aiutati a fare una scelta di questo tipo, mi dicono che non tornerebbero mai più a mangiare come una volta, per nessun motivo (ambientale, etico, di salute, sociale e di pace con la propria coscienza). Confermo, anch’io non tornerei mai più indietro.

Quindi, lo stile di vita vegan, fa bene agli animali, all’ambiente e anche alla nostra salute?

Assolutamente sì.
E poi si scoprono un sacco di cibi che sfido un “solito” onnivoro conoscere.
Provate a bloccare un non-veg e a chiedergli quando è l’ultima volta che ha mangiato della quinoa in insalata o un tortino di amaranto? O se il suo hemp-fu lo fa marinare nello shoyu o ci aggiunge solo un po’ di miso. O se sul tempeh preferisce spolverizzare del gomasio alla canapa o alle alghe? O se il “tiramisù”, al posto di uova e mascarpone, lo prepara con la crema di mandorle, il tofu vellutato o l’amasake? Sarebbe divertente filmare il suo sbigottimento e fargli capire quanto consueta e monotona sia l’alimentazione di un classico onnivoro a differenza di chi ha fatto una scelta veg: più varia, più genuina, più salutare, più ecologica, più economica, più pacifica…e molto più gustosa!

Grazie a Michela De Petris, è stato un vero piacere!

Anche per me🙂
E sono molto ben contenta di essere a disposizione di chi vuole fare il “salto di qualità” e diventare vegan o di chi lo è già e magari ha bisogno di essere rassicurato, incoraggiato o solo seguito più da vicino nella sua splendida avventura.

Vorrei aggiungere che è possibile avere un cane vegan alimentandolo con cibo casalingo.
Igloo, il mio cane, ha 15 anni è vegano e, come si vede dalla foto,  sta davvero bene…

Igloo, il cane di Michela De Petris

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Intervista realizzata da Daria Mazzali

https://dariavegan.wordpress.com/

20 risposte a “Intervista a Michela De Petris

  1. Che articolo stupendo!

  2. Veramente interessante.
    Soprattutto rassicurante per chi ha abbracciato questa filosofia di vita e come me non possiede una grande cultura in merito.
    Da come parla la Dottoressa sembra che la dieta Vegan sia la panacea per tutti i mali del mondo.
    Non posso giurare che questo sia vero ma posso augurarmelo e crederci con tutte le mie forze.
    Quel che posso dire è che da onnivoro a Vegetariano ho sentito il cambiamento in meglio ma da Vegetariano a Vegan ho sentito la mia Forza Vitale moltiplicarsi.
    Auguri sentitissimi per questo Blog.
    Una grossa pacca sulla spalla, un gigantesco “Buona Fortuna” per questa tua nuova avventura ed un ringraziamento per questo nuovo servizio in rete.
    Armando,
    alias
    Sedano Allegro.

  3. Si, prima ancora che su Promiseland.it è giusto scriverti qui i complimenti per l’ottima intervista e i miei migliori auguri per il nuovo blog!🙂

  4. Complimenti per l’intervista, molto bella e interessante. Un augurio speciale per il tuo nuovo Blog.Ciao

  5. Ciao Daria,

    complimenti per questa bella intervista dai contenuti molto chiari!

    Francesco

  6. Michela de Petris is the best. Daria, facci leggere qualcosa di tuo😉

  7. Interessantissima intervista, salvata e archiviata nella mia cartella dei documenti, presto da divulgare tra conoscenti.
    Naturalmente ho salvato DariaBlog tra i miei preferiti.😉

  8. e’ facile parlare di alimentazione vegetariana quando si e’ totalmente sani…..ma quando si ha una macrocitosi con anemia megaloblastica, un’alimentazione carnivora e’ necessaria per salvare la vita….soprattutto quando si e’ allergici al cobalto dlla vitamina b12

  9. seitanterzo

    Tanto per cominciare, se ci interessa vivere totalmente sani bisogna proprio seguire uno regime alimentare che eliminimi i fattori invalidanti; se invece non siamo sani, questa non è più una necessità, ma un obbligo. L’obbligo di eliminare proprio i cibi predisponenti alla malattia più comune: carne, uova e latticini, correlati alle patologie più diffuse nelle società industrializzate, come cardiopatie, neuropatie, nefropatie, anemie, malattie del fegato, metaboliche, e varie. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Se hai un’anemia megalolastica determinata da ipovitaminosi da B12, spesso si tratta di un problema congenito relativo a scarsità di fattore intrinseco che impedirebbe l’assorbimento della cobalamina. Il fatto che si possa rivelare anche un’allergia al cobalto, vuol principalmente dire che tu debba fare a meno di una serie di alimenti vegetali, ma anche animali come latte, pesce e molluschi, fegato. La B12 è una vitamina essenziale di cui non potrai fare a meno in ogni caso, e sarà da assumere con vitaminici a basso dosaggio SUBLINGUALI, dato che, come detto, l’assorbimento intestinale sarà totalmente o parzialmente inefficace.
    MI sfugge il motivo per il quale una dieta carnea sia necessaria a salvare una vita in un caso di tale complicanza, ma ne trovo diversi affinchè sia da evitare nella maniera più ASSOLUTA.

  10. seitanterzo

    Dimenticavo: considerata la presenza di B12 nei cibi carnei nonchè nelle uova, risulterebbe opportuno farne a meno in virtù dell’impossibilità di assorbimento vitaminico attraverso il tratto gastrointestinale, ancor più se tale problema risulterebbe a rischio tossicità, data la presenza di allergia al cobalto.

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