Pellice: la presa in giro del nuovo regolamento

Pellicce: la presa in giro del nuovo Regolamento approvato dall’Unione Europea

Per chi ha sperato che il nuovo Regolamento sulle pellicce (in realtà sulle parti non tessili di origine animale), oggi approvato in seconda lettura dal Parlamento europeo, riguardasse in qualsiasi maniera gli animali è meglio che cambi subito idea.

La preoccupazione del Parlamento europeo è, infatti, rivolta a chi soffre di allergie. Avete capito bene: starnuti, pelli arrossate e altre fastidiose reazioni del nostro organismo a sostanze che lo stesso potrebbe non tollerare. Per questo, dice il Parlamento europeo, si dovrà indicare se il capo acquistato contiene parti non tessili di origine animale.

L’accordo trovato con la Commissione lascia, peraltro, spazi di futura discussione come lo studio di fattibilità che entro il 30 settembre 2013 dovrà verificare la possibile connessione tra le reazioni allergiche e le sostanze chimiche utilizzate nei tessuti (nano-particelle, biocidi, coloranti). I sarti indipendenti, inoltre, sono esonerati da qualsiasi obbligo.

Ed i paesi terzi? Sapremo, ad esempio, dall’etichetta se il capo proviene dalla Cina? No, questa proposta è stata bocciata dal Consiglio. Comunque, …per le allergie e l’etichettatura vi sarà un periodo di transizione di due anni.

Leggi l’articolo di Repubblica.it

Consideriamo, inoltre, che il Regolamento dovrà essere approvato dai Governi nazionali. Insomma, quanto approvato oggi è un passo avanti compiuto nell’interesse degli starnuti dei consumatori. Gli animali ancora una volta possono attendere.

Dulcis in fundo.
Sempre il Parlamento europeo ha oggi comunicato che la vendita di carne derivata da progenie di animali clonati è ancora possibile senza informazioni specifiche per i consumatori. Possiamo sperare solo in qualche futura allergia.

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Fonte: http://www.geapress.org/
(Grazie a Chiara per la segnalazione)

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