I migliori maestri di vita

I migliori maestri di vita sono gli animali, leali e altruisti, sono loro gli “umani”?

Chi ama gli animali sa che essi provano gioia, dolore, rabbia, amore e tutta una serie di emozioni proprie dell’uomo.  Oggi grazie allo studio di qualche serio e volonteroso ricercatore è nata l’etologia cognitiva, una scienza che analizza e certifica le emozioni degli animali, dimostrandolo grazie alle strutture anatomiche che condividono con noi: aree del cervello preposte alle emozioni. Ma anche un alto grado di intelligenza e una sorprendente flessibilità comportamentale.

La scienza è arrivata a includere queste preziose informazioni dando sostegno ad una visione più ampia e profonda del significato della vita. Marc Bekoff è una delle più grandi menti scientifiche dei nostri tempi, professore di Biologia all’Università di Boulder (Colorado) e fondatore di Ethologist for Ethical Treatment of Animals. Ha dimostrato che gli animali hanno una profonda “moralità”, basata su altruismo, lealtà, compassione, capacità di consolare e perdonare.

Il termine “morale” deriva dal greco èthos, significa etica del comportamento, e da moralis (latino): principi delle caratteristiche della condotta umana che influiscono sulla collettività. Nel suo libro “La vita morale degli animali” Bekoff ritiene che sia biologicamente improbabile che le emozioni si siano evolute solo negli uomini. Dallo studio è emerso che le bestie possiedono gli stessi sistemi cerebrali e substrati neurochimici tipici del sentimento amoroso dell’uomo; l’esistenza di queste strutture confermano che se gli umani provano emozioni ugualmente le possono avere gli animali.

Afferma Bekoff: «Definisco la moralità un insieme di comportamenti correlati e indirizzati verso gli altri. Non vi è alcuno scarto morale tra gli esseri umani e le altre specie: la moralità è un tratto evolutivo che noi dividiamo con gli altri mammiferi sociali, che hanno le capacità cognitive avanzate, oltre che l’abilità di prendere decisioni basate sulla percezione del passato e del futuro.

Ho suddiviso i comportamenti morali in tre categorie: la cooperazione, l’empatia e la giustizia. Nel primo rientrano comportamenti quali l’altruismo, la lealtà e la fiducia; nel secondo la compassione, il dispiacere e la capacità di consolare; nel terzo la condivisione, l’equità, la correttezza e la capacità di perdonare». La moralità come la giustizia per gli animali non è una questione astratta, ma comprende comportamenti molto “pratici”.

Ad esempio «nello zoo di Arnhem, in Olanda, gli scimpanzé sgridano quelli che arrivano in ritardo per il pasto, perché nessuno può mangiare se non sono tutti presenti». Sono molte le storie documentate e commoventi raccolte dal ricercatore, come: una femmina di gorilla di uno zoo tedesco che piange per giorni la morte del suo piccolo, o di una elefantessa che si prende cura di un’altra più giovane ferita, o ratti che mostrano altruismo aiutando un ratto sconosciuto a ottenere del cibo, se a loro volta in passato sono tati aiutati da un estraneo.

E ancora 11 elefanti salvano un gruppo di antilopi catturate e tenute in cattività, la matriarca sfonda  i cancelli del recinto, permettendo alle antilopi di fuggire. Curiosa e simpatica la storia di Dolly, un’asinella inglese che salva Stanley la sua amica pecora, aggredita da un cane inferocito.

Bekoff dichiara: «Gli animali possono comportarsi bene o male, ma non c’è la “malvagità” dell’uomo, non hanno il tempo e il lusso di essere così crudeli. Le emozioni degli animali ci impongono di ripensare radicalmente al rapporto in cui ci relazioniamo con loro e le nostre responsabilità nei loro confronti. Perciò, chi mi chiede se gli animali sono più morali di noi, rispondo: sì!».

di Marinella Meroni – 23/05/2011

Fonte: Libero -News .it

Grazie ad Annalisa per la segnalazione…

I commenti sono chiusi.