Archivi del mese: giugno 2011

Fauna costiera perseguitata a Savona

Un appello dell’Enpa di Savona: fauna costiera perseguitate da migliaia di turisti, soprattutto italiani, armati di canne, fucili subacquei, coltelli, arpioni, salai e fiocine

•  500.000 CERNIE, DENTICI, CORVINE, ORATE, GRONGHI, LECCE, MURENE, SARAGHI, SPIGOLE, POLPI, ASTICI ed ARAGOSTE, trafitti dai pescatori subacquei, molto spesso in mezzo ai bagnanti;

• 2.000.000 di CEFALI, DONZELLE, ROMBI, SALPE, SEPPIE, MORMORE, OCCHIATE, LABRIDI e TRIGLIE, presi all’amo dai “cannisti”, anch’essi spesso appostati sui moli e sulle spiagge, gremiti di bagnanti;

• 9.500.000 MITILI, DATTERI, MURICI, GAMBERI, TRACINE, CALAMARI, PATELLE, PETTINI, GRANCHI, RICCI, LUMACHE, ARSELLE e STELLE MARINE, fiocinati e catturati tra gli scogli da un esercito di “raccoglitori” (adulti e bambini).

• Un totale di almeno 12 milioni di animali marini, che vivono lungo gli 80 chilometri di costa della provincia di Savona, saranno sterminati durante questa stagione estiva da migliaia di turisti, soprattutto italiani, armati di canne, fucili subacquei, coltelli, arpioni, salai e fiocine. E la strage si aggiunge ad un’attività di pesca professionale parti-colarmente pesante e con scarse limitazioni, condotta con mezzi supertecnologici micidiali che moltiplicano l’efficacia delle reti da pesca, aggravata dalle numerose quote attribuite alla cosiddetta pesca sportiva.

La statistica è della Protezione Animali savonese, che invita i frequentatori delle spiagge all’armonia con la natura e con i suoi animali, tutti utilissimi, indipendentemente dalle dimensioni e dalla “simpatia”; la piccola fauna costiera – che purtroppo non miagola o scodinzola – ha grande importanza, essendo il primo anello delle catena biologica che comincia proprio lungo la costa, che costituisce la “nursery” del mondo marino; ha inoltre una grande importanza nel ciclo dell’azoto e nella conseguente autodepurazione del mare dagli inquinanti portati dai fiumi, nonché essenziale per trattenere i gabbiani sulle spiagge ed evitare che colonizzino le aree urbane alla ricerca di cibo.

Per favorire un rapporto meno traumatico e distruttivo con questi animali, i Volontari dell’Enpa savonese distribuiscono lungo le spiagge della provincia (che ha il maggior flusso turistico in Italia) una locandina in quattro lingue, particolarmente apprezzata dai sensibili visitatori stranieri.

Se la fauna marina costiera non venisse perseguitata e massacrata, comincerebbe a lasciarsi avvicinare, divenendo un autentico ed affascinante spettacolo, come già accade in molti paesi “esotici”, dove è vietato ogni tipo di prelievo ed i turisti pagano valuta pregiata per poter osservare pacificamente la vita subacquea (su barche con fondo di vetro, su mezzi semisommergibili o armati solo di maschera e boccaglio).

http://www.enpa.sv.it/FAUNA1.htm

 

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Soltanto per loro

Superiori a chi? Le ragioni per un nuovo antispecismo
“Soltanto per loro”, il saggio di un giovane laureando sugli “animal studies”

Esiste una liberazione che non sia anche liberazione animale? Si può avere una visione della realtà razionalmente e moralmente accettabile che eluda la tragedia della sofferenza animale? E’ possibile continuare a cibarsi di animali, ma farlo in modo etico?

Da questi interrogativi prende le mosse il saggio “Soltanto per loro”, scritto da Leonardo Caffo, giovanissimo (classe 1988) laureando in scienze filosofiche dell’Università di Milano.

Se c’è un merito che va riconosciuto immediatamente a questo libro, dalla popolarità crescente tra gli attivisti animalisti, è quello di saper introdurre, con un linguaggio accessibile, anche i non addetti ai lavori al dibattito in corso sui cosidetti animal studies, che è oggetto di vivissimo scambio nell’ambito accademico della filosofia morale e del diritto dei paesi anglosassoni e che in Italia è animato autorevolmente da studiosi che nella maggior parte fanno capo alla rivista filosofica Liberazioni.

Nel libro di Caffo la questione animale, definita come “la tragedia dei nostri tempi”, si presenta nella sua rilevanza etica e sopratutto nell’urgenza di essere trasferita sul piano dell’agire politico. L’ obiettivo di “Soltanto per loro” è allora offrire agli attivisti gli strumenti utili a creare un forte inquadramento teorico a quello che solitamente è un agire “di pancia”, che prende le mosse da uno slancio empatico, e che si scontra con un’indifferenza generalizzata incomprensibile a chi sente la sofferenza animale sulla propria pelle.

L’autore scandaglia le basi su cui poggia l’inossidabile pregiudizio della presunta superiorità ontologica dell’essere umano, sopratutto la filosofia di Cartesio che ha relegato gli animali al ruolo di automi privi di sentimento, e spinge il lettore alla consapevolezza di come le fondamenta dell’antropocentrismo siano state già smantellate in modo esauriente dai pensatori del cosiddetto antispecismo di prima generazione (e in primis dall’utilitarista Peter Singer) che ha fatto riferimento all’etologia e alla biologia per dimostrare come somiglianza e prossimità impediscano di tracciare una linea netta tra “noi” e “loro” e che, non potendosi trovare in natura le ragioni di una frattura etica e ontologica sui cui basare la discriminazione, i loro interessi dovrebbero valere come i nostri.

Eppure questa presa di coscienza non è bastata a salvare vite, visto che nella sostanza, anche se in forme addolcite, dovute a un generico aumento della sensibilità per la sofferenza animale (si pensi al diffondersi degli allevamenti biologici e all’aperto), la pretesa legittimità da parte degli umani di disporre di loro è rimasta intatta. Perché? Caffo sottolinea i limiti delle prime formulazioni della liberazione animale, inefficaci per aver peccato ancora di antropocentrismo, nell’aver tenuto le caratteristiche umane come il fulcro di ciò che dovrebbe comportare la considerazione morale.

Ci sono le ragioni, invece, come affermano i teorici dell’antispecismo di seconda generazione, per operare una svolta molto più profonda e, anzi, il movimento di liberazione animale ha i numeri per porsi come apripista di un’emancipazione totale che abbracci tutti gli oppressi. A ben vedere, infatti, ci spiega l’autore, lo sfruttamento animale, più del sessismo o del razzismo, è l’oppressione in assoluto più radicale, «l’oppressione dell’altro in quanto tale», il fondo di ogni discriminazione da cui trae origine la plausibilità stessa della riduzione dell’altro da sé.

Per argomentare questo punto, Caffo fa un interessante riferimento al nostro linguaggio quotidiano, all’utilizzo comune di frasi come «trattato come un animale» o al senso dispregiativo del sostantivo «bestia», che rivelano come tutti noi accettiamo l’esistenza di una dimensione di mancanza di diritto, abitata dagli animali, in cui all’occorrenza si può spingere il “diverso” da noi. Che succederebbe allora se questo meccanismo venisse riconosciuto e scardinato, se quel luogo abitato dai bruti venisse svuotato?

Per compiere la svolta, secondo l’autore, si deve ricucire la frattura che separa l’animale uomo dagli altri animali, scoprire l’unità di tutte le creature coscienti in una nuova filosofia della vita e del corpo e poi ritrovare nella dimensione fisica le uniche basi possibili del diritto. Corporeità, espressione e morte accomunando tutti i viventi animali, mettono l’uomo in un continuum con la natura in cui solo si può riconquistare l’autenticità perduta.

Sorprendentemente poi, nell’affermazione dell’assoluta prevalenza del piano immanente, si apre lo spazio anche per un incontro con le religioni: cristianesimo e buddismo, dice l’autore facendo riferimento a profeti e teologi, prospettano una dimensione pacificata, priva di gerarchie ontologiche, dove la fratellanza abbracci tutti gli individui animali, e indicano la presenza di Dio nelle molteplici (e dunque di ugual valore) manifestazioni della natura. Le istanze della religione lette in questo senso si intrecciano alle solide ragioni dell’antispecismo filosofico razionalista, che riporta l’uomo all’indeterminato e all’essenzialità della natura corporea, e così fonda l’inviolabilità della vita di tutte le creature coscienti.

La conseguenza di questo ragionamento è un ripensamento degli argomenti oggi più in voga tra gli attivisti per i diritti animali: non serve l’antivivisezionismo scientifico, che punta al superamento della sperimentazione animale non per ragioni etiche ma per la sua inefficacia scientifica, né i discorsi ambientalisti che promuovo la dieta vegana perché meno inquinante.

Serve una vera rivoluzione, che non cerchi di “elevare” gli animali all’uomo superiore, ma sveli la parità di tutti gli individui nella differenza, schiuda lo spazio per un incontro con l’Altro animale in una dimensione in cui “tutto parla”, dove disinnescare la possibilità della discriminazione di chiunque. Per dirla con Elias Canetti: «Solo se ci sdraiamo in terra tra gli animali, possiamo vedere le stelle che ci salvano dall’angosciante potere dell’uomo».

Leonardo Caffo, Soltanto per loro. Un manifesto per l’animalità attraverso la politica e la filosofia, ed. Aracne, 2011, pp. 131, euro 9,00.

Leonora Pigliucci
 
Liberazione Animale  –  21/06/2011

http://www.liberazione.it/rubrica-folder/liberazione-animale-01.htm

 

 

Ricerca senza animali

Ricerca senza animali, LAV: senza se e senza ma

La LAV, scrive al Direttore del Corriere della Sera
sul tema inerente all’articolo pubblicato il 21 giugno:

Sperimentazione animale: possibile che sia ancora una necessità? Giuseppe Remuzzi :«Non utilizzarla, vuol dire fermare il progresso della medicina»  http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/11_giugno_21/segnalato-da-voi-sperimentazione-animali_e1d09dd4-9b35-11e0-b9a7-5cbc176a671d.shtml

 Gentile Direttore,

apprezziamo l’interesse del Corriere della Sera verso il dibattito sulla sperimentazione animale e in riferimento al contributo del dott. Remuzzi (Direttore Scientifico Mario Negri, Bergamo http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/11_giugno_21/segnalato-da-voi-sperimentazione-animali_e1d09dd4-9b35-11e0-b9a7-5cbc176a671d.shtml

confidiamo della Sua disponibilità ad offrire ai lettori delle argomentazioni più approfondite sulle evidenti criticità dei test condotti su animali.

Gli animali per adesso servono alla ricerca”, afferma il dott. Remuzzi sul Corriere della Sera. La fondatezza scientifica della ricerca è il requisito “sine qua non” di questo settore e la sperimentazione animale è un errore metodologico grave sul piano scientifico perché nessun animale può essere modello sperimentale per l’uomo. I test su animali non solo sono estremamente crudeli, ma non sono affatto utili per predire ciò che può accadere all’organismo umano quando questo è esposto ad una sostanza: ciò che risulta innocuo negli animali può essere tossico per l’uomo.

Alcuni esempi tra i tanti:

Penicillina: è un farmaco che ha salvato la vita a milioni di persone e che per puro caso, a detta dello scopritore Fleming, è stata testata su ratti e non su cavie. Infatti, se così fosse stato, sarebbe stata cestinata, visto che sulle cavie risulta altamente tossica; in questo caso il ratto si comporta come l’uomo, ma non è possibile trarne una regola generale.

Cloroformio (anestetico): i tentativi di estrapolare i risultati dai roditori all’uomo sono falliti.

Arsenico: la dose che uccide un uomo è innocua per il cane. Gli studi su animali non hanno confermato quanto si riscontra sull’uomo, così ciò che oggi è noto sugli effetti di questo metallo sono dovuti a studi su popolazioni umane.

Tetracloruro di carbonio: distrugge i reni in molti animali, tra cui alcune specie di scimmie, mentre in altre questo non accade.

Glicole etilenico (nei liquidi antigelo, ma anche in farmaci e cosmetici): è considerevolmente più tossico nell’uomo che in altre specie animali, la dose letale per l’uomo ha un valore di 1,4; per ratto, cavia e topo varia da 5,5 a 14. I ratti risultano più sensibili dei topi.

Metanolo: rende cieche le persone, ma nulla di tutto questo è stato osservato negli animali comunemente usati nei test.

A causa della sperimentazione animale, dunque, possono essere cestinate sostanze innocue o utili per la salute umana. Non è possibile stabilire a priori come una sostanza si comporti sull’uomo se non testandola su di lui, infatti tutto ciò che viene sperimentato su animali, passa poi attraverso l’uomo che diventa l’ennesima “cavia” di un sistema di controllo pericoloso e spesso fuorviante, con ingenti interessi economici annessi. Oltre i 4/5 dei farmaci che superano la sperimentazione animale, non superano la sperimentazione umana, quindi meno del 20% sono commercializzati e il 51% dei farmaci commercializzati presentano gravi reazioni avverse che non si erano verificate negli animali. Traendo le conclusioni su 100 sostanze sicure negli animali, almeno 80 sono scartate dopo la sperimentazione umana e 10 ritirate dal commercio per gravi reazioni avverse; ciò significa che in oltre il 90% dei casi i risultati su esseri umani e animali sono significativamente differenti, mentre in meno del 10% dei casi i risultati sono in qualche modo paragonabili, ma lo possiamo sapere solo a posteriori. La ricerca potrà fare consistenti passi in avanti quando anche gli addetti al settore ammetteranno, “senza se e senza ma”, il limite scientifico dei test condotti su animali e si faranno promotori dei metodi alternativi.

Nonostante le evidenze scientifiche di quanto sia infruttuosa e fallimentare la sperimentazione animale, il modello in vivo continua ad essere l’unico modello di riferimento, lasciando i giovani ricercatori e addetti al settore incapaci di fare una scelta oggettiva e rivolgersi a settori in espansione come test in vitro e metodi alternativi; addirittura la Legge 413/93, che da diritto all’obiezione di coscienza, non viene diffusa nelle Università, benché obbligatorio per legge.

Topi e ratti sono utilizzati in gran quantità a scopo sperimentale perché sono animali piccoli, facilmente maneggevoli, prolifici e meno costosi di altri, piuttosto che per ragioni scientifiche, sebbene  non siano i roditori i nostri parenti più prossimi per vicinanza genetica e comportamentale.

Quanto alla minore percentuale di topi e ratti impiegati oggi rispetto a 20 anni fa, come afferma il dott. Remuzzi, la realtà è che in Italia e nell’Unione Europea il numero di animali usati per esperimenti è sempre molto elevato: 2,6 milioni di animali in Italia nel triennio 2007-2009, 12 milioni circa nell’UE. Si tratta di numeri ancora troppo alti visto il quadro scientifico e legislativo europeo che prevede la promozione dei metodi alternativi alla sperimentazione animale e la chiara posizione contraria dell’opinione pubblica alla vivisezione. Inoltre, in Italia vi è un grave aumento del ricorso alle scimmie (sia ceboidea che cercopothecoidea), specie regolamentate dal Decreto Legislativo 116/92 in modo fortemente restrittivo e dunque dovrebbe rappresentare una deroga eccezionale e non risultare in aumento. I primati non umani, come i cani, sono utilizzati per esperimenti fortemente invasivi che comportano alti e prolungati livelli di dolore come studi di tossicità e indagini legate a problematiche nervose e mentali umani e cancro.

Gli stabulari – definiti “moderni e confortevoli” dal dott. Remuzzi – non sono hotel a 5 stelle: gli animali che li popolano, quando non sono prelevati in natura, vengono fatti nascere e allevati per finalità sperimentali. Sono costretti a vivere in gabbie e in spazi limitati, in un habitat artificiale e innaturale – un fattore che peraltro può influenzare fortemente la ricerca stessa -, non vedranno mai un albero, un prato né potranno procacciarsi del cibo o stabilire normali relazioni con altri animali. Subiranno invece prelievi e manipolazioni invasive. La soppressione, alla fine della procedura, da un certo punto di vista, sarà per loro una liberazione.

Cordiali saluti dalla LAV

Michela Kuan

biologa, responsabile LAV Vivisezione

 

 

 

Arrestati attivisti spagnoli

Il 22 giugno) l’industria della pelliccia ha sferrato un attacco agli attivisti per la liberazione animale presenti in Spagna.

12 persone (tra cui membri delle organizzazioni Igualdad Animal-Animal Equality ed Equanimal) sono state arrestate con l’accusa di aver colpito alcuni allevamenti di visoni presenti in Galizia, liberando gli animali.

Dodici attivisti per i diritti animali sono stati arrestati il 22 giugno dalla polizia spagnola, con una serie di irruzioni promosse dal giudice magistrato incaricato delle indagini a Santiago de Compostela, in Galizia (Spagna).

Arresti e perquisizioni sono avvenute nelle case di attivisti delle organizzazioni Igualdad Animal/Animal Equality ed Equanimal nelle zone di Madrid, Asturia, Vizcaya e Galizia. Quelli arrestati sono stati portati a Santiago de Compostela, dove sono state formulate le accuse di reati contro l’ambiente, disordine pubblico e associazione a delinquere.

Il punto di partenza delle indagini sembrerebbe essere la liberazione di circa 20.000 visoni avvenuta nell’allevamento Visones Bermudez, a Santiago de Compostela, nel novembre del 2007.
In base a questo è stato formulato il reato di danno all’ambiente.
Entrambe le organizzazioni hanno condannato pubblicamente la privazione della libertà, la tortura e il massacro di circa 300.000 visoni ogni anno in Spagna.

Questi arresti rappresentano un chiaro attacco dell’industria della pelliccia agli attivisti animalisti per aver esposto gli orrori della pratica degli animali uccisi con il gas, le mutilazioni, la sofferenza indotta dal vivere in cattività negli allevamenti.
Questo due organizzazioni che definiscono chiaramente il loro attivismo come non-violento e che dedicano i loro sforzi per far aumentare l’attenzione pubblica sui diritti animali, informando la società sulle conseguenze del consumo di prodotti animali e la promozione di valide alternative.

Inoltre, nonostante le organizzazioni non siano coinvolte nelle liberazioni di visoni, non condannano questo tipo di azioni poichè difendono gli interessi di tutti gli animali indipendentemente dalla specie e nessuno dei visoni sfruttati dall’industria pelliccia merita di vivere e morire in un allevamento.
Poichè non ci sono responsabili per le recenti liberazioni di visoni avvenute in Spagna, diversi membri di Equanimal e Igualdad Animal/Animal Equality sono stati arrestati con l’intento di criminalizzare il movimento per i diritti animali in Spagna, così come già accaduto in altre nazioni.                                                         
(Fonte:  http://oltrelaspecie.blogspot.com/2011/06/chi-sta-dalla-parte-degli-oppressi-fa.html)

PRESIDI DI SOLIDARIETA’ AGLI ATTIVISTI SPAGNOLI

29 Giugno – MILANO

Giornata di solidarietà con gli attivisti spagnoli

Aderiamo alla giornata di solidarietà organizzata a Milano in sostegno agli attivisti di IgualdadAnimal e Equanimal arrestati in Spagna con l’accusa di avere liberato 20.000 visoni da un allevamento della Galicia.

In questi giorni sono state moltissime le mobilitazioni in loro sostegno, in ben 19 paesi del mondo. Vogliamo far sentire a voce alta che ogni arresto di attivisti che lottano per rendere pubbliche e fermare le atrocità compiute sugli animali  è un attacco a tutti noi.

Al momento 8 degli attivisti dopo un interrogatorio davanti al giudice sono stati rilasciati in attesa di giudizio, mentre 3 di loro sono stati messi in carcere in attesa del processo. Una di queste persone,Olaia Freiría di Equanimal, è in sciopero della fame.

Dobbiamo far sentire loro che siamo vicini e che la repressione non ci ferma!

Appuntamenti:

-Dalle 11:30 alle 13:00 davanti al consolato spagnolo, via Fatebenefratelli 26 – Milano

-Dalle 13:30 alle 15:00 davanti all’Istituto Cervantes, via Dante 12 – Milano

http://www.fermaregreenhill.net/wp/solidarieta/

 

 

Intervista ai Ragazzi Del Rewild

Intervista ai Ragazzi Del Rewild

By Amexis: Metalveg.org

Ciao Ragazzi vorrei mettere alla vostra attenzione metallara e vegana un Pub, si un Pub totalmente vegano. E’ bello pensare ad un posto dove entrare, ascoltare musica, bere una birra e non dover scervellarsi sulle pietanze che possono essere consumate, sulle birre che possono essere bevute e in quale tavolo non guardare per non vedere cadaveri.

Voi sapete che noi non facciamo pubblicità a nessuno, noi promuoviamo i luoghi vegani e ciò che è a favore dei Vegani. Per questo motivo vi voglio parlare del Rewild, che in realtà è molto di più di un pub, è una comunità, un luogo dove potersi confrontare, dove dibattere, dove fare cultura.

Il Rewild è un Pub/ristorante con musica e spettacoli live, accoglie nei suoi spazi una biblioteca, offre la possibilità di ospitare diversi eventi quali: Cineforum, proiezioni, conferenze, presentazioni, Reading, eventi culturali, mostre fotografiche, esposizioni artistiche; e dispone pure di del Wi-Fi.

Insomma un posto unico ed eccezionale, che si trova a Roma (zona Garbatella), e che vale la pena di andare a visitare.

Pensate, potrete trovarvi la birra alla spina vegan, mangiare una lasagna vegan, ascoltare un gruppo musicale dal vivo e stare in un ambiente dove ogni cosa e a misura vostra. Cosa volete di più dalla vita?

Auguro a tutti di farci un salto e di fare una bella scorpacciata di divertimento vegan.

Comunque noi abbiamo chiesto ai gestori del Pub di rilasciarci un’intervista, giusto per farvi descrivere dai diretti interessati questa bellissima realtà.

Ciao Ragazzi, grazie di aver accettato il nostro invito. Come va?

Ciao, grazie a voi per averci invitato. Noi siamo sempre indaffarati in tanti modi e quindi stiamo bene!

Raccontateci un po’ chi siete e come mai vi è venuta l’idea di un pub vegano, vi va?

Ci siamo conosciuti facendo attivismo insieme, ovviamente per la liberazione animale, ed essendo entrambi vegani da anni avevamo già sentito in precedenza la “mancanza” di un posto che potesse fare da punto di aggregazione e socialità vegana. Quando abbiamo scoperto di aver avuto indipendentemente la stessa idea, ci è venuto spontaneo cercare di realizzarla insieme.

Il Nome Rewild.. Perchè questo nome, ha un significato preciso per voi, oltre a suggerire un ritorno alla natura?

In inglese il verbo “rewild” ha più accezioni, leggermente differenti ma connesse tra di loro, e tutte indicano cose che ci auspichiamo: il ritorno degli animali non umani allo stato brado, prima dell’addomesticamento da parte dell’uomo; la trasformazione di ambienti fortemente antropizzati per riportarli alla loro situazione naturale, “selvaggia” appunto; e infine, nell’ambito della green anarchy, si rifà alle lotte anticivilizzatrici e all’anarco-primitivismo.

E’ difficile aprire un locale totalmente vegano? Vengono solo vegani e vegetariani al vostro locale o anche onnivori e com’è la loro reazione?

Non è stato affatto difficile trovare abbondanza di cibi e bevande vegan da offrire, esattamente come non è difficile essere vegani nella vita di tutti i giorni: basta fare le proprie scelte, alimentari e non, in modo critico e responsabile.
Ci vengono a trovare all’incirca tante persone già veg (che per una volta vogliono avere l’imbarazzo della scelta anziché quello di dover chiedere gli ingredienti di ogni singola pietanza sul menu) quanti onnivori, spesso invitati dai loro amici che vogliono dimostrare come una dieta cruelty-free non sia affatto povera di soddisfazioni… e solitamente funziona alla grande, a giudicare dai complimenti (spesso anche da parte di stranieri che di locali vegan ne conoscono parecchi).

Il vostro si potrebbe definire un vero e proprio circolo culturale. Le vostre iniziative sono lodevoli e molteplici. Chi va al Rewild ha una vasta offerta non solo di cibo ma anche di cultura, giusto?

Certo, il nostro obiettivo fondamentale è la diffusione dei principi etici della visione vegan del mondo, cioè l’antispecismo; quindi il materiale divulgativo (libri e volantini), e le serate di informazione – spesso accompagnate a cene di raccolta fondi, per attività animaliste e non solo – fanno parte integrante della filosofia del nostro club.

Molti pensano che per essere Vegani si debba spendere tantissimo per mangiare e soprattutto mangiare solo cose “strane”. Il vostro Pub risponde coi fatti a chi fa solo chiacchere e lo fa anche bene vero?

Grazie, è proprio quello che vogliamo fare! Non cerchiamo di “imitare” i classici cibi dell’alimentazione onnivora perché ci manchino, ma proprio per rispondere con ironia a chi taccia l’alimentazione vegan di imporre rinunce: vogliamo invece mostrare come non difetta né di varietà né tantomeno di gusto. E abbiamo tenuto i prezzi più bassi possibile proprio per rendere evidente che condurre una vita “normale” da vegan è alla portata di tutti, non una cosa da radical-chic.

Il Vostro modo di portare avanti il veganesimo è davvero bello ed interessante. Cosa vi sentireste di dire ad una persona che magari non sa cosa significhi essere vegan e vorrebbe saperne di più?

A nostro avviso la cosa più importante per diventare vegan (e rimanerlo) è esserne convinti nel profondo. Pertanto, pur non sottovalutando l’importanza delle “altre” motivazioni (ecologiche, sociali, salutistiche), secondo noi l’empatia con gli animali non umani dovrebbe essere la prima molla per smettere di rendersi complici di un sistema che causa lo sfruttamento di miliardi di esseri senzienti ogni anno.
Quindi consigliamo di certo di documentarsi su questa atrocità continua, smettendo di negare l’evidenza ma anzi sforzandosi di guardare in faccia la realtà, per quanto spaventosa e impressionante possa essere; ad esempio, con la visione di Earthlings e di ogni altro video che parli di queste tematiche. Da lì verrà automatico decidere di cambiare le proprie abitudini, e allora si potrà iniziare a documentarsi sulle scelte da fare nell’alimentazione, nel vestirsi, nel curarsi eccetera; è facile farlo, esistono tantissime risorse sull’argomento, soprattutto online.

In Italia si dice che il fenomeno vegan non sia abbastanza supportato, ma che comunque sia in crescita. Non siamo certo a livelli di Paesi come Inghilterra e Stati Uniti, ma cresciamo..
Cosa ne pensate voi e cosa bisognerebbe fare per supportare di più la causa?

È innegabile che stiano sempre più crescendo di numero le persone interessate al veganismo, anche in Italia seppure con ritardo rispetto a Paesi più “evoluti” sotto questo punto di vista. Noi crediamo che la cosa più importante sotto questo aspetto sia la costante diffusione di informazioni, perché siamo certi che anche qui moltissime persone non aspettano altro che qualcuno apra loro gli occhi. Ben vengano tutte le iniziative informative, le cene vegan (dove non ci si limiti a servire cibo senza crudeltà, ma si spieghino le motivazioni di tale decisione), i volantinaggi, gli assaggi, le mostre.

Il Vostro Sito è molto visitato e anche molto ben fatto. Quanto clienti vi hanno conosciuto anche via internet e quanto è stato importante questo mezzo per il vostro lavoro?

Di sicuro Internet è fondamentale, in un mondo dove tutti gli altri media sono facilmente strumentalizzabili e controllabili, per avere la possibilità di esprimere le proprie idee in una logica fuori da quella dell’asservimento al potere e del profitto a tutti i costi. Abbiamo deciso da sempre di non avere legami con le istituzioni e le grandi associazioni proprio per mantenere la nostra indipendenza, e questo ci è stato possibile anche grazie alle potenzialità della Rete, ovviamente.

Quali sono i prossimi eventi che attendono il Rewild? Come possiamo supportare e partecipare ai vostri eventi e soprattutto come possiamo raggiungervi una volta giunti nella “Città Eterna”?

Il nostro calendario è sempre in evoluzione, di certo possiamo confermare che a luglio replicheremo la collaborazione con il Gruppo Artisti Veg*ani che già una volta ha organizzato una fantastica serata a favore di Animals Asia e della loro campagna per salvare gli Orsi della Luna, e adesso invece ne farà una a supporto della Collina dei Conigli.

Per essere sempre informati sui nostri appuntamenti c’è il sito http://www.rewild.it/ (dove si può anche scegliere di ricevere gli aggiornamenti via email o via RSS) e le nostre pagine Facebook www.facebook.com/rewild.it o (per chiederci l’amicizia) www.facebook.com/rewildclub
Il modo più rapido per arrivare da noi è prendere la metro B fino a Garbatella o San Paolo e chiedere indicazioni per Largo delle Sette Chiese (nessuna delle quali ci sta simpatica, ah ah!), ancora una volta vi rimandiamo al sito per la mappa e tutti i dettagli dei percorsi.

Grazie per il tempo concessoci ragazzi. Buona fortuna per tutto e soprattutto grazie per il vostro lavoro e la vostra grande iniziativa.

Grazie a voi per lo spazio che ci avete dedicato, e per il supporto mostrato. Ci fa molto piacere che vengano apprezzati i nostri sforzi da chi condivide con noi il sogno di un mondo senza sfruttamento animale!

di Amexis

http://metalveg.org/

 

 

Adozioni a distanza per Ippoasi

SOSTEGNO PER IPPOASI – ADOZIONI A DISTANZA

L’adozione a distanza è uno dei modi per aiutare gli animali del rifugio. In questo modo contribuisci direttamente al loro mantenimento, permettendoci una sicura e più facile gestione delle risorse per il rifugio.

Funziona così, abbiamo dato una quota a ciascuna razza per il suomantenimento, ed una persona può decidere di aiutare un animale per tutto il tempo che vuole, con contributi mensili:

– cavalli, asini, mucche: 100,00 al mese (divisibili in quattro quote da 25,00)
– maiali, capre, pecore, pony: 50,00 al mese (divisibili in due quote da 25,00)
– galline, conigli: 10,00 al mese
– brio e diddi sono due cavalli speciali: sono i più vecchi del branco, 28 e 24 anni, e per problemi di gestioni sbagliate in passato, non possono più mangiare fieno normale. Riescono a vivere solo grazie ad un fieno speciale, depolverizzato e pellettato (si chiama PreAlpin della StHippolyt) carissimo. per loro la quota è 200,00 al mese, divisibile in 8 quote da 25,00.

Esempio: si può adottare una gallina con 10,00 al mese, aiutare in parte un maiale con 25,00 al mese, o tutto con 50,00, aiutare in parte un cavallo con 25,00, o 50,00, o 75,00 o tutto con 100,00. Brio e Diddi stessa cosa.

I contributi possiamo donarli direttamente qui alla fattoria,

oppure tramite bonifico a

Banca Popolare Etica
c/c intestato a Fattoria della Pace Ippoasi
IBAN: IT56B0501802800000000131885

oppure con bollettini precompilati che possiamo spedire a casa

oppure con carta postepay intestata a Gloria Botteghi – n° 4023600458347632

Tra la sezione “Animali ospiti” del sito http://www.ippoasi.org/, troverete foto e storia di tutti loro, così potete scegliere chi aiutare.

Oppure veniteci a trovare così li conoscerete dal vivo. Ogni animale verrà adottato fino a raggiungimento della sua quota totale.

Grazie mille a tutti.

Fattoria della Pace IPPOASI
Via Scoglio della Meloria, 55
56128 Marina di Pisa (PI)
Tel. 0509335360 – 3332279002 – 3387980277

http://www.ippoasi.org/

 

 

Cuori sulla Terra

CUORI SULLA TERRA

Venerdì 1 luglio 2011, alle ore 18.30, presso l’Ex Macello in via Alvise Cornaro 1, a Padova, si svolgerà l’inaugurazione della mostra “Cuori sulla Terra”, che si protrarrà fino al 17 luglio

Esposizione di opere d’arte, conferenze e performance ispirate al tema del rapporto tra umani ed altri animali, nonché con la presenza dei tavoli informativi di associazioni animaliste e di un punto ristoro
con cibi senza alcun ingrediente di origine animale.

“Cuori sulla Terra” è dedicata a tutti noi, umani ed altri animali senzienti, che condividiamo emotivamente questo pianeta, per scoprire le relazioni emotive, culturali e sociali che da sempre esistono tra uomo e animale. Infiniti sono gli esempi di simbiosi tra uomo e animale, di rispetto reciproco, di empatia anche se la cultura attuale pone l’uomo al centro dell’universo, uomo che troppo spesso riveste ruoli di carnefice e sfruttatore.

La manifestazione accoglierà associazioni animaliste che informeranno il pubblico e artisti che con le loro opere illustreranno il loro personalissimo punto di vista sul tema.

Inoltre performance e musica ci aiuteranno ad avvicinarci emotivamente, con la forza evocativa dell’arte, al mondo degli altri animali e alla loro condizione di sfruttati dalla società umana.

L’originalità della iniziativa è nell’approccio prevalentemente artistico a questa tematica così sentita oggi da sempre più persone, per stimolare la riflessione e la sensibilità di ognuno, a suo modo.

Le conferenze in programma forniranno un validissimo apparato intellettuale per inquadrare i vari temi di interesse, grazie a relatori di grande caratura.

Programma:
http://cuorisullaterra.blogspot.com/

Evento su Facebook:
http://www.facebook.com/event.php?eid=207637209281125

 Locandina