Vegan: la mia vita fatta di rinunce

Quando si parla di veganismo, bastano pochi minuti perchè si materializzi il concetto di rinuncia.

Qualunque scelta passa in secondo piano, offuscata dalla rinuncia a cui ha dato luogo.
Nella visione distorta di libertà moderna, quello che escludi è più importante di quello che scegli secondo un ponderato atto di volontà.

A questo punto ho deciso di fare una lista di alcune cose a cui ho deciso di rinunciare nella mia vita:

■Ho rinunciato ad avere un’alimentazione basata sui consigli per gli acquisti.
■Ho rinunciato ad alimenti killer come carne, pesce, uova, latte e derivati.
■Ho rinunciato ad aumentare le mie probabilità di avere malattie croniche, problemi cardiovascolari, tumori e ictus.
■Ho rinunciato a mangiare cibi il cui sapore viene creato in laboratorio al solo scopo di essere percepiti come “buoni”.
■Ho rinunciato all’idea che le proteine siano l’unico aspetto da tenere in considerazione quando parli di alimentazione.
■Ho rinunciato all’idea che le uniche proteine utili siano quelle di derivazione animale.
■Ho rinunciato all’idea che il latte faccia bene alle ossa.
■Ho rinunciato ad una dieta ricca di colesterolo.
■Ho rinunciato ad alimentarmi di carne imbottita di antibiotici, integratori, ormoni, diserbanti chimici e del cocktail velenoso che ne viene fuori.
■Ho rinunciato all’idea che l’uomo sia un carnivoro.
■Ho rinunciato a sovvenzionare gli allevamenti intensivi, che sono una delle principali cause di inquinamento e disboscamento nel mondo.
■Ho rinunciato all’emissione di 36 kg di CO2  per ogni kilo di carne prodotta.
■Ho rinunciato ad una dieta in cui servono più di 10.000 litri d’acqua per produrre un kilo di carne.
■Ho rinunciato ad una dieta in cui servono 750 litri d’acqua per produrre un litro di latte vaccino.
■Ho rinunciato ad una dieta che, solo negli USA, produce 40.000 kg di escrementi al secondo, che distruggono il suolo ed inquinano l’aria.
■Ho rinunciato all’idea che usare lampadine a basso consumo salverà il mondo dall’inquinamento.
■Ho rinunciato ad una dieta che sta trasformando mari e oceani in deserti acquatici privi di vita.
■Ho rinunciato ad una dieta che soddisfi l’avidità di pochi a discapito della necessità di molti.
■Ho rinunciato ad una dieta che può sfamare solo 2 miliardi di individui.
■Ho rinunciato all’idea che è meglio usare i vegetali per allevare animali, piuttosto che sfamare direttamente le persone.
■Ho rinunciato all’idea che la fame nel mondo non abbia soluzione.
■Ho rinunciato ad essere complice dell’uccisione di più di 50 miliardi di animali ogni anno.
■Ho rinunciato all’idea che gli animali non soffrano negli allevamenti.
■Ho rinunciato all’idea che gli animali non abbiano paura di morire.
■Ho rinunciato all’idea che un vitellino non abbia bisogno di sua madre già dalle prime ore della sua vita.
■Ho rinunciato ad una dieta che costringe le galline a vivere in gabbie soffocanti.
■Ho rinunciato a credere che la vita di un cane sia migliore di quella di maiale.
■Ho anche rinunciato all’idea che un cane sia piu’ intelligente di un maiale.
■Ho rinunciato a credere che un pesce non soffra solo perchè non riesce a gridare.
■Ho rinunciato all’idea che se qualcosa è gustoso, vale la pena ucciderlo.
■Ho rinunciato a credere che la vita di un animale non valga quanto quella di un uomo.

La lista delle mie rinunce in realtà continua, se chi legge è un vegano lo saprà di sicuro ma se non lo fosse spero che abbia la curiosità e la voglia di andarlo a scoprire.

Io sono consapevole di ciò che voglio, e tu?

scritto da Luca Gullo
http://vegamami.altervista.org/

4 risposte a “Vegan: la mia vita fatta di rinunce

  1. Bellissimo articolo!

  2. Grazie Annalisa,
    anche secondo me è molto bello🙂

  3. Questo è eccezionale veramente!

  4. condivido tutto!