La fuga dei leoni verso la libertà

Dai circhi della Bolivia agli otto ettari di prato nel Colorado.

Avranno a disposizione otto ettari di libertà. Uno spazio enorme, specie se paragonato a quello di provenienza ed anche ai recinti dei normali zoosafari.

Cinque leoni liberi di correre, giocare, sguazzare nell’acqua, stendersi al sole, vivere assieme, come dovuto ad un animale sociale. Insomma, fare i leoni e non il contenuto delle gabbiette del circo. Pancho, Temuco, Chitara, Delila e Kenya, andranno così ad aggiungersi agli altri otto leoni già liberati nello scorso mese di aprile nella grande area recintata del Colorado. I primi 13 di venticinque grandi felini provenienti dai circhi della Bolivia. Lo scorso gennaio il Presidente Evo Morales, ha firmato la legge approvata in Parlamento. Senza se e senza ma. Via, da subito, gli animali da tutti i circhi.

Dopo un primo periodo di osservazione in un prato recintato e riscaldato, i leoni stanno ora iniziando ad essere immessi nel recinto di ben otto ettari. Il trasferimento e l’impegno a trovare loro uno spazio dignitoso, è stato preso e mantenuto da ADI (Animal Defenders International), una Associazione animalista presente nelle due Americhe, in Europa (Russia europea compresa) ed Africa. Hanno curato tutto loro, gli esperti di ADI.

Dal trasferimento in una struttura temporanea in Bolivia, al viaggio in aereo fino in Colorado. Poi la grande gabbia con il prato di adattamento, fino agli otto ettari dove ora vivranno. Un lavoro reso possibile grazie alle donazioni provenienti da tutto il mondo e che speriamo sia da auspicio per tutti gli altri animali che ancora oggi sono costretti nella cattività circense.

Forse, alla fine, (ma … proprio alla fine) anche l’Italia si deciderà a farla finita. In Europa ci sono molti segnali incoraggianti ed altri esempi già concretizzati. Il più significativo, forse, quello del Portogallo. Senza tentennamenti ha deciso di bandire anche nei circhi gli animali considerati pericolosi per l’incolumità pubblica. Si tratta di parecchie specie ed all’inizio di questa storia (ovvero quella dei “pericolosi”) anche l’Italia, nel lontano 1996, aveva preso la decisione.

I circhi che fecero domanda di essere autorizzati (ovvero, quasi tutti) non ebbero riconosciuta l’idoneità alla detenzione da una commissione tecnica del Ministero dell’Ambiente. Furono tutti bocciati. Nessuno era in possesso dei parametri rilasciati per il loro benessere. Non era una Commisisone di animalisti. Zoologi, etologi ed altre professionalità avevano detto, no!

Cosa fa la serietà del nostro paese? Nel 1998, all’interno di una legge calderone di fine anno, vennero modificate due righe di legge. La procedurà si diluì, e per più volte di seguito grazie ad una serie infinita di circolari emanate da tre diversi Ministeri, spesso in contraddizione fra loro.

Ora i circhi devono essere autorizzati dalle Prefetture, sentiti i Veterinari dell’Ausl, i quali possono fare riferimento a dei parametri tecnici. Secondo voi come è finita?

Fonte: http://www.geapress.org/

2 risposte a “La fuga dei leoni verso la libertà

  1. Era ora che questi poveri leoni venissero messi in libertà…Speriamo che tutti i circhi prendano esempio.

  2. Si, speriamo prendano esempio anche i circhi italiani e che lascino finalmente in pace gli animali. Lo spettacolo circense sarebbe molto più dignitoso se fosse composto da artisti e non da individui che sfruttano, maltrattano, umiliano… altri esseri viventi.
    Ciao Andreina🙂