Archivi del giorno: 6 giugno 2011

Le vacanze consapevoli

ESTATE AI MONTI O AL MARE?

Da sabato 11 giugno – a sabato 10 settembre

TOSCANA. Il Mare di Capalbio (GR) o i Monti della Valle del Serchio (LU),

8 km di spiaggia incontaminata dell’oasi WWF, oppure la vita essenziale sulla cresta dell’Appennino? Pini o faggi? Dune o rocce? Tenda o bungalow? Mare o torrente? Yoga o massaggio? Cucina vegana o macrobiotica? Serate intorno al fuoco o danza sulla spiaggia? Nel dubbio si può fare Mare & Monti.

MARE
Dall’11 giugno al 10 settembre 2011

Tra Terra e Cielo ha scelto per la sua vacanza estiva un villaggio ecologico, semplice e accogliente a Capalbio, proprio sul mare, nel verde selvaggio della Maremma Toscana, nei pressi dell’Oasi WWF di Burano.
Svegliarsi all’alba per salutare il sole che sorge, camminare sulla spiaggia deserta, scoprire la gioia della cura per se stessi, trovare lo spazio per rilassare la mente: ogni giorno una selezione di attività olistiche e (ri)creative nel segno del relax e della convivialità.

Un’ampia scelta che continua a tavola con la cucina naturale vegetariana di ispirazione macrobiotica con prodotti biologici locali. I nostri pasti sono sani, completi ed equilibrati.
Siamo al Campeggio di Capalbio, a pochi metri dal mare, in un’area riservata, con la cucina, la sala da pranzo, lo spazio per le attività e le piazzole non delimitate per le tende.

C’è la possibilità di affittare Caravan e Mobile home del Villaggio. A circa un km distanza anche un confortevole albergo. Una vacanza ideale per tutti: coppie, single, amici e bambini.

Il Campeggio ha un’ampia spiaggia sabbiosa (8 km è lunga la spiaggia dell’oasi), campo da tennis, beach volley e ping pong, giochi per bambini, lavatrici a gettoni, noleggio biciclette, moderni servizi igienici, docce calde a gettoni per non sprecare energia.
La brezza che accarezza la costa per tutta l’estate rende la posizione del campeggio ideale per chi ama la vela e il Wind Surf.

Cucina naturale

L’alimentazione che proponiamo punta alla qualità sia dei prodotti che della cucina nel rispetto di una scelta salutare. L’utilizzo di alimenti di origine vegetale vuole essere uno stimolo per incoraggiare una scelta etica, ecologica e salutare.

I menù proposti cambiano ogni giorno, ecco un esempio:
* Colazione (dalle 8.00 alle 9.00): thè bancha, latte di riso, caffè d’orzo, creme di cereali, pane e marmellata, crema di mandorle o nocciole, cereali soffiati e corn flakes.
* Pranzo (dalle 12.30 alle 13.30): pasta alle verdure, cavolfiore in salsa di tahin, cetrioli pressati, insalata, pomodorini, frutta.
* Cena (dalle 19.30 alle 20.30): risotto alle zucchine, finocchi con le olive, tofu al forno, insalata, carote grattugiate, ravanelli pressati, dolce o frutta.
Per saperne di più:
http://www.traterraecielo.it/mare.php

MONTI
23 luglio – 20 agosto 2011

LOCALITA’: Ospedaletto, Bagni di Lucca

Il Campo – come da 20 anni, ormai – rinasce, quest’anno qui, a 1.300m, sopra a Bagni di Lucca, ai piedi del Monte Giovo, sulle montagne dell’Appennino toscano. Montiamo le tende sui prati, vicino ai boschi, ai prati e ai torrenti. Per tuffarci nella Natura, mettere da parte il superfluo e sperimentare l’armonia dell’essenzialità.

Non ci sono strutture fisse: le tende e le strutture montate all’inizio del campo vengono integralmente tolte alla fine. Non c’è corrente elettrica. Il campo è allestito in modo attento ad un utilizzo responsabile delle risorse naturali e sollecita gli ospiti alla consapevolezza verso l’ambiente e al rispetto dei cicli e dei tempi della Natura.  
Si attua il riuso dei materiali e, quando diventano rifiuti, pratichiamo attentamente la raccolta differenziata. Si evitano inutili sprechi d’acqua e richiediamo l’uso di saponi biodegradabili al 100%. 

Cucina naturale

L’alimentazione che proponiamo punta alla qualità sia dei prodotti che della cucina nel rispetto di una scelta salutare. L’utilizzo di alimenti di origine vegetale il piùpossibile di origine locale vuole essere uno stimolo per incoraggiare una scelta etica, ecologica e salutare.
Ci aiuta in questo percorso Stefano Tozzi, cuoco da lungo tempo di Tra Terra e Cielo.

Presenta menù creativi fondati su una tradizione macrobiotica nostrale, mediterranea, dove trovano un posto d’onore i prodotti vegetali (i primevi cereali integrali, verdure e legumi, anche in contorni crudi e prodotti trasformati come il seitan ed il tofu).
Per saperne di più: http://www.traterraecielo.it/monti.php

Info:
segreteria@traterraecielo.it

Tra Terra e Cielo
http://www.traterraecielo.it/index.php

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Carne e consumi, la rivoluzione si fa nel piatto

Sono passati più di dieci anni dal lontano 1997 quando il protocollo di Kyoto sanciva a livello mondiale un impegno da parte dei paesi aderenti a ridurre le emissioni di gas climalteranti attraverso programmi che avrebbero incentivato una serie di azioni di contenimento della propria impronta ambientale.

Il dibattito sul problema del surriscaldamento globale e sulla necessità di contrastarlo in maniera efficace si è intensificato sempre più negli ultimi anni parallelamente a campagne di sensibilizzazione, leggi e incentivi economici rivolti a privati e amministrazioni affinché attuassero una serie di misure efficaci in questa direzione. Ma il cambiamento non può reggersi solamente su incentivi e investimenti, prescrizioni di legge e relative sanzioni (tra l’altro spesso inesistenti o inapplicate) dovendo passare necessariamente anche attraverso la reale presa di coscienza da parte del singolo dell’importanza di agire in questa direzione.

Sempre più da ogni parte piovono consigli per dare il nostro piccolo quotidiano contributo al pianeta: usare solo lampadine efficienti, limitare viaggi in auto a favore dei mezzi pubblici e di salutari passeggiate, chiudere i rubinetti, risparmiare l’acqua calda, il gas in cucina, non installare l’aria condizionata, ecc..

Tuttavia in tutto ciò l’anomalia sta nel fatto che a ben vedere nella graduatoria dei settori maggiormente responsabili del surriscaldamento del pianeta, dopo l’edilizia, al primo posto con il 40% delle emissioni totali, e prima dei trasporti, che occupano il terzo con il 14%, c’è una voce che sembra essere ancor oggi un tabù: il mercato della carne.

Questo settore dell’industria rappresenta nientemeno che la seconda voce in graduatoria incidendo con il 18% delle emissioni totali di CO2 (rapporto FAO “Livestock’s long shadow” 2007).

In realtà secondo un recente studio del World Watch Institute, che conteggia variabili aggiuntive (attribuite invece dal rapporto FAO ad altri settori produttivi), che prende in considerazione l’intera filiera della produzione, e si basa su database aggiornati al 2009, la quota potrebbe arrivare addirittura al 40 – 50%!

Allevamenti, mattatoi, colture e quindi terreni dedicati esclusivamente a nutrire il bestiame sono responsabili del consumo di un enorme, spaventoso quantitativo di energia, e dei relativi gas serra associati (oltre alla CO2, il metano, con un potenziale inquinante 21 volte maggiore della CO2).

Jeremy Rifkin, economista di fama mondiale e presidente del Foundation on Economic Trends nel suo libro “Ecocidio” denunciava questo stato di cose ancora nel 2001. Nonostante l’eco mondiale che ebbe questo suo lavoro e gli studi pubblicati da autorevoli riviste e istituti di ricerca che avvalorano, con nuovi dati e statistiche sull’impatto degli allevamenti, le posizioni di Rifkin, ad oggi ancora vi è un’inspiegabile ostinazione a non voler denunciare, da parte delle autorità preposte, i danni provocati al nostro pianeta dal consumo – diciamolo pure: smodato! – di carne.

Possibile che dopo tanti summit e strategie di intervento ci si fermi di fronte alla necessità di rinunciare alla bistecca, o per lo meno di ridurne il consumo? Come a dire: dobbiamo fare il possibile per salvare il nostro ecosistema, l’unico che abbiamo, minacciato e saccheggiato da un mercato senza scrupoli e da politiche miopi che mirano solo al profitto, ma se per farlo dobbiamo anche rinunciare alla bistecca… allora no, lasciamo perdere, meglio autodistruggersi!

Questo colpevole e assordante silenzio sul fronte dell’opportunità e dell’urgenza di mutare le nostre abitudini alimentari a favore di una scelta – sempre più – vegetariana ed ecosostenibile non si può dire che non faccia perdere autorevolezza a chi predica i principi dell’ambientalismo.

Un ambientalismo che applica per così dire uno ‘sconto’ immotivato e chiude gli occhi su un tema cruciale arrivando al paradosso di raccomandare i più minuziosi accorgimenti quotidiani come per esempio mettere la tv in stand by che porta ad un risparmio di appena 5-7 Kg di CO2 annui e di tacere invece sul consumo di carne di ognuno.

L’eliminazione della carne dal nostro piatto infatti risparmierebbe l’immissione in atmosfera di circa 2000 kg di CO2 (sempre valori procapite) in un anno, un valore uguale se non addirittura superiore a quello ottenibile rinunciando completamente all’uso dell’automobile!!

Ma quanta carne mangiamo esattamente? Le quantità variano da paese a paese (fonte earthtrends.wri.org) e vedono al primo posto gli Stati Uniti con ben 125 kg di carne procapite annua seguiti dall’Europa che registra una media di 76 kg/procapite, dove i più carnivori sono i danesi (145 kg!) seguiti da irlandesi e francesi.

In Italia c’è stato un preoccupante aumento, dai 57 kg di carne/procapite del 1972, ai 90 kg attuali: un incremento del 50%! Un kg di carne corrisponde all’immissione in atmosfera di circa 20 kg di CO2 (media tra diversi studi che prendono in considerazioni scenari differenti), calcolata in base agli apporti di tutta la filiera produttiva dell’industria. Dunque un carnivoro ‘riversa’ in atmosfera, solamente con la scelta di mettere a tavola pietanze e base di carne, ben 2000 kg di CO2 in un anno, pari al 25% delle emissioni procapite, queste ultime valutate in 8400 kg di CO2 (rapporto ENEA , p 262).

di Giovanna Di Stefano

Fonte: http://www.geapress.org