L’illusione della magrezza a prova di topo

Con l’arrivo dell’estate gli articoli che annunciano diete miracolose aumentano esponenzialmente e purtroppo anche le sperimentazioni su animali che promettono soluzioni rapide e indolori per perdere peso.

Ricerche basate su assurdi test condotti su topi per ottenere dati non applicabili all’uomo o risultati già noti da tempo, abituando il lettore ad accettare il modello animale come quello di riferimento e illudendolo che basti una pillola per essere magri e belli.

Ne sono un esempio gli studi presentati all’Annual Meeting dell’Endocrine Society da Mariana Monteiro dell’Universita’di Porto dove si promette un vaccino antiobesità, che casualmente, nell’eventualità risultasse applicabile all’uomo, andrebbe comunque associato a dieta e ginnastica; o quello condotto da Edward List sull’effetto yo-yo delle diete che risulterebbero meno dannose rispetto ad un costante sovrappeso.

Ma anche in Italia non mancano pubblicazioni dalla più che dubbia utilità, infatti  l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano in collaborazione con il siciliano Centro di agrumicoltura di Acireale, ha fatto dei test su ratti ipernutriti e cioè alimentati con cibi molto ricchi di grassi, scoprendo che somministrando agli animali come bevanda il succo di arance rosse della varietà Moro, si abbattevano i livelli di grassi nell’organismo, arrivando alla conclusione che consumando arance rosse si beneficia dell’effetto dimagrante e delle sostanze utili all’organismo contenute; dati scontati viste le raccomandazioni note da tempo sul consumo di frutti ricchi di antocianine e flavonoidi.

Sono decenni che si sperimenta su topi e ratti per curare l’obesità e trovare la cura miracolosa che faccia perdere peso senza fatica, ma ovviamente non è successo, anzi il numero di obesi è in tragico aumento e sarebbe più utile e corretto fare informazione e prevenzione sottolineando anche i più importanti fattori di rischio e cura, soprattutto nell’età scolastica.

La ricerca di base troppo spesso si macchia di violenze inaccettabili sugli animali, che comportano lente agonie che si concludono inevitabilmente con la loro morte. Oltre alle obbligatorie considerazioni etiche, la sperimentazione animale non consente alcuna applicabilità del dato all’uomo, ma con essa vengono lanciate solo futili promesse che fanno leva su ingenti problemi legati alla salute umana quali obesità e anoressia.

La cura della salute individuale non può prescindere dalla necessità di una ricerca rigorosa sul piano scientifico e dall’educazione alla cultura della prevenzione fin dalla tenera età. (09/06/2011)

di M. Kuan Resp. LAV Vivisezione

http://www.lav.it/

I commenti sono chiusi.