Peter Singer, il “profeta della liberazione animale”.

Nasce a Melbourne nel 1946 ed insegna all’Università di Oxford, New York, Colorado ( Boulder) California( Irvine) e alla Trobe University.

Il suo pensiero spazia dall’ambiente all’aborto, dall’eutanasia, all’etica politica, fino a riflettere sull’iniqua  distribuzione della ricchezza  e la responsabilità dei paesi ricchi nei confronti del Terzo Mondo.

Nel 1999 diventa docente di filosofia morale all’Università di Princeton,tra mille polemiche.
Fondatore dell’International Association of BioEthics, oggi dirige il Centre of Human Bioethics presso la Monash University of Melbourne.

Pensatore di ampio spettro, ha pubblicato: In difesa degli animali ( 1987) con Tom Regan, Diritti animali, obblighi umani ( 1987), Etica pratica ( 1989), Liberazione animale( 1991) che diverrà il testo di riferimento del movimento animalista internazionale, Ripensare la vita. La vecchia morale non serve più ( 1996), Una sinistra darwiniana, Politica, evoluzione e cooperazione ( 2000), La vita come si dovrebbe ( 2001) scritto in cui Singer seleziona e raccoglie i suoi saggi ed articoli più importanti One world. L’etica della globalizzazione (2003), Scritti su una vita etica. Le idee che hanno messo in discussione la nostra morale(2004).

Uno dei fulcri del suo pensiero, sia che si tratti di animali non umani o di uomini è il concetto di dolore,inteso come sofferenza fisica e psicologica.
Singer a tal proposito dapprima estende questa emozione agli animali, costretti in una gabbia o strappati alla loro madre, per poi chiamare l’uomo ad una responsabilità quando facciamo sia quando non facciamo o non impediamo che accada qualcosa.

In parole povere,allerta il genere umano sul concetto di responsabilità etica in una veste fortemente contemporanea,altro fulcro Singeriano.
Oppositore dello “specismo”, per aver scritto Animal Liberation nel 1975 è una figura di riferimento per chi ha a cuore la “questione animale”.
Con questo testo, il filosofo di Melbourne, regala ai militanti animalisti un supporto teorico per le loro rivendicazione dei diritti animali.

Singer, nello specifico, supera l’utilitarismo di Bentham introducendo un altro tipo di utilitarismo, quello della preferenza.
Ogni essere avrebbe una preferenza, e quelle umane non possono essere prioritarie rispetto a quelle animali.
Stabilire una differenza di importanza tra le due, questo è “ un pregiudizio o atteggiamento di prevenzione a favore degli interessi dei membri della propria specie e a sfavore di quelli dei membri di altre specie”.

Singer mette Razzismo e Sessismo sullo stesso piano dello Specismo:“ Verrà il giorno in cui il resto degli esseri animali potrà acquisire quei diritti che non gli sono mai stati negati se non dalla mano della tirannia”.
Sul piano pratico, le sue parole sono servite ad accrescere l’opposizione nei confronti della vivisezione e degli allevamenti intensivi.
Milioni di persone hanno smesso di nutrirsi di animali adottando una alimentazione senza crudeltà, milioni di persone aspettano il giorno della “liberazione animale” convinti che allora ci sarà la vera ” liberazione umana”.

Marco

Fonte: http://www.crueltyfreewebradio.org/

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