Archivi del mese: luglio 2011

Il lupo torna a essere preda

La commissione Agricoltura della Camera ha approvato martedì all’unanimità un documento ove si consentirebbe, se diventasse legge, l’abbattimento dei lupi «per prevenire danni importanti al bestiame».

Tutti d’accordo: un documento bipartisan. Tutti d’accordo, però, all’interno della commissione, ma non tra gli studiosi di ecologia e tra i difensori, questi in un’ottica animalista, dello splendido e prezioso predatore. Si sono subito fatti sentire, e assai criticamente, il presidente della Lipu Fulvio Mamone Capria («È scioccante leggere che il principale problema per l’agricoltura italiana sia il lupo, definito un “terrore”, con una criminalizzazione inaccettabile») e il consigliere nazionale dell’Enpa, l’ente nazionale per la protezione degli animali, Annamaria Procacci («I danneggiamenti imputabili ai lupi valgono appena cinquantamila euro in tutto il territorio nazionale»). Altre voci dissenzienti certo non mancheranno nei prossimi giorni.

Occorre dire, a commento, che il documento ancora una volta sottolinea la non volontà, oppure forse l’incapacità politica, di affrontare un problema della natura mirando a far le cose come si dovrebbe, cioè secondo scienza e ragionevolezza. Prevalgono invece la faciloneria, l’approssimazione e, purtroppo, l’idea illusoria che, usando metodi drastici e rifacendosi a un malinteso buonsenso, si possa ottenere qualcosa di efficace in ambito naturalistico.

Non è così. Basta vedere come, con la «saggezza del buon senso», sono stati ridotti i nostri pescosissimi mari, o le nostre città, dove ci si continua a illudere che, se i colombi sono troppi, basti eliminarne un po’. Il fatto è che per gestire gli equilibri naturali occorre pensarci per tempo, un po’ di sacrifici e, fondamentale, che le azioni intraprese vengano fatte proprie dalle popolazioni umane coinvolte. Il che prevede un’opera a lungo termine di divulgazione, di coinvolgimento e di accettazione delle soluzioni da parte della collettività. Ciò, ovviamente, in cambio di qualcosa di palesemente utile. Così come è quando si mira al raggiungimento degli equilibri naturali.

Ed ora è la volta del lupo, che da decenni sta ricolonizzando il nostro Paese, che da tempo soffre per l’innaturale proliferare di cinghiali, cervi e caprioli incautamente liberati a scopo venatorio e sfuggiti ad ogni controllo. Il lupo, si potrebbe dire, sarebbe, con altri grandi predatori come la lince e l’aquila, un poco anche l’orso, l’unica soluzione.

Ma il lupo, in un ambiente antropizzato come il nostro, va gestito bene e per tempo. La gente deve imparare a convivere con lui e lui, il lupo, animale intelligentissimo, pur esso deve imparare. Ciò può avvenire ed esistono esempi che lo dimostrano, a cominciare dai lupi di Yellowstone e dagli allevatori che pascolano il loro bestiame ai margini di questo antico luogo naturale. Occorrono però (siamo sempre lì) buone leggi. Per esempio: se i lupi fanno un po’ di danni lo Stato deve provvedere senza troppa burocrazia e in fretta a rimborsare i danneggiati, che in genere sono persone semplici e che non hanno tempo da perdere. Solo così si può ottenere qualcosa, che però non sarebbe qualcosa da poco. Sarebbe l’equilibrio della nostra natura. Senza il lupo non si può.

Di DANILO MAINARDI

http://www.corriere.it/

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Introduzione all’Antibracconaggio

INTRODUZIONE ALL’ANTIBRACCONAGGIO

Roma – Domenica 11 settembre

 

Con questo incontro avrete la possibilità di conoscere da vicino il fenomeno del bracconaggio, ma soprattutto potrete imparare qualche piccolo trucco per cominciare a combatterlo.

Ogni volta che vi trovate a spasso per boschi, prati o riserve naturali potreste trovarvi di fronte ad una o più trappole senza però saperle riconoscere. Questa breve ma significativa introduzione vi aiuterà ad individuare i segnali lasciati dai bracconieri nonché i vari tipi di trappole da loro utilizzate.

In Italia la Lega per l’Abolizione della Caccia organizza ogni anno diversi “campi antibracconaggio”. Si tratta di brevi periodi durante i quali i volontari si spostano nelle zone “calde” del bracconaggio, seguendo il flusso migratorio degli uccelli, e di conseguenza l’escalation di episodi di bracconaggio, setacciando le zone a rischio e rimuovendo migliaia di trappole.

PROGRAMMA

-Presentazione della Lega Abolizione Caccia
-Introduzione alla caccia – la legge 157/92
-Introduzione al bracconaggio – metodi di cattura illegale, 
      specie catturate, le zone “calde” del bracconaggio italiano ed europeo
-Primo soccorso per animali trovati ancora vivi nelle trappole
-Tecniche di ricerca delle trappole
-Conclusioni

appuntamento ore 10
in via sergio tofano 90 – zona porta di roma
presso la sede l.a.c. di roma
da Termini BUS 36 – Da Ponte Mammolo BUS 341

Evento su Facebook:
http://www.facebook.com/?ref=home#!/event.php?eid=222815707755443

per info e contatti:
info.terranomala@gmail.com

Perù: vietati gli animali nei circhi

Perù: vietati gli animali nei circhi

Il Presidente Garcia ha firmato la legge.

Il Presidente del Perù, Alan Garcia, ha firmato  la nuova legge che bandisce l’uso degli animali nei circhi. Secondo quanto dichiarato da ADI, Animal Defenders International, si tratta di animali “selvatici”. In genere, questa definizione viene utilizzata per indicare le specie animali non assoggettate ad addomesticamento dell’uomo, ovvero grandi felini, elefanti, scimmie… e più in generali tutte le “esotiche”.

La decisione del Perù, giunge poco dopo quella della Bolivia dove il Presidente Evo Morales ha firmato analoga legge, valida per tutte le specie animali, che ha finalmente dato giusta libertà ai detenuti della cattività circense. In particolare i leoni, per il caso boliviano, sono stati trasferiti, a cura di ADI, in un un enorme area recintata in Colorado.

In Perù il Presidente Alan Garcia ha avuto modo di valutare le prove scientifiche ed i filmati con telecamere nascoste, prodotte da Animal Defenders International. Ecuador, Brasile e Colombia stanno esaminando provvedimenti simili.

In Europa, invece, c’è il caso del Regno Unito. Sarebbe già legge: bando per tutti i “selvatici”. Così hanno voluto i cittadini nei sondaggi governativi, e la stragrande maggioranza bipartisan dei deputati Inglesi. I tentennamenti del Primo Ministro David Cameron avevano rallentato il provvedimento, ma un recente nuovo intervento dei parlamentari (vedi articolo GeaPress), promosso da un Deputato dello stesso partito del Primo Ministro, dovrebbe condurre, entro il luglio 2012, al tanto sperato divieto.

In Italia, invece, è tutto in alto mare. Il testo presentato alla Camera dei Deputati, è stato del tutto annullato, ormai da parecchio tempo, dalla proposta di testo unico sullo spettacolo, voluto dall’On.le Gabriella Carlucci, aderente all’intergruppo amici della caccia e della pesca.

Fonte:
http://www.geapress.org/

http://www.geapress.org/circhi/peru-vietati-gli-animali-nei-circhi/17638

Nel Film “Corpo Celeste” una nidiata di gattini viene uccisa

Nel Film “Corpo Celeste”, una nidiata di gattini viene uccisa e gettata da un ponte come spazzatura. Finzione scenica?

Appello della LAV alle produzioni cinematografiche: permettere la presenza sui set di rappresentanti delle associazioni animaliste, veterinari e etologi per garantire rispetto norme e animali

Nel film “Corpo celeste”, opera prima della regista Alice Rohrwacher ed unico film italiano presente al recente Festival di Cannes, viene mostrata una sequenza di inaudita violenza e crudeltà nei confronti degli animali: una donna chiude una nidiata di gattini in una busta e la affida ad un uomo che, dopo averla sbattuta a terra, la getta da un ponte in una fiumana.

Alla scena assiste Marta, la protagonista tredicenne del film, che corre in strada nel tentativo di salvare i cuccioli.

Il film è la rappresentazione della crisi della spiritualità e dei valori di una piccola comunità ecclesiale e, pur essendo evidente il chiaro intento critico della scena, emblematica della violenza e dell’ignoranza di un mondo triste e arretrato in cui la vita degli esseri indifesi non vale nulla, non si può fare a meno di notare la crudezza della scena.

Considerando l’impossibilità di verificare un eventuale maltrattamento o lesione a danno degli animali, la LAV, sperando che per girare tale sequenza si sia fatto ricorso a una finzione scenica – e per questo chiede che vi siano rassicurazioni riscontrabili – rinnova l’appello alle produzioni cinematografiche affinché consentano la presenza sul set di rappresentanti delle associazioni animaliste, veterinari ed etologi estranei alla produzione, che possano garantire il rispetto
degli animali e del loro benessere.

La LAV auspica, infine, che dopo gli esiti positivi di controlli certificati, nei titoli di coda venga sempre evidenziato che nessun animale è stato maltrattato o ucciso durante le riprese dei film.

Comunicato Stampa LAV – 22.07.2011

http://www.lav.it/

Immagina di essere…

Se c’è una cosa che adoro da sempre è usare la mia immaginazione.
Mi capita di immaginare di tutto, dalle cose più insignificanti a quelle più complesse.
Una delle cose che più mi piace immaginare è di trovarmi nella condizione altrui.

Mi capita di immaginarmi nel turista che gira senza meta per la città e quindi provo ad immaginare cos’è che pensa e cos’è che cerca e cos’è che più apprezzerà.
Mi capita di immaginarmi in colui che chiede l’elemosina e quindi provo a capire cosa prova, cosa pensa, cosa sente e cosa può fargli più piacere.
Mi capita di immaginarmi nello straniero che fa un lavoro sottopagato e demotivante (praticamente da schiavo) e che tra l’altro viene mal visto dai tanti razzisti che si dichiarano non razzisti ma ***

Andando ancora oltre mi capita persino di provare ad immaginarmi nel mio cane – quando devo uscire e lasciarlo solo in casa – pensando: “si annoierà? cosa farà? e se avesse bisogno?
Se poi vedo un circo o uno zoo non posso fare a meno di immaginarmi in quel povero animale (il saggio elefante, il coraggioso leone, la tigre feroce) strappato dal suo habitat e chissà quanto bastonato per fare stupidi giochini che nulla hanno a che vedere con la sua natura. Tutti rideranno, tutti batteranno le mani, ma cos’ha provato nella sua vita prima di arrivare fin lì? Cos’ha nel punto più profondo e nascosto del cuore? Quanto si tormenta la sua anima per quell’assurda e inconcepibile schiavitù? Quanto deve odiare colui che gli ha fatto tanto male?

Si potrebbe continuare all’infinito e tutte le volte concludo provando solo un enorme disprezzo per la mia specie.
Non abbiamo nessuna pietà tra noi umani… figuriamoci se si riesce a provare un qualsivoglia sentimento di benevolenza per il mondo animale.

Abbiamo i fucili con i quali andiamo a caccia per sport – come se quell’animale non provasse davvero un dolore lancinante con quel colpo di fucile prima di trovare la morte.
Abbiamo le reti con le quali andiamo a pesca – come se quei pesci, solo perchè incapaci di urlare il loro dolore, non provassero dolore con ami o arpioni prima di soffocare per mancanza di ossigeno.
Abbiamo i macelli dove gli animali vengono disassemblati per finire sulle nostre tavole – come se tali animali altro non fossero che oggetti da creare appositamente negli allevamenti e poi smontare per essere comprati da chi ne farà uso.
Abbiamo i nostri fedeli amici a 4 zampe – che spesso “regaliamo” (o vendiamo) come se fossero degli oggettini – che poi, appena vecchi e/o scomodi, lasciamo chissà dove (non oso immaginare cosa prova un cane quando viene abbandonato dal suo migliore amico – il suo padrone).

Ma a voi non fa parecchio schifo tutto ciò? Come si può trattare un essere senziente – capace di provare dolore tanto quanto ne proveremmo noi – come fosse un banalissimo pezzo di legno?
Cioè, si parla di creature vive tanto quanto noi, tanto quanto i vostri fedeli amici a 4 zampe…

Mangereste mai il vostro cane? Vi divertirebbe torturarlo? Lo dividereste mai in varie parti da vendere? Vendereste mai la sua pelle per farne un portafogli o una borsetta o chissaché?
No?! Allora perché permettiamo che ciò accada a cavalli, mucche, agnelli, conigli, polli, maiali ecc ecc?

Cosa autorizza a mangiare e/o torturare un essere senziente anziché un altro?
Vi prego, datemi una mano a capire perchè io proprio non ci riesco…

Salvatore Noschese

http://vegamami.altervista.org/

Vivisezione, obiezione di coscienza: una lettera morta?

Vivisezione, obiezione di coscienza: una lettera morta?

di M. Kuan

La legge 413/93 che da diritto all’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale rimane spesso una norma silente che in pochi conoscono e ancora in meno esercitano.

Un’indagine condotta nel 2009 dal CNB tra le facoltà scientifiche delle Università italiane (farmacia, medicina e chirurgia, scienze matematiche, fisiche e naturali, medicina veterinaria, scienze biotecnologiche), al fine di monitorare lo stato di applicazione di tale legge, mostra come su 128 facoltà interpellate, 87 abbiano risposto che sono state attuate comunicative per rendere nota la possibilità di obiezione di coscienza, 13 non ne abbiano dato visibilità e 28 che, non svolgendosi alcuna attività di sperimentazione su animali, non hanno previsto la diffusione della normativa.

Purtroppo, solo in 10 Facoltà ci sono state delle persone che si sono avvalse dell’obiezione di coscienza, nelle restanti 89 non c’è stato alcun caso di obiezione e dato ancora più allarmante solo in 26 delle totali 128 sono stati attivati dei metodi alternativi in ambito didattico, un numero troppo esiguo alla luce del fatto che persino il Decreto vigente norma in maniera fortemente restrittiva l’uso di animali in questa area di sperimentazione.

Nonostante la legge 413 abbia quasi 20 anni, il numero degli studenti che hanno accesso a metodi sostitutivi per l’insegnamento è ancora bassissimo, con il risultato che durante la formazione universitaria i ragazzi accettino passivamente il modello animale come unico test di riferimento e rimangano all’oscuro delle tecniche più innovative che prevedono metodi alternativi.

Spesso i ragazzi non fanno obiezione perché temono delle ripercussioni al momento dell’esame o durante i laboratori, una paura fondata su subdoli atteggiamenti dei docenti. Questa legge è un vanto per il nostro Paese che mostra, nei fatti, di tutelare i diritti degli animali e degli uomini fornendo una scelta, peccato che sia solo un’opzione scritta su carta che raramente viene incoraggiata dai professori, ma addirittura ostacolata.

Per maggiori informazioni:
http://www.anmvioggi.it/12917/21-07-11/sperimentazione-animale-e-obiezione-facolta%E2%80%99

Michela Kuan
biologa, Responsabile LAV Vivisezione

http://www.lav.it/

Latte vaccino e diabete di tipo 1

Il rischio di diabete di tipo 1 è minore nei bambini che non vengono nutriti con proteine di latte vaccino.

Secondo un nuovo studio pubblicato in giugno nell’American Journal of Clinical Nutrition, i bambini che non sono esposti alle proteine del latte vaccino durante l’infanzia possono avere un rischio minore di sviluppare il diabete di tipo 1. Questi risultati arrivano dal trial TRIGR – Trial to Reduce Insulin-dependent diabetes mellitus in the Genetically at Risk (Trial per ridurre il diabete mellito insulino-dipendente nelle persone geneticamente a rischio).

Durante lo studio, le donne che partecipavano venivano incoraggiate ad allattare al seno. A quelle che poi passavano ai latti formulati, veniva fornita una formula speciale in cui le proteine venivano modificate in modo che non rimanesse alcuna proteina intatta del latte di mucca.

I risultati finali sono ancora in corso di valutazione, tuttavia lo studio pilota, che comprende 230 bambini seguiti fino a circa 10 anni d’età, ha mostrato che coloro che erano stati nutriti con la formulazione speciale avevano il 50% di probabilità in meno di sviluppare il diabete di tipo 1, rispetto ai bambini che avevano consumato il normale latte formulato a base di latte vaccino.

Lo studio aggiunge quindi ulteriori evidenze alla teoria nota da tempo secondo cui le proteine del latte vaccino attiverebbero la produzione di anticorpi in grado di distruggere le cellule produttrici di insulina nei bambini.

Fonte:
Knip M, Virtanen SM, Becker D, Dupré J, Krischer JP, Akerblom HK. Early feeding and risk of type 1 diabetes: experiences from the Trial to Reduce Insulin-dependent diabetes mellitus in the Genetically at Risk (TRIGR). Am J Clin Nutr. Published ahead of print Jun 8, 2011.

http://www.scienzavegetariana.it/