Per un Consumo Consapevole

Cosmetici, prodotti per l’igiene personale e della casa senza crudeltà, per non incrementare la sperimentazione animale.

Prodotti cruelty-free per un consumo consapevole

Tutti gli ingredienti di sintesi presenti oggi sul mercato sono stati, per legge,  sperimentati sugli animali.

Nessuna azienda in Europa testa il prodotto finito, in quanto è ufficialmente vietato, rimane il fatto che ad essere testati sono i singoli ingredienti che compongono il prodotto finito. Per questo motivo diverse ditte possono definire i loro prodotti “Non sperimentato sugli animali”, dicitura che non si riferisce però ai singoli ingredienti e quindi non significa nulla.

Il divieto di utilizzare animali per la sperimentazione dei cosmetici era previsto per il 1999, rinviato al 2000, poi al 2002, poi ancora al 2003… Per arrivare all’attuale scadenza del 2013 che però rischia di slittare al 2019.

Gli animali utilizzati per la sperimentazione appartengono a diverse specie: topi, ratti e cavie ma anche conigli, cani, gatti, maiali, scimmie, mucche, vitelli, uccelli, pesci…

Alcune Aziende hanno deciso di non incrementare la vivisezione su questi animali aderendo così allo Standard Internazionale di VIVO Comitato per un Consumo Consapevole: http://www.consumoconsapevole.org/index.html

Di fatto, le Aziende che aderiscono allo Standard Internazionale, si impegnano a non utilizzare nuovi ingredienti usciti sul mercato dopo la data di adesione: “Cut-Off Date”, in questo modo, usando solo per i propri prodotti ingredienti “vecchi” gia’ testati in passato non si incrementa la vivisezione sugli animali. Questi prodotti si possono considerare  cruelty-free.

Le Aziende che affermano di non testare i prodotti e che riportano sulle confezioni la dicitura: “Prodotto non testato su animali” oppure “Prodotto finito non testato su animali” non fanno altro che creare confusione, in quanto, come abbiamo detto, anche se il prodotto finito non è testato sono i singoli ingredienti ad esserlo, quindi tale prodotto non può essere considerato cruelty-free.

L’adesione allo Standard è l’unico sistema che garantisce di non incentivare la sperimentazione animale.

Diffidiamo dunque di altre certificazione (a pagamento) che si definiscono cruelty-free, perchè spesso tali certificazioni hanno ben poco o nulla di etico ma, al contrario, incentivano la sperimentazione sugli animali, oltre che a confondere le idee del consumatore ignaro e in buona fede.

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Daria Mazzali

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