Archivi del mese: agosto 2011

Giappone: al via il massacro dei delfini

Da Roma a New York, da Amsterdam a Mosca. Il mondo si mobilita contro la mattanza dei delfini di Taiji (Giappone) che, come ogni anno, riparte il 1 settembre.

Nella capitale gli attivisti della Protezione Animali, che coordina la campagna internazionale in Italia, a partire dalle ore 11.00 presidieranno – insanguinati e vestiti a lutto – la sede dell’ambasciata giapponese in via Quintino Sella 60 per chiedere lo stop al massacro.

«Tra tursiopi, grampi, globicefali, oltre 23 mila piccoli cetacei perdono la vita nella “Baia della Morte” tra atroci sofferenza – spiega Ilaria Ferri, direttore scientifico dell’Enpa -. Alla mattanza scampano soltanto gli esemplari più piccoli, non per tornare a una vita libera ma per essere venduti a circa 150-170 mila dollari ai delfinari di tutto il mondo.

Dopo la cattura i cuccioli saranno sottoposti all’addestramento basato sulla deprivazione alimentare che li obbligherà a eseguire ridicoli esercizi e a compiacere spettatori, troppo spesso ignari di contribuire a condannare all’ergastolo creature innocenti che appartengono al mare.»

«Ciascuno di noi può fare la sua parte aderendo alla giornata mondiale di mobilitazione – prosegue Ferri -. Chi non fosse in grado di intervenire alla manifestazione può contribuire al passaparola su internet e firmare la petizione su facebook . E’ di fondamentale importanza riuscire a raggiungere la “massa critica” per spingere il governo nipponico fermare una volta per tutte la mattanza. (Comunicato Enpa- 30 agosto)

Anche il Ministro degli Esteri Franco Frattini lancia un appello sul suo blog Diario Italiano. ”Nonostante le proteste giunte da ogni parte del mondo, assisteremo ancora una volta a questo esercizio di violenza gratuita che e’ ora di arginare”, si legge sulla pagina del ministro.

Fonte:
http://newsanimaliste.myblog.it/

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Attivisti contro il circo

Poche presenze al circo Bellucci con Mario Orfei: attivisti convincono più di qualche famiglia ad andarsene

Domenica 28 Agosto a Rosolina (Ro), si è svolta una protesta pacifica dell’associazione animalista Venus in Fur contro il circo Bellucci con Mario Orfei. Meno pacifica è stata la reazione dei circensi, che hanno tentato di coprire la voce dei manifestanti con musica ad alto volume fino alla fine della manifestazione, coincidente con l’inizio dell’unico spettacolo serale.

“Esporre la propria idea e dissentire da questo modo brutale ed incivile di fare spettacolo e denaro è un diritto costituzionale!” commenta Fabio Costanzo, un attivista dell’associazione,  “I circensi, abituati ad ottenere con la violenza ciò che vogliono dagli animali, usano la stessa arroganza anche con chi non la pensa come loro”.

Sul tema della diseducazione, gli animalisti di Venus in Fur, hanno insistito molto. Sostengono che far divertire i bambini con degli spettacoli per cui gli animali vengono costretti con frusta o digiuno li abitui all’insensibilità, portandoli più facilmente a calpestare la dignità degli altri, animali ed esseri umani. Ritengono che questa diseducazione sia corresponsabile dei dilaganti atti di bullismo per strada e nelle scuole.

Nel difendere l’elefante, i cavalli, la zebra, le tigri, tra cui la rara tigre bianca che il circo era fiero di mostrare, gli attivisti erano vestiti di bianco. La portavoce Simona Stefani spiega “vestivamo di bianco un po’ per essere meglio visibili durante la serata, ma soprattutto perché in India il bianco è il colore del lutto, in Italia della purezza… ed alla povera tigre bianca questi significati si addicono entrambi”.

Gli attivisti hanno urlato le loro ragioni e distribuito volantini agli avventori cercando di convincerli ad andarsene ed a spendere in altro modo il tempo coi propri figli. Hanno parlato di tutela del benessere degli animali detenuti, addestrati e trasportati dai circhi e della grande spesa pubblica che lo Stato italiano sostiene per sovvenzionare il circo con animali, considerandolo di funzione sociale.

Gli attivisti hanno proposto delle alternative più edificanti: andare agli spettacoli dei circhi senza animali, e seguire l’esempio di sempre più comuni e città italiane che iniziano a vietare l’attendamento ai circhi con gli animali sul loro territorio.

Affermano ancora gli attivisti: “Che alcune persone, compresa una famiglia di stranieri, se ne siano andate dopo aver sentito le nostre motivazioni è un ottimo punto di partenza. Significa che siamo sulla buona strada: i nostri passi, anche se piccoli, sono in avanti. Vogliamo essere i testimoni della violenza di un mondo deviato, che si spaccia come onesto modo per far conoscere alla gente gli animali, essendo, in realtà, una violenta prigione itinerante. Il circo con animali non solo è un retaggio di esibizionismo sulle spalle degli ultimi fenomeni da baraccone di cui viene ancora calpestata la dignità, gli animali, ma è un vero e proprio ostacolo ad un’evoluzione davvero civile della società in cui viviamo e che lasceremo ai nostri figli”.

Comunicato stampa e fotografie di Venus in Fur

Per maggiori informazioni sulla realtà dei circhi:
http://www.agireora.org/circhi/, http://www.infolav.org/

Per visitare il blog dell’associazione Venus In Fur:
http://www.venusinfur.wordpress.com/

Fonte:
http://www.crueltyfreewebradio.org/

Le proteine animali fanno ingrassare

Secondo un nuovo studio scientifico, le proteine animali fanno ingrassare, al contrario di quelle vegetali.

Sulla rivista scientifica internazionale Journal of the American Dietetic Association è appena stato pubblicato (agosto 2011) un articolo che indaga la relazione tra l’assunzione di proteine vegetali e animali e l’obesità (“Longitudinal Association between Animal and Vegetable Protein Intake and Obesity among Men in the United States: The Chicago Western Electric Study.”).

Lo studio ` stato effettuato perché, come affermano i ricercatori, i dati finora disponibili sulla correlazione tra peso corporeo e assunzione di proteine non sono consistenti, e ben poco si sa della relazione nel lungo termine tra obesità e assunzione di proteine. La ricerca pubblicata si focalizza dunque proprio su questo: assunzione di proteine e obesità, facendo però la distinzione tra proteine animali e vegetali e comparandone l’effetto.

I dati utilizzati a questo fine sono stati quelli del “Chicago Western Electric Study”, che ha investigato un gruppo di 1730 persone (uomini di età compresa tra i 40 e 55 anni) tra il 1958 e il 1966. Queste persone sono dunque state seguite per 7 anni: sono stati annualmente registrati la loro alimentazione, la loro altezza e peso e altre informazioni.

Sulla base di tali informazioni, sono state utilizzate delle equazioni per stimare la relazione tra la quantità di proteine totali assunte e la probabilità di risultate sovrappeso o obesi al successivo esame annuale. Lo stesso calcolo ` stato fatto considerando separatamente le proteine animali e quelle vegetali, per verificare se vi fosse una maggior correlazione tra proteine animali-sovrappeso, oppure proteine vegetali-sovrappeso.

I calcoli effettuati sono stati, come sempre avviene in questi casi, adattati per tener conto dei potenziali “fattori confondenti”, come età, fumo di sigaretta, consumo di alcool, di calorie, di carboidrati e di grassi saturi, ed è anche stata presa in considerazione l’eventuale presenza di diabete o di altre malattie croniche.

Il risultato ottenuto ha mostrato che esiste una correlazione statisticamente significativa tra consumo di proteine animali e obesità: chi consumava una quantità maggiore di proteine animali aveva una probabilità di diventare obeso maggiore di 4,6 volte rispetto a chi ne consumava le quantità più basse; al contrario, chi consumava maggiori quantità di proteine vegetali aveva un rischio di risultare obeso dimezzato, rispetto a chi ne consumava le quantità più basse.

I ricercatori hanno quindi concluso che le proteine animali e quelle vegetali esercitano effetti opposti sullo sviluppo dell’obesità nel lungo termine: elevati consumi di proteine animali favoriscono l’obesità, mentre elevati consumi di proteine vegetali risultano protettivi nei confronti dello sviluppo di obesità.

Fonte:
Bujnowski D, Xun P, Daviglus ML, Van Horn L, He K, Stamler J., Longitudinal Association between Animal and Vegetable Protein Intake and Obesity among Men in the United States: The Chicago Western Electric Study, J Am Diet Assoc. 2011 Aug;111(8):1150-1155.e1.

http://www.scienzavegetariana.it

“Ti amo, ma ti abbandono”

Palermo, la lettera di un bambino ritrovata insieme a un setter gettato nel cassonetto

di LAURA ANELLO – (La Stampa.it)

              Tao, il setter di 4 anni, ritrovato tra i rifiuti a Palermo

«Ti amo», gli ha scritto prima di vederlo chiudere dentro il sacco della spazzatura. «Ti amo», gli ha forse ripetuto prima di vederlo scivolare nel cassonetto. Un saluto, l’ultimo. Un epitaffio, scritto con la grafia incerta di un bambino, letto sul biglietto che accompagnava il cane agonizzante ritrovato tra i rifiuti del quartiere Bonagia di Palermo in una mattina arroventata dal sole.

Ma Tao, come i volontari hanno chiamato quello scheletro coperto di pulci, non voleva morire. Pelle e ossa, il muso come un teschio, la lingua fuori dai denti, la coda ridotta a uno spago arido, il corpo irrigidito in una curva innaturale, il pelo tormentato da piaghe e mosche cavalline, ha avuto la forza di emettere un lamento.

Il ritrovamento L’ha sentito un passante, l’ha segnalato a una pattuglia di vigili urbani impegnati con l’autovelox pochi metri più in là. Un agente è entrato nella clinica veterinaria di fronte, la «Palermovet». Lì dentro ci ha trovato, segno della Provvidenza canina, un gruppo di giovani della Lida, la Lega italiana dei diritti dell’animale. Dentro il cassonetto c’era un setter di quattro anni. Rantolava, ormai in agonia. «Ci siamo precipitati – racconta Marco Meli, uno dei volontari – l’ho tirato fuori dal sacco, l’ho liberato dal collare di nylon, gli ho avvicinato una ciotola d’acqua. E mi sono ritrovato tra le mani quel messaggio scritto su un tovagliolo di carta, di quelli leggeri da bar. Una scritta incerta, tracciata con una biro blu. Mia moglie fa la maestra, non ha avuto dubbi: è quella di un bambino». Un «ti amo» carico di dolore, di senso di colpa, di disperata rassegnazione.

Meli convince gli agenti a caricare il cane sul camioncino, quelli lo portano al presidio veterinario del canile municipale, i medici gli mettono una flebo di glucosio nella zampa, lo disinfettano. E lì succede l’incredibile. Perché quella carcassa comincia a dare segni di vita. Reagisce, muove una zampa, non si rassegna a morire.

Il giorno dopo viene trasferito in uno studio privato, sotto le cure del veterinario Ivano Santoro. Che gli fa una trasfusione di sangue, le analisi, i test neurologici, gli prenota una Tac. In quattro giorni la diagnosi passa da morte sicura a salvezza probabile.

Il cane viene chiamato Tao, «in omaggio al nome di un locale che ci dà una mano nell’accogliere i cuccioli – spiega Meli – ma anche alla “tau”, la lettera dell’alfabeto greco che è il segno della vita».

Si sparge la voce in città, l’agenzia Geapress diffonde la notizia, sulla pagina di Facebook della Lida arrivano messaggi dall’Australia e dalla Svezia. Qualcuno chiede online quale sia il problema con la salute dell’animale: pochi istanti e qualcuno risponde che «la malattia che ha quasi ucciso questo splendido cane si chiama “stupidità umana”». Arrivano anche offerte in denaro per sostenere le cure.

Tao diventa, suo malgrado, il testimonial contro l’abbandono degli animali d’estate, ma anche il protagonista di un mistero da risolvere. Chi ha scritto quel «ti amo» volato via nella concitazione dei soccorsi? «Ci piace credere – dice Alessandra Musso, responsabile della Lida che sia stato un bambino, forse ingannato da un adulto che aveva spacciato Tao per morto».

L’appello Tutti fanno appello a quel bambino. Nessuno si illude che possa rivelarsi e denunciare, perché oggi l’abbandono d’animale è un reato, ma sarebbe bello che riuscisse a sapere che il cane è vivo. «Che imparasse a sperare dice Meli – anche quando gli adulti disperano».

Il resto è deduzione. Probabilmente Tao è vissuto in una stalla della zona, magari una di quelle che ospitano i cavalli delle corse clandestine. Di sicuro è stato abbandonato, malnutrito al punto da non avere più muscolatura, forse anche picchiato. «Non vede bene e non annusa dal lato sinistro – spiegano i volontari – ma solo la Tac potrà chiarire se il problema deriva da un trauma, da un ictus, da una malattia neurologica». Poi si penserà all’adozione. «Ma dev’essere una famiglia speciale», dicono i volontari. Magari andrà a chiederlo un bambino che nel frattempo avrà imparato a scrivere e a ribellarsi.

http://www3.lastampa.it/lazampa/articolo/lstp/416835/

 

Aumentano i Vegani in Italia. Servizio del Tg2

Le Ecofavole

La LAV di Mantova vi invita alla presentazione del libro “Le Ecofavole” di Maria Grazia Sereni.

Sabato 3 Settembre, Mantova ore 18 – Presso Circolo ARCI Virgilio (Piazza S. Leonardo).

Incontro con l’autrice.

Seguirà aperitivo.

Otto racconti in cui – come in tutte le favole – gli animali parlano. Ma parlano anche gli alberi, il cielo, il mare, i venti… e persino la spazzatura. Raccontano storie di sfruttamento esasperato, di violenza, di maltrattamenti causati dagli esseri umani: per egoismo o semplicemente per negligenza o superficialità. Tutti lanciano un appello – che è anche un allarme – affinché gli umani cambino il proprio comportamento: non solo per far cessare inutili sofferenze, ma anche per salvare il pianeta, con tutti i suoi abitanti, uomo compreso.

Saranno soprattutto i bambini a raccogliere questi messaggi. A capire che è ora di cambiare rotta, che “ognuno di noi può fare qualcosa per migliorare la vita di chi ci circonda” e a spiegare agli adulti che si può vivere in modo responsabile. Si deve!

Un libro adatto ai bambini, ma anche e soprattutto agli adulti, per riflettere sui nostri atteggiamenti e sulle nostre responsabilità nei confronti degli altri esseri viventi. Particolarmente indicato alle e agli insegnanti!

La prefazione è a cura di Ilaria Marucelli, responsabile nazionale LAV Settore Educazione e Scuola.

Metà del ricavato della vendita del libro è devoluto alla LAV

http://www.lav.it/sedi/mantova/lav_mantova

Corso per guardie venatorie

Sono aperte le iscrizioni per il corso che si terrà a Milano dal 24 settembre e ai primi di novembre 2011. E’ aperto anche ai residenti fuori della regione Lombardia.

La LAC organizza, nell’ambito dei progetti per il volontariato della Regione Lombardia, un Corso di formazione per aspiranti guardie venatorie a Milano , che inizierà il 24 settembre e proseguirà nei mesi di ottobre e novembre 2011.

Il corso è aperto anche ai residenti fuori della regione Lombardia.
Il corso è gratuito e la frequenza darà diritto a sostenere un esame finale per la qualifica di Guardia Venatoria, a cura dall’Amministrazione Provinciale.
Il servizio di vigilanza venatoria volontaria riveste un ruolo importante tra le attività della LAC.
Il Gruppo Guardie, la cui direzione nazionale è a Torino, è in continua espansione.

Il corso si articola in 8 incontri, per un totale di 40 ore di lezioni e sarà tenuto da docenti

Le materie saranno le seguenti:

– legislazione a protezione della fauna omeoterma e per l’esercizio venatorio
– gestione del territorio
– zoologia applicata alla caccia, con prove pratiche di riconoscimento delle specie cacciabili e nozioni di cinofilia
– armi e munizioni da caccia e relative legislazioni
– tutela della natura e principi di salvaguardia delle colture agricole
– procedure sanzionatorie e stesura dei verbali di infrazione

Al corso si accede previo esame di ammissione obbligatorio, del quale verranno comunicati agli interessati data e luogo di svolgimento.

Per iscriversi e per altre informazioni:
info@abolizionecaccia.it

http://www.abolizionecaccia.it/