Irruzione animalista in allevamento di visoni

Copenaghen: irruzione animalista in allevamento di visoni

Un gruppo di animalisti ha fatto irruzione in un allevamento di visoni e liberato migliaia di animali.

Alcuni giorni fa, persone dall’identità sconosciuta hanno fatto irruzione in un allevamento intensivo di animali da pelliccia vicino Assens, nell’isola di Funen. L’azione animalista ha portato alla liberazione di migliaia di visoni destinati ad essere uccisi per la loro “preziosa” pelle.

Il proprietario dell’allevamento sostiene, secondo il Copenaghen Post Online che riporta la notizia, di non poter dire con esattezza quanti “capi” sono fuggiti a seguito dell’irruzione, ma le stime parlano di un numero oscillante tre i 3000 e i 7500 individui.

Gli attivisti penetrati nella struttura hanno aperto le gabbie degli animali, ma non solo: hanno infatti alterato anche la recinzione che circondava l’allevamento, in modo da fornire ai visoni vie di fuga definitive e sicure.

Ora, la polizia di Funen è alla ricerca dei responsabili di questo “orrendo” atto di liberazione.

La reazione degli allevatori è stata, come sempre, compassionevole e civile nei confronti degli animali fuggiti: Quello stesso giorno, infatti, l’ho hanno completamente trascorso nel piazzare trappole, tagliole e persino a sparare a vista su qualunque visone capitasse a tiro. Il giorno dopo, nel pomeriggio, gli allevatori e i cacciatori avevano recuperati cento “pelli”.

La polizia stessa ha giustificato l’azione degli allevatori, una cinquantina, definendo i visoni come animali molta aggressivi da cui bisognava difendersi sparando.

Praticamente un caso di visoni mannari.

“I visoni sono in un’età in cui diventano aggressivi”, hanno dichiarato le forze dell’ordine, “Significa che non puoi avvicinarli senza che siano pericolosi. Così è stata presa la decisione di distruggerli”.

A parte le molte riserve sul termine “distruggere”, viene da chiedersi perché mai ci si dovrebbe avvicinare a predatori carnivori selvatici come i visoni – ovviamente la risposta è una sola, e si chiama denaro.

La guardia forestale deputata alla tutela dell’area ha poi tenuto a precisare i danni incalcolabili che questi animali avrebbero potuto procurare all’ambiente e alle altre specie, per poi concludere con la ciliegina sulla torta: quella dell’uccisione compassionevole.

“La maggior parte di questi visoni era abituata ad essere ben nutrita e là fuori morirà di fame. Non saranno in grado di procurarsi il cibo, e saranno loro che soffriranno di più se lasciati vivere”.

La liberazione di questi animali da pelliccia avviene un mese dopo la condanna a gravi maltrattamenti nei confronti degli animali (nella fattispecie, proprio visoni) da parte di una personalità importante nel Paese: Erik Ugilt Hansen, ex membro del Consiglio Danese per l’Agricoltura e allevatore di animali da pelliccia di lunga data. http://www.erhvervsbladet.dk/virksomheder/pelsformand-sigtet-for-dyremishandling

I media danesi erano riusciti ad ottenere fotografie scattate dagli antispecisti nel settembre 2010 che ritraevano i visoni di cinque su sette allevamenti membri dell’Associazione Danese per gli Animali da Pelliccia gravemente trascurati e maltrattati.

Gli allevatori si erano difesi sostenendo che le immagini erano state alterate digitalmente, ma ulteriori esami avevano scartato questa possibilità. Pertanto, nel febbraio di quest’anno la polizia di North Jutland aveva, con un mandato, fatto irruzione nell’allevamento di Hansen in compagnia di un veterinario.

Le forze dell’ordine si erano trovate di fronte ad animali insanguinati, con le code strappate, ricoperti di ferite infette e non curate, di lacerazioni sul muso e sul corpo. La polizia aveva scattato ulteriori fotografie delle condizioni in cui versavano i visoni ed Hansen era stato condannato per gli abusi, dimettendosi dall’Associazione degli Allevatori poco dopo.

La Danimarca è il maggiore produttore mondiale di pellame di visone, e ad essa si deve il 40% del materiale su scala mondiale. Circa 14 milioni di visioni all’anno sono allevati dagli oltre 2000 allevatori danesi ogni anno, con il solo scopo di essere uccisi.

La stessa sorte, nel Paese, tocca a volpi, cincillà e conigli.

Fonte:
http://petslife.tv/

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