Allevamenti Avicoli

I polli e le galline derivano dalle foreste dell’Est Asiatico, dove vivevano all’aperto, dove espletavano le loro funzioni fisiologiche, etologiche, comportamentali e dove vivevano la loro vita sociale.

Essi vivevano in gruppi composti da circa 4 o 5 femmine ed un gallo, vivevano dunque all’aperto, erano liberi di razzolare, di girovagare in cerca di cibo, di fare i bagni di polvere (è un loro comportamento naturale che permette loro di contrastare i parassiti della pelle e delle penne), di  dormire, come loro abitudine, sugli alberi. Tutte ciò vale, a grandi linee, anche per capponi, faraone, anatre, oche, quaglie e tacchini.

Polli e galline sono assoggettati a tipi di allevamento diversi tra loro.

I polli da ingrasso:

  – capannoni in cui si trovano migliaia di individui e in cui ad ogni pollo è destinato uno spazio di 20-30 cm². Peso di macellazione da raggiungere in soli 28 giorni, l’alimentazione a cui vengono sottoposti è eccessivamente energetica ed innaturale; ad esempio l’acqua viene somministrata tramite dispositivi chiamati nipple; i polli per riuscire a bere devono sviluppare strategie innaturali: alcuni beccano il nipple, altri lo tengono premuto affinché l’acqua coli nel becco, altri devono dalla coppetta posta sotto il dispositivo.

Dieta molto spinta à aumento di peso corporeo notevole e rapido; ciò, sommato al poco spazio che hanno a disposizione e alla conseguente esigua attività motoria porta come conseguenza una struttura ossea fragile e poco resistente; negli ultimi giorni della loro breve vita i polli riescono a spostarsi appena,e solo per percorsi brevissimi a causa del difettoso apparato osteo-articolare e della sproporzionata massa del loro petto, che sposta il baricentro del loro corpo in avanti, rendendo difficile la deambulazione.

La pressante selezione genetica ha portato ad ottenere polli con queste caratteristiche anatomiche e di rapido accrescimento, favorevoli solo al portafoglio dell’allevatore e alla gola di chi li mangia (non a caso, il petto è la parte più pregiata del pollo da carne).

I polli non possono neanche coricarsi naturalmente, ma si lasciano letteralmente cadere al suolo; per i loro spostamenti -ammesso che le ossa e le articolazioni lo permettano- hanno poco spazio a disposizione.

Metodo “tutto pieno-tutto vuoto”: la lettiera non viene mai cambiata, se non dopo l’allontanamento di tutti i soggetti, fase nella quale viene rimossa la lettiera vecchia e viene messa la lettiera nuova, che rimarrà la stessa per tutto il seguente ciclo di allevamento o ciclo di produzione. à assorbe tutti gli escrementi degli animali, à enormi quantità di ammoniaca che irrita le vie respiratorie, aria irrespirabile.

Elevato calore ed umidità ciò favorito da:

  –          enorme assembramento/capannone di individui;

  –     clima continentale, umido e con afa estiva che si trova in buona parte della penisola italiana (in particolare nelle zone in cui si trova la maggior concentrazione di allevamenti avicoli come la pianura padana); l’inadeguatezza strutturale di gran parte dei capannoni, che sono di vecchia concezione e non sufficientemente aerati.

Totalmente alterato il ritmo giorno/notte (sulla quale naturale alternanza gli uccelli in natura regolano le proprie funzioni fisiologiche), infatti viene sempre tenuto uno stesso livello di illuminazione, intermedio tra la luce ed il buio, una sorta di atmosfera di penombra per indurre gli animali a mangiare molto di più e continuamente e per ridurre l’aggressività causata dallo stress.

  – continui trattamenti farmacologici, indispensabili perché essi riescano a sopportare questo grande stress senza perire e per far fronte alle parassitosi che sarebbero letali per l’intero gruppo, visto l’innaturale numero e concentrazione di individui in così poco spazio.

I tacchini da ingrasso non vivono in migliori condizioni, in quanto per loro è prevista una superficie di appena mezzo metro quadrato per soggetto: di spazio ne hanno quindi talmente poco che alla fine del ciclo di ingrasso sono proprio impossibilitati a muoversi.

Le galline ovaiole (quelle cioè le cui uova sono destinate ad uso alimentare) sono molto spesso rinchiuse in gabbie di rete che contengono solitamente 3-4 individui, e lo spazio a disposizione di ogni animale è 450 cm², corrispondente ad un rettangolo di superficie di nemmeno 21 x 21,5 cm, inferiore cioè ad un foglio A4.

Vengono violate le libertà:

–          di avere un ambiente fisico adeguato;

–          dalle ingiurie;

–          dal timore;

–          di manifestare le caratteristiche comportamentali specie-specifici normali;

–          in queste gabbie non possono effettuare i movimenti collegati ai comportamenti più comuni, cioè non possono aprire totalmente le ali, non possono muoversi liberamente e in pratica sono costrette ad assumere una sola posizione, cioè con la testa verso la mangiatoia; ciò compromette gravemente la salute delle ossa, che divengono più fragili.

–          Il pavimento delle gabbie è di rete metallica perché feci ed urine cadano in un sottostante piano raccoglitore; questo pavimento può però ferire le zampe.

–          Gli animali, evidentemente e perennemente stressati, sono irritabili e tendono ad aggredirsi tra loro; si cerca di prevenire ciò tagliando il becco ai pulcini, in modo che poi non riescano a danneggiarsi gravemente. Però l’operazione del taglio del becco spesso non avviene in modo preciso (vista la necessità dell’allevatore di risparmiare sui tempi e quindi sui costi delle operazioni) quindi, oltre a provocare stress e dolore al momento dell’effettuazione, può lasciare scoperte terminazioni nervose che causano dolore cronico.

–          Prima di essere “ingabbiate”, queste galline vengono, durante il periodo della pubertà, allevate in box all’aperto e vengono sottoposte a piani alimentari molto energetici, per prepararle alla vita in gabbia, che presuppone inevitabilmente un declino fisico. 

Dopo circa due anni vanno al macello.

Altissima mortalità. Di questo tasso di mortalità agli allevatori poco importa all’allevatore in quanto, dato il loro basso valore commerciale, agli allevatori conviene risparmiare il più possibile e ridurre i costi dell’allevamento anziché migliorare il benessere degli animali.

La brevità della vita a cui è destinata la gallina è dovuta:

– all’indebolimento progressivo dell’organismo causato dall’intensissimo sfruttamento e allo stress;

– la muta viene spostata all’età di circa due anni;

Strategia della muta

Un esempio di aggressività causato dalla selezione genetica operata dall’uomo e dalle condizioni dell’allevamento intensivo è la plumofagia; quest’anomalia del comportamento consiste nel beccare le piume di un altro soggetto e/o strappargliele col becco; si manifesta soprattutto nelle aree di riposo e di alimentazione e si diffonde facilmente nel gruppo per imitazione; è un fenomeno grave che produce danni non solo al piumaggio, ma può anche causare lesioni più profonde e portare la vittima alla morte.

Le galline da uova di riproduzione, quelle cioè le cui uova sono da incubare e non sono destinate ad uso alimentare, vivono un po’ meglio; vengono tenute a terra assieme al gallo ed hanno un po’ di spazio nel quale potersi muovere. La durata della loro vita è, analogamente alle precedenti, di circa due anni, in quanto dopo tale periodo, a causa del rapporto tra costo di mantenimento e ricavo ottenuto, l’allevatore le vende al mattatoio.

Quale sarà il destino dei pulcini nati da queste uova? Essi dall’incubatoio vengono trasferiti nei capannoni degli allevamenti, dove inizia il loro ciclo assieme ai compagni di (s)ventura. In condizioni naturali è la chioccia che insegna loro cosa beccare e ingerire, li protegge ed insegna loro quali sono i pericoli; in allevamento non è possibile, in quanto i pulcini non vedranno mai la propria madre.

Alcuni problemi comuni negli allevamenti di polli e galline:

 – le diete, eccessivamente energetiche rispetto alle esigenze naturali degli avicoli, possono essere a contenuto minerale troppo elevato (soprattutto sodio e potassio), così come di grassi, e quindi portano ad un’assunzione di eccessivi volumi di acqua d’abbeverata; di conseguenza vengono emesse feci più liquide e più ricche di ammoniaca; ciò porta a:

– lettiera più bagnata (è causata anche dall’eccessiva densità degli animali): provoca disagio agli animali e comporta problemi sanitari (ad esempio dermatiti plantari);

– problemi respiratori: contribuisce, assieme agli altri gas che si liberano dalle feci e dalla loro fermentazione, a rendere l’aria irrespirabile (l’ammoniaca è irritante per le vie respiratorie);

  –  l’eccessivo consumo di acqua può essere l’espressione di stress (polidipsia psicogena), fenomeno tipico non solo dei volatili allevati, ma di tutti gli animali allevati con sistemi proibitivi (quindi praticamente nella totalità degli allevamenti intensivi);

  –  i comportamenti di comfort (esempi: lisciarsi le penne, sbattere le ali, stiracchiarsi, arruffare le penne) sono ostacolati in questi spazi ristretti, in quanto un piumaggio arruffato può scatenare aggressività e plumofagia. I bagni di sabbia, sono molto importanti per la salute dell’animale, e hanno la funzione di:

– combattere i parassiti della pelle e delle penne;

– mantenere costante la temperatura corporea;

– rimuovere gli eccessi di grasso e lo sporco dalla cute e dalle penne

I bagni di sabbia sono talmente importanti che polli e galline talvolta li possono eseguire “a vuoto”, cioè senza la superficie adatta: questo ci può far capire la loro frustrazione.

  –  la naturale ciclicità luce/buio è completamente alterata negli allevamenti intensivi, i cui programmi di illuminazione prevedono spesso o luce continua con minimi momenti di penombra o luce intermittente senza un vero e proprio periodo notturno, di buio. Ciò causa gravi disturbi agli animali, ad esempio agli occhi. Da studi è emerso infatti che programmi di illuminazione che non prevedano almeno 4 ore di buio continuato, causano nei pulcini appiattimento della cornea e danni alla retina che causano seri danni alla vista; dal punto di vista comportamentale questi soggetti avranno anche anomalie del comportamento (ad esempio saranno più timorosi del normale);

  –  animali che vivono in ambienti proibitivi come gli allevamenti industriali presentano accentuate reazioni di paura.

I capponi sono polli a cui sono stati asportati i testicoli. Oggi quest’operazione dovrebbe essere eseguita dal veterinario in quanto, seppur semplice, è un’operazione chirurgica; ma di fatto, per risparmiare, è eseguita da personale non veterinario e quindi non c’è un controllo sul rispetto delle norme sanitarie necessarie per questi interventi; di conseguenza, solitamente, un certo numero di animali muore dopo l’intervento chirurgico.

Scritto da Enrico Ceccaroni 

http://www.cattolicivegetariani.it/content/generale/allevamenti-avicoli.html

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Una risposta a “Allevamenti Avicoli

  1. Per contrastare tutto questo, visto che questa gente conosce solo il profitto, è di non comperare i loro prodotti diventando vegetariani, e stando attento a ciò che si compera per tutto il resto.