Bat box: un pipistrello per vicino di casa.

Bat box: un pipistrello per vicino di casa. Come salvare i piccoli mammiferi volanti

I piccoli mammiferi volanti sono in forte declino in tutta Europa e rientrano nell’elenco delle specie minacciate di estinzione o prossime a divenire tali. Ognuno di noi può contribuire alla loro conservazione offrendogli dei ‘rifugi artificiali’ (Bat Box) anche in luoghi urbanizzati o può evitare di disturbare, distruggere o alterare i loro siti di rifugio. La legge li protegge proprio come i lupi o gli orsi, ma lo sterminio di questi animali prosegue inesorabilmente per colpa dell’uomo e per colpa di stupide credenze popolari.

di Tamara Mastroiaco – 15 Agosto 2011

da: Il Cambiamento.it

Il 2011/2012 è stato proclamato Year of the Bat. La Convention on Migratory Species (CMS), The Agreement on the Conservation of Populations of European Bats (EUROBATS) e il Museo di Storia Naturale di Firenze – riconosciuto anche come partner ufficiale del United Nations Environmental Program (UNEP) – si sono uniti per celebrare l’anno del pipistrello.

Il programma di conservazione prevede una serie di iniziative per sfatare sciocche superstizioni e dimostrare che la convivenza tra uomini e pipistrelli è possibile e porta grandi vantaggi ad entrambi.

Dal 2007, il Museo di Storia Naturale di Firenze insieme alla Coop ha lanciato le Bat Box, casette artificiali per fornire rifugio a questi preziosi predatori; in seguito le testimonianze fornite dalle persone che hanno acquistato queste casette si sono rivelate anche utili per avviare una ricerca scientifica per sensibilizzare direttamente le persone sul tema della lotta biologica alle zanzare, evitando così l’uso dei pesticidi.

Questi piccoli rifugi di legno si possono acquistare in alcuni punti vendita della Coop e nella stessa scatola vengono fornite in dotazione le istruzioni per il montaggio e la guida contenente preziose e utili informazioni sui pipistrelli; il manuale è illustrato dai disegnatori della Walt Disney che per Coop ha creato Kiro (da Chirottero). Il piccolo pipistrello ha il compito di sostenere la campagna Un pipistrello per amico, iniziata quattro anni fa e promossa appunto dal nostro Museo di Storia Naturale.

Se vogliamo adottare una colonia di pipistrelli dobbiamo immediatamente munirci di una Bat Box perché il periodo migliore per l’installazione è il mese di marzo, in modo che i pipistrelli le possano trovare al risveglio dal letargo invernale; essi colonizzeranno più facilmente le bat box nei mesi più caldi (da aprile a settembre) quando le temperature favoriscono il proliferare degli insetti e dunque l’attività dei pipistrelli riprende appieno.

Le Bat Box per avere successo devono essere posizionate in luoghi visibili dai pipistrelli stessi e almeno a quattro metri di altezza perché siano più protette dagli eventuali attacchi dei predatori. Possono essere installate sugli alberi, purché rami e fronde non ne impediscano l’intercettazione da parte dei chirotteri, sotto il culmine dei tetti (essendo maggiormente riparate dalla pioggia dureranno senza meno più anni).

Le Bat Box montate sugli edifici sono più sicure di quelle montate sugli alberi perché i predatori hanno più difficoltà a raggiungerle. Mai montarle su superfici di metallo o in luoghi troppo illuminati da forti luci durante la notte perché difficilmente verranno colonizzate e se i pipistrelli non sceglieranno la nostra Bat Box come loro rifugio non possiamo obbligarli a farlo trasferendoli forzatamente nelle nostre casette; sarebbe una grave e palese violazione della legge.
Dal punto di vista legislativo, infatti, i chirotteri sono protetti in tutta Europa e dunque l’uccisione, la cattura, o la detenzione dei pipistrelli sono perseguiti penalmente così come avviene per altri animali.

La Legge 11/2/92 n. 157 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” cita che “I chirotteri appartengono alla fauna particolarmente protetta” e che “l’abbattimento, la cattura e la detenzione di esemplari sono sanzionabili penalmente con l’arresto da due a otto mesi o l’ammenda da 774,00 euro a 2.065,00 euro”. Il Cap. III, art. 6, Convenzione di Berna, ratificata con L. 503/1981 stabilisce che “Gli esemplari non devono essere molestati, in particolare durante le varie fasi del ciclo riproduttivo e durante l’ibernazione.

I loro siti di riproduzione o di riposo non devono venir danneggiati, né distrutti”. “Interferenze gravi a danno di colonie o siti di rifugio possono essere sanzionate con riferimento alla normativa sul danno ambientale” (Direttiva 2004/35/CE – parte VI Decreto Legislativo 152/2006); la presente direttiva definisce danno ambientale “qualsiasi danno che produca significativi effetti negativi sul raggiungimento o il mantenimento di uno stato di conservazione favorevole delle specie e degli habitat naturali protetti”. Tutte le specie di chirotteri sono “di interesse comunitario” e sono incluse nell’allegato D del D.P.R. 357/1997.

Lo stato di conservazione delle specie di interesse comunitario, nonché le catture o uccisioni accidentali di fauna inclusa nell’allegato D, sono oggetto di monitoraggio sull’intero territorio nazionale. L’elenco di tutte le leggi che proteggono e tutelano i nostri amici volanti è lungo e alle leggi sopra citate si aggiungono numerose leggi provinciali e regionali. Ma a nulla servono perché l’uomo contribuisce con la propria opera all’estinzione dei chirotteri.

Distruggiamo e alteriamo i loro ambienti, usiamo irrazionalmente pesticidi e veleni riducendo la loro fonte alimentare (gli insetti) e intossicandoli con prede contaminate, impieghiamo sostanze chimiche antifungine che rendono inutilizzabili i luoghi preferiti dai pipistrelli, cancelliamo i loro siti di riproduzione, di riposo diurno, di ibernazione con l’abbattimento degli alberi cavi, alteriamo i loro ambienti sotterranei come grotte o miniere abbandonate, costruiamo edifici che non tengono conto delle loro esigenze (oggi le nostre abitazioni sono assolutamente confortevoli per noi umani e a differenza delle antiche case rurali, non offrono più ai nostri amici tranquille soffitte, cantine o fessure dove poter trovare rifugi sicuri).

Inoltre, i pipistrelli sono secondo l’uomo, animali da temere. A causa di stupide credenze popolari, ancora molto diffuse in occidente, i chirotteri sono perseguitati e intere colonie vengono sterminate. Chi di noi non ha mai sentito dire “i pipistrelli succhiano il sangue” oppure “i pipistrelli si attaccano ai capelli e staccano il cuoio capelluto”! Sfatiamo queste leggende metropolitane! Se vogliamo ancora vederli svolazzare nei nostri cieli intorno ai nostri lampioni, dobbiamo assolutamente aiutarli!

A tutte le cause imputabili all’uomo si è aggiunta negli ultimi anni anche una misteriosa malattia detta ‘sindrome del naso bianco’ che sta decimando intere colonie di pipistrelli soprattutto negli Stati Uniti. Un fungo bianco attacca la cute facciale del pipistrello. Il Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri, in seguito al ritrovamento di esemplari affetti da fungo bianco, ha divulgato delle linee guida da prendere seriamente in considerazione se si visitano in inverno grotte e miniere frequentate da chirotteri.

L’inquinamento, la progressiva riduzione dei loro habitat, l’intolleranza dell’uomo, una malattia poco conosciuta sono i principali nemici dei chirotteri; possiamo quindi affermare che la convivenza tra pipistrelli e uomini non è assolutamente idilliaca. Invece dovremmo considerarli preziosi alleati! I Pipistrellus (comuni pipistrelli che girano intorno ai lampioni) possono mangiare in una sola notte fino a 2000 zanzare.

La maggior parte delle specie è insettivora e quindi sono preziosi per il controllo di molti insetti ‘nocivi’. Esistono anche pipistrelli che succhiamo il nettare dei fiori, altri che si nutrono di frutta e quindi sono importanti altrettanto quanto le api per l’impollinazione, per mantenere interi ecosistemi di vita vegetale, per la disseminazione di piante tropicali e dunque per la rigenerazione delle foreste pluviali che sono i polmoni verdi del nostro pianeta. Ancora siamo convinti che possiamo fare a meno dei pipistrelli? Penso proprio di no.

La situazione per i nostri amici è davvero drammatica. Non possiamo permetterci di perdere neanche un esemplare e quindi dobbiamo porgere tutta la nostra attenzione a questi piccoli mammiferi. Oltre a incentivare la colonizzazione dei chirotteri, cosa possiamo fare per aiutarli? Ad esempio, se un piccolo pipistrellino alle prime armi e alle sue prime esplorazioni di volo o un pipistrello adulto nell’inseguire un insetto si introduce nelle nostre abitazioni, per quanto spaventati e istintivamente presi dalla voglia di sbarazzarci del nostro nuovo ospite, non dobbiamo assolutamente urlare, colpirlo con oggetti o addirittura tentare di ucciderlo!

Dobbiamo immediatamente chiudere tutte le porte per ridurre lo spazio ed evitare che il pipistrello giri per tutta la casa. Nella stanza dove l’esemplare è isolato bisogna aprire la finestra, spegnere la luce e quando si sarà tranquillizzato probabilmente riuscirà a trovare la via di fuga. Per approfondimenti si può scaricare la guida Pipistrelli intorno a noi: una presenza edificante.pdf, un opuscolo prodotto in collaborazione tra Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri e Università degli Studi dell’Insubria (Varese).

Idem se troviamo un pipistrello per strada. Non possiamo lasciarlo in balia di eventuali predatori! Cosa possiamo fare? Prima di tutto prestargli il primo pronto soccorso e subito dopo contattare immediatamente un centro di recupero dove ci siano degli esperti che possano accoglierlo e visitarlo. Mai dargli latte, frutta, pane o altro cibo. Lo prendiamo delicatamente con un panno (essendo spaventato potrebbe mordere), lo mettiamo in una scatola pulita e forata, nella quale posizioneremo della carta assorbente sul fondo e un panno pulito sotto il quale potrà trovare riparo e sentirsi al sicuro.

Poi posizioniamo la scatola (indipendentemente dalla stagione) per metà su una borsa dell’acqua calda per permettere al pipistrello di scegliere la temperatura che più lo aggrada. Proviamo a farlo bere dandogli qualche goccia d’acqua con il contagocce o con una siringa senza ago e poi subito dagli esperti! Se vogliamo approfondire come intervenire per prestare un primo soccorso ai pipistrelli neonati, giovani e adulti non ci resta che scaricare la guida.

Infine, se vogliamo conoscere meglio i nostri amici chirotteri possiamo anche richiedere agli Uffici dell’ Ente Parchi un pieghevole che contiene informazioni sintetiche sulla biologia e i problemi di conservazione dei pipistrelli o possiamo scaricare un fascicolo didattico da divulgare soprattutto nelle scuole medie inferiori che contiene contenuti teorici e attività pratiche a carattere interdisciplinare.

di Tamara Mastroiaco

15 Agosto 2011

http://www.ilcambiamento.it/

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2 risposte a “Bat box: un pipistrello per vicino di casa.

  1. Ho comprato poco tempo fa una bat box, ma sto aspettando di finire dei lavoretti sul balcone prima di posizionarla. Nel frattempo la tengo all’aperto e alla pioggia (quale pioggia, ad Agosto?!?!) come suggerito dalle istruzioni, per farle perdere l’odore umano. Credo che sia un’ottima iniziativa e devo dire tra l’altro che i ricercatori dell’università di Firenze che stanno portando avanti il progetto sono molto gentili perché mi hanno risposto dettagliatamente alla mail in cui chiedevo suggerimenti su dove posizionarla.

  2. Io purtroppo non la posso mettere perché abito in un condominio e poi perché il mio gatto impazzisce non appena vede qualcosa di vivo, che si muove e che può diventare una sua preda… com’è normale che sia.
    Però AMO i pipistrelli, la sera li vedo sempre svolazzare davanti alla finestra, cioè, li vedo solo grazie al fatto che girano attorno ai lampioni a fare incetta di insetti. Sono bellissimi, una volta ho avuto l’occasione di vederne uno da vicino, un topino con le ali praticamente, sembrano una magia della natura.