Archivi del mese: ottobre 2011

Brambilla contro Green Hill

Il ministro denuncia l’allevamento alla Procura della Repubblica e ai NAS.
“Reato di maltrattamento e danni all’immagine nazionale”.

Ricevo e pubblico questo comunicato:

Il Ministro del Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla, ha inoltrato questa mattina un esposto alla Procura della Repubblica di Brescia, al Comando nazionale dei Carabinieri Tutela della Salute e al nucleo dei Nas di Brescia, richiedendo in forma ufficiale un intervento per accertare – all’interno dell’allevamento di cani Beagle destinati alla sperimentazione “in vivo” Green Hill, di Montichiari (BS) – “violazioni della normativa statale e regionale in materia di tutela del benessere degli animali di affezione” oltre a “violazioni della disciplina igienico sanitaria nonché di quella concernente il decreto legislativo n. 116 del 1992” sulla protezione di animali utilizzati a fini sperimentali, anche al fine di “adottare idonei provvedimenti di natura cautelare”, compreso il “sequestro degli animali detenuti nella struttura”. È quanto si apprende in una nota diffusa dal Ministero del Turismo.

“Da diverse settimane – si evidenzia nell’esposto – i media garantiscono ampia risonanza all’indignazione di moltissimi cittadini che denunciano le condizioni di maltrattamento fisico e psicologico, in cui vengono detenuti, nell’allevamento “Green Hill”, migliaia di cani, appartenenti alla razza “Beagle”, destinati ad essere utilizzati a fini di sperimentazione “in vivo”. Tali proteste hanno dato luogo anche alla costituzione di movimenti animalisti spontanei, volti a sottoporre all’attenzione delle autorità competenti la situazione in cui si trovano i suddetti animali, e anche il Ministro del Turismo è stato destinatario di numerose denunce circa la realtà in oggetto”.

“Le condizioni, a dir poco insalubri, in cui vivono in chiaro sovraffollamento i Beagle di “Green Hill” – continua la nota – costituiscono circostanza che, al di là della sua intrinseca gravità (configurando il maltrattamento di animali, come noto, un reato), produce un gravissimo pregiudizio all’immagine del nostro Paese; non vi è, infatti, chi non veda come il maltrattamento degli animali, anche di quelli allevati per essere destinati alla sperimentazione “in vivo” (fatto peraltro che contribuisce a peggiorare la situazione in quanto la pratica della vivisezione è fortemente censurata dall’opinione pubblica), sia tale da trasmettere un’immagine del tutto negativa del nostro Paese, in particolare presso i turisti stranieri, depotenziandone, in modo rilevante, anche l’appeal turistico”.

Il ministro Brambilla, presidente del comitato per la creazione di un’Italia Animal Friendly da lei stessa istituito presso il ministero del Turismo, ha recentemente ottenuto, nella commissione Affari sociali della Camera, l’approvazione di un emendamento alla legge comunitaria 2011, che concretamente promuove lo sviluppo di metodi alternativi per superare definitivamente la sperimentazione animale, limita l’applicazione di tale pratica, garantisce nuove tutele agli animali utilizzati e soprattutto vieta l’allevamento di cani, gatti e primati destinati alla vivisezione su tutto il territorio nazionale.

Coerentemente con questo impegno, l’on. Brambilla ha preso carta e penna per denunciare agli organi competenti una situazione che “configura ipotesi di reato”, oltre ad “offendere il sentimento collettivo di amore e rispetto per gli animali ed i loro diritti proprio della grande maggioranza dei cittadini”. In attesa del termine dell’iter parlamentare della legge comunitaria , che potrà quindi obbligare la chiusura della Green Hill, vietandone l’attività sul suolo nazionale, e impedirà la nascita di realtà analoghe, il Ministro del Turismo intende farsi interprete ancora una volta delle istanze di quella maggioranza degli italiani che ama gli animali e vuole vederli rispettati. E in particolare del sentimento delle migliaia di cittadini che, da tempo, auspicano un intervento delle istituzioni sul caso Green Hill, una “fabbrica di morte” che “non può trovare spazio in un grande paese civile quale è l’Italia”.

30 ottobre 2011

Lo staff della Coscienza degli Animali

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A tu per tu con l’Erbaviola. Intervista a Grazia Cacciola

A tu per tu con l’Erbaviola
Intervista a Grazia Cacciola

Grazia Cacciola
(http://www.erbaviola.com/) è specializzata in tecniche agronomiche ecosostenibili. E’ autrice di saggi professionali e manuali divulgativi sull’alimentazione consapevole e gli stili di vita etici. Si occupa da anni di diffondere l’agricoltura naturale e l’agricivismo, promuovendo con corsi e workshop l’autoproduzione dei vegetali, dal balcone di casa all’orto familiare. Ha strutturato e supervisionato progetti dell’Unione Europea per la riconversione delle colture intensive con metodo biologico e biodinamico.  Pratica da molti anni l’alimentazione vegan.

Pubblicazioni:
– Crea le tue candele naturali, FAG, 2008
– L’orto sul balcone. Coltivare naturale in spazi ristretti, FAG, 2009
– L’orto dei germogli. Manuale di coltivazione e consumo, FAG, 2010
– Scappo dalla città. Manuale praitco di downshifting, decrescita, autoproduzione, FAG, 2011
– Coltivare naturale. Guida all’agricoltura bilogica, biodinamica, sinergica e permacultura. FAG, 2011 (in corso di pubblicazione)

Rubriche fisse:
– Coltivare e coltivarsi nell’orto, in “Vivi Consapevole”, Arianna Editrice
– L’eco-bufala, in “Il Cambiamento”,  PAEA Edizioni

Un caro saluto a Grazia Cacciola (alias Erbaviola), esperta in autoproduzione, decrescita,  agricoltura naturale, agricoltura sinergica, permacultura, orti, giardini… e vegana! Da quanto sei vegana Grazia?

Ecco questa è una domanda che mi faccio anche io! Dal 2002 ho iniziato ad avvicinarmi all’alimentazione vegetariana, purtroppo online c’era ancora pochissimo e attorno a me non c’era nessuno vegan o anche solo vegetariano, quindi ho fatto un po’ fatica, prendendo e mollando anche grazie a consigli decisamente sbagliati da parte del mio medico di base di allora, uno della schiera “senza carne non si vive”. Dal 2003 c’è stato il cambio netto, paradossalmente non per l’attività animalista a cui già partecipavo, ma per la lettura di un libro sulle sofisticazioni alimentari, “Quattro sberle in padella”. Da vegetariana a vegan non ci ho messo moltissimo ma francamente non ricordo proprio quando è successo, erano anni di grandi cambiamenti e scelte radicali anche dal punto di vista lavorativo e personale, la scelta vegan si è sommata a tutte queste scelte in modo molto naturale (per me, per famiglia e amici è stato un po’ uno shock). Oggi ci ritroviamo addirittura con una ditta composta solo da vegan e le scelte di non prendere determinati clienti perchè non ‘etici’ si può fare.

La passione, anzi sarebbe meglio dire l’arte di coltivare orti, ecc…  quando è nata? Prima o dopo essere diventata vegana?

Molto prima, anzi penso che abbia influito parecchio sulla scelta vegan. Ho cominciato però quando ho potuto finalmente avere uno spazio tutto mio, il primo è stato un balcone che guardava sul parco delle Groane, a Cesano Maderno. Poi da lì alla campagna la scelta è stata breve ed è diventato un vero e proprio percorso di studio sull’agronomia e la botanica, che continua tuttora.  Sicuramente la scelta di autoprodurre il più possibile da soli e il minor impatto sull’ecosistema della dieta vegan sono fortemente connessi.

Riesci ad autoprodurti un sacco di belle cose: verdura, prodotti naturali per l’igene, e poi? Quante altre cose ti autoproduci? La frutta suppongo.. e i legumi? I cereali? Raccontaci…

La frutta purtroppo no in questo momento perchè dopo essere passati dalla Lomellina all’appennino tosco-emiliano, non abbiamo ancora trovato una sistemazione con un terreno sufficientemente grande per installare anche un frutteto. Ma siamo ottimi raccoglitori: dalle castagne alla frutta selvatica, fino alle bacche di biancospino, lamponi, more… La cosa buffa è che tutti quelli che arrivano qui per la prima volta si aspettano la casa dell’elfo, dell’hobbit, tutta in legno e con la lavanda appesa a seccare. Invece trovano una casa assolutamente normale, magari molto simile alla loro, dove però le tende vengono dal baratto con una vaporiera, la macchina per pasta da un baratto con un televisore, il tavolo è costruito con pezzi di recupero e la cucina è zeppa di autoproduzioni, dal seitan al pane, allo yogurt, alle conserve… La spesa, come l’impatto ambientale per le lavorazioni e il packaging l’abbiamo ridotto drasticamente e senza sforzi. Il messaggio è semplicemente che non serve il casale sulle colline del Chianti per cominciare a autoprodurre, anzi, il casale arriva anche con tutti questi risparmi se lo vuoi davvero 🙂

Sei anche un’esperta nel creare orti sul balcone ma, come funziona? Anche chi abita in un piccolo appartamento senza la possibilità di avere a disposizione del terreno, può coltivare un piccolo orto? Quali prodotti riece a ricavarne?

Tutti possono e devono. E’ un gesto di riappropriazione dei ritmi naturali, in cui l’uomo può e deve veder cadere il seme e nascere la pianta. Sono diverse generazioni ormai che abbiamo perso il senso delle stagioni e dei tempi: non solo sono normali le fragole a gennaio ma non sappiamo che una zucchina ci mette quattro mesi per crescere. Inoltre si possono coltivare in proprio, anche sul balcone, frutta e verdura più salutari persino di quelle dell’agricoltura biologica che comunque impiega fitofarmaci per il controllo delle malattie e delle infestazioni animali. Solo l’agricoltura naturale, infatti, è vegan e possiamo praticarla solo in proprio, non esiste ancora su larga scala. Ogni lattuga, ogni zucchina coltivata sul nostro balcone è qualcosa di sottratto alla grande distribuzione e allo sfruttamento animale. In tutti i tipi di coltivazione infatti vengono impiegati prodotti animali: dallo stallatico per concimare (alimentando ulteriormente il business degli allevamenti intensivi) fino al refluo zootecnico del macello che in Italia è concesso usare per la fertilizzazione del suolo.

Senti Grazia, per quelle persone che, come me, sono negate e hanno il pollice non verde ma completamente nero?

Leggere il mio libro, che si trova anche nelle biblioteche o come ebook “L’orto sul balcone. Coltivare naturale in spazi ristretti”. E’ l’unico che parla di agricoltura davvero naturale e vegan, al momento. Ed è a prova di pollice nero!  E soprattutto: cominciare! Ci sono coltivazioni come le patate nel sacco o i radicchi da insalata invernale che sono a prova di chiunque. L’importante è usare un buon terriccio biologico da giardinaggio e dosare l’acqua: mantenere il terreno umido, non impregnato di acqua e non secco. Il resto lo fa madre natura, sostanzialmente 🙂

In questi giorni ti abbiamo vista in televisione su Rai3 a Geo&Geo, dove appunto parli di autoproduzione. Come è nata questa iniziativa?

Non per merito mio, anche perché questo è il periodo in cui mi trasformo in un orso e voglio solo stare in casa con la famiglia, di solito dedico ai corsi tutti i weekend di primavera e estate ma in inverno mi fermo.  Questa bella occasione di parlare di decrescita e autoproduzione anche a chi di solito non verrebbe a una conferenza delle mie, è nata invece da un’ìdea degli autori di Geo&Geo, tra cui Sveva Sagramola a cui è piaciuto molto il mio libro “Scappo dalla città. Manuale pratico di downshifting, decrescita, autoproduzione”, in cui si parla della necessità di ricominciare a fare con le proprie mani e di come fare.
Devo dire che a Geo&Geo ho trovato un gruppo di persone fanstastiche, molto preparate ma anche molto aperte a discorsi di decrescita e autoproduzione, tanto che nella puntata del 9 novembre parleremo addirittura della stevia, la pianta da cui possiamo estrarre da soli uno zucchero sano e naturale, utilizzabile addirittura dai diabetici ma tuttora una pianta boicottata in Italia.

Mi sembra di aver capito che ti vedremo in quella trasmissione fino a giugno? Tratterai sempre l’argomento dell’autoproduzione o ci sarà spazio anche per parlare di veganismo?

Guarda, il vegetarismo e l’etica vegan fanno così tanto parte di me, che ne parlo anche senza accorgermi. In realtà sta capitando che in ogni puntata un accenno venga fuori, una volta è il sapone senza sego animale e non testato sugli animali, un’altra come allontanare gli insetti che rovinano le piante nell’orto ma senza ucciderli, concetto ancora piuttosto estraneo all’agricoltura. Se poi si parlerà nello specifico di alimentazione vegan o di scelte etiche non so, non è ancora stata fatta la programmazione completa degli interventi, che comunque sì, saranno fino a giugno ogni 15 giorni.

Per chi non ha la possibilità di seguire la televisione ma desidera comunque vederti in quel programma?

Tutti i programmi della Rai si possono rivedere dopo 24-48 ore sul sito RaiReplay, restano online per una settimana. Oppure, compatibilmente con le leggi che regolano la rassegna stampa, inserisco alcuni estratti dei miei interventi sul mio canale youtube, dove comunque si può trovare anche la registrazione completa di un corso di orto sul balcone, tenuto al VegFestival del 2010 (Le riprese sono di Veggie Channel). Il canale è http://www.youtube.com/user/erbaviola

Per le tue coltivazioni, usi qualche tipo di concime o fertilizzante naturale? Come fai a tenere lontano i parassiti ?

Uso solo macerati vegetali, in pratica curo le piante con le piante. Per esempio, per tenere lontani gli afidi, gli acari o la cavolaia, uso il macerato di aglio. Così non muoiono come con i normali antiparassitari in commercio, vengono solo dissuasi dal mangiarsi la verdura del mio orto. Per fertilizzare il discorso è più lungo perché riguarda il tipo di terreno che abbiamo a disposizione ma per fare un esempio valido proprio per tutti, il macerato di equiseto è ottimo per fertilizzare tutti i terreni e fortificare le piante in crescita (la ricetta c’è anche sul mio sito: http://www.erbaviola.com/2009/09/11/macerato-di-equiseto-per-fertilizzare-in-modo-naturale.htm )

Ancora una domanda Grazia,  che cosa è per te essere vegan?

Ormai è un modo di vivere, come ti dicevo. Fa talmente parte di me che faccio fatica a definirlo. Al di là della componente animalista, per la quale una volta presa coscienza che se ami gli animali non li mangi e non li indossi, è anche un percorso più profondo di visione della vita. 
A volte dico che è uno dei miei modi per cambiare il mondo. Ognuno di noi, da solo, può cambiare il mondo, di questo bisogna rendersi conto.
Cambiare in meglio è alla portata di tutti perché il rapporto tra dieta e salvaguardia del pianeta è diretto: oggi sappiamo che la dieta carnivora è la fonte principale di inquinamento mondiale. Quello che dico sempre nelle mie conferenze è che poche volte nel corso della storia dell’umanità, la responsabilità di salvare il mondo è passata dalle scelte quotidiane dei singoli: oggi una persona da sola non può fermare una guerra o una carestia, ma può, concretamente, salvare il mondo scegliendo l’alimentazione vegana.

Grazie Erbaviola per la tua disponibilità!

Grazie a te Daria, è un onore essere intervistata da te e sempre un piacere leggere il tuo sito! 🙂

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Intervista realizzata da Daria Mazzali
https://dariavegan.wordpress.com/

Mostra di Capo Verde-SI MA BÔ

Mostra “Capo Verde: storie di cani, bambini e veterinari volontari”
Tre appuntamenti dal 12 al 27 novembre 2011

Evento benefit – presso Mondadori, Via Trotti, Alessandria

Una piccola associazione ONG, giovane e con pochi fondi, sta cambiando la faccia delle strade di Mindelo, a Capo Verde. Unico punto di riferimento di tutta l’isola di Sao Vicente per tutti i cani e gatti randagi bisognosi di cure, la sola loro speranza per una sterilizzazione che possa evitare scelte estreme da parte delle autorità sanitarie (come i bocconi avvelenati). Unico riferimento veterinario in un Paese dove non ci sono veterinari e la professione non è nemmeno riconosciuta, un piccolo ambulatorio che ha saputo ospitare però veterinari italiani per brevi settimane di lavoro volontario, che ha migliorato la vita di bambini e cani che, in strada, sono spesso a stretto contatto . Un miglioramento che parte quindi dalla strada, con oltre 700 sterilizzazioni dal 2009, e arriva nelle case di tutte le famiglie bisognose che possono far curare gratuitamente anche i propri cani e gatti di casa dalla rogna e altre malattie facilmente curabili nonostante l’aspetto inquietante.

La nuova sede è in fase di ultimazione e potrete essere direttamente d’aiuto, anche solo con una piccola donazione, per seguire poi i progressi tramite il sito http://www.simabo.org/

Da questo luogo lontano arrivano immagini, racconti, musica, sorrisi e molta speranza per il futuro. Molti buoni motivi per scoprire che con poco si può fare molto!

Ecco i tre appuntamenti principali che non potete perdervi:

12 novembre 2011 – ore 18 Inaugurazione della mostra fotografica da Capo Verde con spettacolo di musica e danza capoverdiane. La dott.ssa Rossana Raineri, veterinaria e direttore sanitario dell’associazione di protezione degli animali SI MA BÔ, illustrerà il progetto e racconterà dei suoi viaggi di volontariato a Sao Vincente.

19 novembre 2011 – ore 16 Incontro con l’autore Andrea Musso, illustratore del Dizionario Bilingue Bambino/Cane e di QuattroZampe Magazine, per rileggere un libro solo dalla parte dei disegni. Un’occasione unica per richiedere un ritratto a fumetti con il proprio cane o gatto, dal vivo o con una foto. Al termine dell’incontro momento “firma-libro” con personalizzazioni delle copie, sempre per raccogliere fondi di beneficenza per SI MA BÔ onlus.

27 novembre 2011 – ore 17 Asta delle foto SI MA BÔ esposte in mostra, con aperitivo “vegan”, per raccogliere fondi per sostenere il progetto di cura, protezione e sterilizzazione dei cani e gatti di strada di Mindelo. Gadgets e spillette dell’associazione, certificati di adozione a distanza e magliette pro-sterilizzazione per sostenere attivamente il progetto.
 
info@simabo.org

http://www.simabo.org/

Fonte:
http://www.agireora.org/

Cena vegan le Bambine

Sabato 5 novembre 2011, ore 20:00 presso il Parcocanile Vitadacani in Via Mattei, 140 Arese (MI)

Prenotazione obbligatoria scrivendo a tofubanzai@gmail.com

Accorrete gente accorrete!!
Grande cena in onore delle Bambine di VitadaCani….

Una crema di zucca morbida come il loro sguardo, insieme a un poco di polenta con mele e cipolle abbracciata da della melanza alla livornese anticiperanno la prima portata cioè della Pasta al pesto di cime di rapa … cosi tanto per assaggiare un poco di paradiso, come quello che devono aver provato le bambine una volta uscite dall’inferno dei laboratori.

Ma si sa non tutto e’ perfetto , puoi sentirti come una polpetta al sugo… ma … qualcosa di amaro nella vita c’e’ , quindi della catalogna stufata non farà altro che esaltare un fantastico strudel di pere con crema di cioccolato… cosí, per non perdere la speranza che tutte le altre sorelle delle bambine possano in futuro godersi qualche spicciolo di liberta…

Per ora voi potete godervi questa fantastica cena e che le bimbe si godano uno spicchio di liberta.. piccolo quanto si vuole ma sempre uno spicchio.!

Menù

Il menù è, come sempre, da leccarsi i baffi, per tutti i gusti e, soprattutto, senza alcun ingrediente di origine animale 🙂

Antipasti
Crema di Zucca
Polenta con mele e cipolla
Melanzane alle Livornese (pomodorini, olive capperi e crema di porri)

Primo
Pasta al pesto di cime di rapa

Secondo e contorno
Polpette in umido al sugo
Catalogna stufata

Dolce
Strudel di pere con crema di cioccolato

Prezzo: 15 euro (vino escluso)

Volantino:
http://www.vitadacani.org/uploads/images/eventi/g4247.jpeg

Evento su Facebook:
http://www.facebook.com/event.php?eid=258459557529423

Vitadacani Onlus
Associazione a tutela dei diritti animali
vitadacani@vitadacani.org

http://www.vitadacani.org/

Aperi-Bau per Aragona

6 APERI-BAU PER ARAGONA

Dal  7 al 12 novembre – dalle 19.30 alle ore 23.30

Presso Sale in Zucca– Via Santa Chiara, 45 Torino

“Sale in zucca”, gastronomia vegana nel cuore di Torino, per una settimana ospiterà una storia chiedendo a voi il lieto fine. La storia é quella dei cani di Aragona, di un canile troppo simile all’inferno, di anime innocenti rinchiuse e inermi…e delle poche persone che stanno cercando di aiutarle.

Puoi essere una di loro semplicemente partecipando ad un aperi-cena con i tuoi amici il cui ricavato verrà utilizzato per LORO.

MENU

*Seitan in carpione
*Timballo di riso con crema di lenticchie rosse
*Cavolfiori con besciamella
*Torta pere e cioccolato

A SOLI 12 EURO!!!! bevande escluse

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA allo 011/5794968 oppure 334.6157973
Puoi scegliere tra ben 6 sere da lunedì a sabato, vieni quando vuoi ma VIENI PERCHE’ LORO CONTANO SU DI TE!!! 😉

P.s. Se puoi raccogli del materiale per i cani anche tra i tuoi amici e portalo con te per il punto raccolta che verrà allestito.

Info sui cani di Aragona:
www.nelnomedelcane.org

Emergenza cani Aragona (Ag):
http://www.facebook.com/event.php?eid=130412983728939#!/group.php?gid=76911670283

Vegan Day Firenze

Vegan Day
Semplicemente Vegan. Curiosità, informazioni, filmati e laboratori sul vivere quotidiano senza sfruttare gli animali. Aperitivo con assaggi vegan.

… 12 Novembre 2011 Firenze dalle 15 alle 22 – Limonaia di Villa Strozzi. Ingresso da via Pisana, 77

Bus dalla stazione: n. 12, fermata Monte Oliveto

Evento a cura dell’associazione Progetto Vivere Vegan Onlus

Il 1 novembre si festeggia in tutto il mondo il “World Vegan Day”, l’anniversario della fondazione a Londra della prima associazione vegan nel mondo, The Vegan Society (http://www.vegansociety.com/). Progetto Vivere Vegan (http://www.viverevegan.org/) propone per Firenze una giornata dedicata ad approfondire le tematiche legate a questa filosofia di vita: vegan. Laboratori, incontri con esperti, filmati e in conclusione assaggi vegan per un aperitivo senza crudelta’, accompagnati dalla musica. Perché il World Vegan Day è soprattuto una festa.

Programma

dalle 15 alle 16 – Laboratorio – Coltivare senza prodotti di derivazione animale e chimici – con Linda Santucci, dell’associazione Pacciamama – (necessaria prenotazione)
dalle 15 alle 18 – Modulo didattico per bambini dai 6 ai 12 anni – Animali come noi – con Alessandra Galbiati, dell’associazione Oltre La Specie – (necessaria prenotazione)
dalle 16 alle 17 – Laboratorio – Pasticceria senza uova, latte, burro e miele – con Emanuele Di Biase, pasticcere di Dolce Vegan – (necessaria prenotazione)

ore 17 – Perchè vegan – incontro con Roberto Politi, dell’associazione Progetto Vivere Vegan
ore 17,30 – L’alimentazione senza prodotti animali – incontro con la Dott.ssa Mirella Pizzi
ore 18 – GasVegando, perchè siamo tutti animali – incontro con Lorenzo Guadagnucci, fra i fondatori del GasVegando
ore 18,30 – Condurre un’azienda vegana – incontro con Giacomo Crocchini, del Podere La Madia
ore 19 – Un rifugio per gli animali – immagini e incontro con Egon, dell’associazione Fattoria della Pace Ippoasi

ore 19,30 – Aperitivo vegan

Per tutta la durata dell’evento tavoli informativi su:

Vivere Vegan a cura di Progetto Vivere Vegan
Randagismo a cura della LIDA Lega Italiana Diritti Animali
Orsi della Luna a cura di Animals Asia
Rifugi per animali a cura della Fattoria della Pace Ippoasi
Coltivazione vegana a cura di Pacciamama
filmati e altro ancora!

Ingresso libero

Per informazioni e per la
prenotazione dei laboratori
e del modulo didattico:
Sportello EcoEquo
via dell’Agnolo, 1/C Firenze
tel. 055 587706 – fax 055 5058787 sportelloecoequo@comune.fi.it

Locandina:
http://1.bp.blogspot.com/-dw9QcrNHRLM/TqaPqiAuYZI/AAAAAAAAAxQ/G9haZE3zTMI/s1600/locandina%2BVegan%2BDay.jpg

Nuove linee guida per la didattica su animali in India

INDIA: 18 MILIONI DI ANIMALI L’ANNO SALVATI DALLA VIVISEZIONE A SCOPO DIDATTICO GRAZIE ALLE NUOVE LINEE GUIDA IN VIGORE DALL’ANNO ACCADEMICO 2011-2012

18 milioni: è questo il numero di animali stimato dal governo indiano che, a partire da quest’anno accademico, verranno salvati dalle sperimentazioni didattiche nelle Università e nelle Scuole Superiori indiane a seguito di una nuova direttiva ottenuta tramite il Mahatma Gandhi Center – Doerenkamp-Zbinden Foundation.

“Le dissezioni di animali sono state introdotte nel 1920 per aiutare nello studio dell’anatomia, della fisiologia e dell’evoluzione, quando ancora c’erano poche esercitazioni nei laboratori di Zoologia. Così la dissezione di animali, come ambito del curriculum di Zoologia, è vecchia di circa 90 anni”.

Inizia così il preambolo dell’University Grants Commission, New Delhi, nella sua nuova normativa “Linee guida per dismettere progressivamente la pratica della dissezione e della sperimentazione animale in zoologia e biologia” (“Guidelines for discontinuation of dissection and animal experimentation in Zoology/ Life Sciences in a phased manner”). Questa normativa ha portato a bloccare la quasi totalità delle sperimentazioni didattiche nelle Università e nelle Scuole Superiori del Sub Continente Indiano.

Ma il progetto contro la didattica universitaria che, oltre a uccidere e sezionare un enorme numero di animali, serve anche per “addestrare” gli studenti, futuri ricercatori, a considerare gli animali degli oggetti viventi (nelle pubblicazioni e nei libri di testo, infatti, gli animali rientrano nella voce “materiali”) nasce parecchi anni fa.

Il progetto nasce in parallelo negli Stati Uniti (dove già il 70% delle Medical School non utilizza più animali nella didattica) e in Europa, principalmente in Svizzera e in Italia. I progetti in Europa sono stati creati e coordinati dal Dr. Massimo Tettamanti.

Anche a seguito dei primi successi ottenuti in Italia, dove attualmente circa il 70% delle facoltà scientifiche non utilizza più animali a scopo didattico, viene creato nel 2006 il centro I-CARE, International Center for Alternative in Research and Education (Centro Internazonale per le Alternativa nella Ricerca e nella Didattica) – http://www.icare-worldwide.org/

Nel corso di questi anni, questi sono alcuni dei risultati ottenuti grazie al lavoro di I-CARE:

– Vengono chiusi/bloccati esperimenti con animali ed effettuate sostituzioni con metodi senza uso di animali in Italia, Europa dell’Est, Asia e Africa. Particolarmente importante l’esito delle sperimentazioni bloccate in Corea del Sud, che ha visto un effetto domino con numerose facoltà che hanno iniziato ad utilizzare metodi scientifici sostitutivi.

– Vengono riabilitati ad oggi 7569 animali salvati dalla morte in laboratorio.

– Vengono organizzati convegni nazionali e internazionali, seminari e corsi teorico-pratici sui metodi di ricerca senza animali. In Italia i corsi sono organizzati in collaborazione con il Laboratorio di Analisi e Ricerca di Fisiopatologia (LARF), Università di Genova.

Nel 2009 viene creato all’interno del Governo Indiano il Mahatma Gandhi Center – Doerenkamp- Zbinden Foundation. I fondatori e coordinatori di I-CARE, Dr.ssa Shiranee Pereira e Dr. Massimo Tettamanti, ne sono Advisor (consulenti).

Il Mahatma Gandhi Center svolge varie e numerose attività che raggiungono il riconoscimento internazionale soprattutto al recente Congresso Mondiale sui Metodi Alternativi (Eighth World Congress on Alternatives in Life Sciences) svoltosi a Montreal, Canada, dal 21 al 25 agosto 2011. Al Congresso sono stati presentati 4 progetti sui metodi scientifici sostitutivi in vari campi della sperimentazione e lo studio intitolato: “Outcome of the effort of MGDC to drop/reduce dissections in the life science curriculum” (Risultati del lavoro del Mahatma Gandhi Center per evitare/diminuire la pratica della dissezione nello studio delle scienze biologiche), è stato giudicato il migliore al mondo per la sessione “Alternatives in Education” (Alternative nella Didattica).

Dichiara il Dr. Massimo Tettamanti: “A seguito dei risultati ottenuti in Europa e Asia, in questo momento I-CARE è impegnato soprattutto a creare progetti contro la vivisezione in Africa e siamo in cerca di uno sponsor per ottenere, anche nel continente africano, i successi ottenuti nel subcontinente Indiano e in Italia.”

I-CARE chiede l’aiuto anche delle singole persone che si schierano contro la sperimentazione animale, su basi etiche e scientifiche. Tutti possono dare un aiuto in questo momento storico nella lotta alla vivisezione, per sostenere le attività di I-CARE, anche con una piccola donazione. Le donazioni sono molto importanti per portare avanti le attività dell’associazione.

Si può donare tramite bonifico sul seguente conto bancario, intestato ad “I-CARE Europe”:
IBAN: IT33 R052 1651 0100 0000 0002 493
oppure andando sul sito http://www.icare-italia.org/

Grazie a tutti.

Lo staff di I-CARE

http://www.icare-italia.org/