Belgio, cervo uccide un cacciatore

Belgio, cervo uccide un cacciatore e ne manda un altro all’ospedale

Dal Belgio arrivano due clamorose eccezioni alla regola secondo cui andare a caccia equivale al “ti piace vincere facile” dello spot, e a rischiare la vita sono solo gli animali.

Un cervo ha ucciso un cacciatore a cornate e, pochi giorni dopo e a pochi chilometri di distanza, un altro cervo ha incornato e mandato al reparto terapia intensiva un secondo cacciatore.

La vendetta della natura? Più che altro, a leggere la ricostruzione dei fatti, i due cacciatori se la sono proprio andata a cercare. Anche se, con ogni probabilità, non se ne sono resi conto.
Il primo episodio, quello mortale, è accaduto un mese fa a Alle-sur-Semois, ad un paio di chilometri dal confine francese. La vittima si chiamava Jean-Yves Mathieu, un contadino in pensione con la passione per la caccia. L’uomo seguiva una pista nel bosco: un cervo, anzichè fuggire, si è girato e lo ha caricato, infilandogli un corno in un occhio e poi nella scatola cranica.

La settimana scorsa un fatto molto simile, ma non mortale, si è verificato nel bosco di Philippeville a Vierves-sur-Viroin, sempre in Belgio. Un cervo ha incornato al fegato e (di nuovo) a un occhio un battitore parigino di 62 anni, di cui non è stato reso noto il nome, che cercava di stanare la selvaggina. L’uomo è stato trasportato in elicottero in ospedale, e adesso sembra che sia fuori pericolo.

Torna alla memoria il celebre video del cervo che incorna il cacciatore, ma in realtà si tratta di situazioni molto diverse. Il filmato mostrava un cervo che, ferito, riusciva a rialzarsi e a spendere le ultime briciole di forza per sferrare calci e cornate, salvo poi stramazzare definitivamente al suolo. Niente del genere in Belgio: i cervi si sono semplicemente girati, invece di fuggire come al solito, e hanno caricato come tori.

I due cacciatori evidentemente non sapevano che l’autunno, per i cervi, è la stagione degli amori. E che un cervo innamorato spende tutte le sue energie per mettere insieme un harem di femmine e scacciare gli altri maschi.

In queste circostanze il cervo è potenzialmente pericoloso: può scambiare l’uomo per un rivale (accade a volte ai cervi tenuti nei recinti), oppure – tutto assorbito dal pensiero delle “sue” femmine – può dimenticare l’abituale prudenza e accorgersi del cacciatore solo all’ultimo momento, quando è troppo tardi per fuggire. Quando a un animale è preclusa la fuga, non ha scelta: attacca.

I due episodi del Belgio, da quel che si può ricostruire dalle cronache, sono andati esattamente così. Se i cervi si sono girati e hanno caricato senza lasciare il tempo di fare pum! col fucile, significa che si sono accorti dei cacciatori solo quando questi ultimi erano troppo vicini. E significa anche che i cacciatori non avevano idea della grana in cui erano andati a ficcarsi.

Ai cacciatori lascio una raccomandazione. Date retta: appendete la doppietta al chiodo, rilassatevi, studiate la natura e gli animali o se non altro guardate dei bei documentari in tv.

Forse imparerete anche voi ad amare ciò che vive e si muove invece di prenderlo a schioppettate. Se non altro, imparerete che con i cervi – almeno in autunno – non vale il “vincere facile” dello spot.

Fonte:
http://blogeko.iljournal.it/2011/belgio-cervo-uccide-un-cacciatore-e-ne-manda-un-altro-allospedale/6

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