Morire per soddisfare gli altri?

Commemorare i morti non umani è ciò che dovremmo fare ogni giorno.

Sono milioni infatti coloro che quotidianamente perdono la vita e tutto questo il più delle volte avviene nei modi più barbari possibili.

Il 2 novembre si commemorano i defunti umani o così dovrebbe essere secondo la Chiesa cattolica.
Ma fermiamoci un secondo a pensare a tutti gli animali che sono morti, moriranno prematuramente per cause ingiuste, per assecondare ciò che la società ci impone oppure a tutti quelli che sono morti per cause naturali.
Questi ultimi probabilmente avranno vissuto la loro vita in modo tranquillo, assaporando ogni attimo della loro esistenza, chi in libertà, chi con il proprio compagno umano, avranno avuto tutto (o quasi) quello che la vita può concedere.
Ma tutti gli altri?

Anche ora, nello stesso istante in cui sto scrivendo moltissimi animali vengono uccisi.
Tralasciando le cause naturali, come si può decidere di porre fine ad un essere vivente?
Gli animali vengono uccisi per diventare cibo, vengono uccisi per indossare le loro pelli, vengono sfruttati e uccisi per la vivisezione ecc…
Gli animali sono sacrificabili per tutto ciò che l’uomo ritiene necessario e la loro morte rimane indifferente, in silenzio, come se tutto questo fosse ordinaria
amministrazione.

Ci si dispera quando si viene a sapere che un tal ragazzo di un tal paese è morto per via di un incidente oppure perché vittima di abusi; ma la morte innaturale, INGIUSTA di miliardi di animali non umani è indifferente a tutti, loro sono “inferiori” perché considerati animali, perché per la massa (la gran parte della società) è normale che un animale viva e muoia per scopi alimentari, didattici, religiosi ecc…
Tutto ciò che è vivo è destinato a morire, perché così è l’ordine naturale delle cose: ma cosa c’è di naturale nell’uccidere, squartare o lasciar agonizzare un animale?
Morire per soddisfare il bisogno di altri, spezzare la propria esistenza per rendere “felici” coloro che ritengono necessario mangiare cadaveri o indossarli… Ma noi chi siamo per decidere della loro vita?

A tutte le vittime indifese che ogni anno muoiono per soddisfare l’uomo.

Samantha Barbero

http://www.crueltyfreewebradio.org/

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