Porto di Bari, 1800 visoni in condizioni disperate

Al porto di Bari trattenuti in fermo 1.800 visoni olandesi con destinazione Grecia: animali ammassati tra escrementi su un automezzo, da lunedì in viaggio senza cibo.

LAV: anche questa è la realtà nascosta del blasonato mondo della moda che usa pellicce

“Una situazione agghiacciante”, questa la prima impressione avuta mercoledì 23 novembre dal personale della LAV e dell’associazione tedesca Animals’  Angels – impegnati in attività di controllo dei trasporti di animali (ad uso alimentare) in collaborazione con la Polizia Stradale di Bari – alla vista del carico di visoni provenienti dall’Olanda, in sosta al porto di Bari in attesa dell’imbarco per la Grecia, insieme ad altri autotrasporti di animali.

I visoni erano chiusi in gabbie accatastate l’una sull’altra nell’impossibilità di compiere movimenti e tra gli escrementi, con gli animali costretti a defecare e urinare addosso a quelli tenuti nella parte inferiore.

Durante il viaggio iniziato il 21 novembre, inoltre, agli animali non è stato somministrato cibo.

Dagli accertamenti effettuati a cura della Polizia Stradale è emerso che i visoni stavano viaggiando senza alcuna certificazione sanitaria, in violazione delle disposizioni del Regolamento (CE) 1/2005 sulla protezione degli animali durante il trasporto, e senza una specifica autorizzazione per il trasporto dei visoni.

Per tale ragione, sulla base anche del Decreto Legislativo 25 luglio 2007 n. 151, è stato posto un fermo amministrativo degli animali e sono state contestate al trasportatore sanzioni  amministrative per un importo complessivo di 9.000,00 euro. Al termine delle operazioni di controllo iniziate nel pomeriggio di mercoledì 23 novembre e condotte sino alle due di notte, i visoni sono stati temporaneamente trasferiti presso la stalla di sosta di Bitritto (Bari).

Gli animali, 1750 femmine e 50 maschi, sono animali “riproduttori”, probabilmente provenienti da un allevamento olandese in dismissione e diretti verso uno greco, per un valore indicativo superiore ai 100mila euro. Assistere a trasporti di animali “da pelliccia” è un evento assolutamente raro. Questi, infatti, a differenza degli animali destinati all’alimentazione che vengono trasportati dagli allevamenti ai macelli, sono abbattuti in allevamento per mano dell’allevatore.

“Questi visoni sono solo l’esempio di quanto avviene a decine di milioni di animali uccisi ogni anno per le loro pellicce: la realtà nascosta del blasonato mondo della moda – dichiara Simone Pavesi, Responsabile LAV, Campagne Pellicce – Dopo le atroci immagini della cattura e uccisione di animali in natura, diffuse nei giorni scorsi dalla LAV, questa vicenda dimostra, ancora una volta, quanto poco interesse ci sia al rispetto della vita di questi animali. E chi acquista pellicce, o prodotti con piccoli inserti in pelliccia, ne è complice”.

“Alla Polizia Stradale di Bari, al personale del Servizio Veterinario ASL di Bari e dell’UVAC – Ufficio Veterinario per gli Adempimenti degli obblighi Comunitari va il plauso della LAV, per il qualificato intervento che ha consentito di lenire, per quanto possibile, le sofferenze di questi animali, e che quotidianamente operano in modo egregio nell’attività di vigilanza sul rispetto delle normative in materia di trasporti di animali”, conclude Roberto Bennati, vicepresidente LAV.

Comunicato Stampa LAV 25 novembre 2011

Ufficio stampa LAV 06.4461325 – 329.0398535

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