Archivi del giorno: 7 dicembre 2011

Edoardo Stoppa: il fratello cattivo degli animali

L’inviato di Striscia la notizia chiede che migliaia di maiali siano restituiti all’allevatore:   i paradossi del protezionismo

di Riccardo B – AnimalStation.it

                                L’allevatore mentre inscena un compassionevole pianto.

Ho già parlato in un altro articolo di un pessimo servizio sugli animali mandato in onda dal programma tv Striscia la notizia. Guardo poco la televisione, e ancor più di rado questo programma, e le poche volte che mi è capitato di vedere altri servizi dell’inviato che si occupa degli animali, Edoardo Stoppa (chiamato nel programma come il fratello degli animali) ho avuto sempre da storcere il naso, a parte qualche caso su canili lager, che generalmente trovano sempre una buona accoglienza nel grande pubblico, o, più recentemente, sull’allevamento Green Hill, inquadrato però sempre in un’ottica zoofila (ovvero: la preoccupazione riguarda solo i cani di Green Hill, non c’è nessuna condanna delle inenarrabili crudeltà perpetrate in laboratorio su altri animali quali topi, ratti o maiali). Ma nella puntata del primo dicembre è stato oltrepassato ogni limite alla decenza e al rispetto degli animali.

I due presentatori hanno annunciato il nuovo servizio parlando di un caso di maiali: questo mi ha incuriosito, anche se non mi aspettavo nulla di buono. L’inizio è già preoccupante: Edoardo Stoppa intervista un allevatore. Questo si lamenta perché il suo allevamento di maiali è stato messo sotto sequestro – a causa di un contenzioso con un fornitore di mangimi – e gli animali non vengono più nutriti adeguatamente. Dunque chiede di potersi occupare dei maiali in modo da non lasciarli morire: ovviamente perchè preoccupato delle perdite economiche per ogni animale “perso”, anche se questo non viene detto.

Il video di Striscia la notizia
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?14142

Edoardo Stoppa parla di oltre 30.000 suini: si tratta quindi di un allevamento intensivo, come testimoniano anche le immagini quando l’inviato stesso ne percorre i corridoi. Chi si interessa dei problemi degli animali conosce bene quali sono le condizioni di vita dei maiali negli allevamenti intensivi: sovraffollamento, sporco, sofferenza, pazzia da stress, malattie, somministrazioni intensive di antibiotici, elevata mortalità e altro ancora. A ciò si aggiungono pratiche crudeli quali l’estirpazione dei testicoli, l’amputazione della coda e il taglio dei denti nei cuccioli e il confinamento in assoluta immobilità per mesi delle scrofe gravide. Una situazione di assoluta sofferenza per questi poveri animali [» per saperne di più].

Eppure, non è certo questo il problema per l’inviato di Striscia la notizia mentre si aggira per l’allevamento. Ci mostra prima un maiale morto, poi si preoccupa dei piccoli affamati: «tutto questo perché non hanno l’alimentazione giusta e non hanno le corrette cure sanitarie». Le corrette cure sanitarie? Cioè l’essere imbottiti di antibiotici?

È giusto che lo stato di abbandono completo in cui sono finiti questi animali fosse denunciato, perchè un simile trattamento è certamente vergognoso e intollerabile.  Ma tutto ciò che l’inviato mostra non è molto diverso dalle normali condizioni di vita di queste sventurate creature. Come si può ignorarlo? La tortura, la sofferenza immensa di questi maiali, la loro morte in un lurido macello: ciò dovrebbe essere cosa giusta e lieta?

Evidentemente sì, quando Edoardo Stoppa afferma, con un maialino in braccio: «ci sono 5.000 cucciolotti come questo, che sono tutti condannati ad una morte probabilmente inutile». E allora, quale sarebbe la morte utile? Quella in un mattatoio per poi finire ricoperti di spezie in un piatto ? E invece no! Questa non è «una morte probabilmente inutile»: è una morte sicuramente inutile!

E più oltre aggiunge: «la maggior parte di queste scrofe purtroppo abortisce perché non ha le energie sufficienti per portare a termine il parto». Purtroppo? Per fortuna che abortiscono! Quante creature salvate da una vita di sofferenze indicibili! Edoardo Stoppa crede forse come i bambini che nell’allevamento crescono cuccioli per poi caricarli su un camion e spedirli in un parco giochi per tutta la vita? Non ha mai pensato che la carne che mangia (poiché non è né vegetariano né tantomeno vegano proviene da animali brutalmente uccisi? Proprio da “cucciolotti” come quello che stringe in braccio?

Ma è l’allevatore a raggiungere l’apice dell’ipocrisia quando dichiara: «ci siam visti quasi violentati, anche dentro di noi, per questo sistema, perché gli animali…». E cosa fa all’improvviso? Con la voce strozzata e mimando un pianto incipiente si allontana disperato dalla telecamera!

Che persona sensibile, proprio un allevatore dal cuore d’oro! Preoccupato per tutti quei maiali! Già: chi altri potrà torturarli? Chi li porterà mai alle soglie di un macello dove gli verrà conficcato un coltello in gola? Ed è così che, per tutta l’intervista, l’allevatore vien fatto passare per un onesto e brav’uomo preoccupato per i suoi animali. Non certo per il suo portafogli…

Simili condotte come quelle di questo servizio sono totalmente inammissibili perché rendono lo sfruttamento e l’uccisione dell’animale per ingiustificabili fini umani più accettabili per lo spettatore: se un personaggio che si proclama “fratello degli animali” difende simili posizioni, tutto ciò allora non può che essere giusto e legittimo. Eppure siamo di fronte ad un evidente paradosso: si richiede che i maiali vengano riaffidati all’allevatore per curarli, quando invece sarà proprio nelle mani dell’allevatore che questi animali soffriranno pene cruente e infine verranno uccisi.

Queste situazioni sono frutto della diffusa mentalità zoofilo-protezionista per cui lo sfruttamento e l’uccisione dell’animale sono resi accettabili se eseguiti in condizioni di “benessere” adeguate. Ma chi stabilisce le condizioni di benessere? Non certo gli animali. Sono sempre gli sfruttatori. In questo caso le condizioni di benessere reclamate coincidono con quelle stabilite dall’allevatore: condizioni che implicano prigionia prolungata, pratiche di tortura e morte violenza.

Ed è proprio questa forma mentis, in cui gli animali sono visti come oggetti di proprietà dell’essere umano – certo oggetti da “trattare bene”, ma sempre oggetti rimangono – che genera simili casi: gli animali, in quanto oggetti di proprietà dell’allevatore, sono stati posti sotto sequestro, proprio come qualsiasi altro bene materiale. Ciò non dovrebbe affatto stupire: eppure Edoardo Stoppa è scandalizzato per questo, senza rendersi conto che egli stesso è parte del problema.

Riccardo B.

sabato, 3 dicembre 2011

http://www.animalstation.it/public/wordpress/

Annunci