Edoardo Stoppa: il fratello cattivo degli animali

L’inviato di Striscia la notizia chiede che migliaia di maiali siano restituiti all’allevatore:   i paradossi del protezionismo

di Riccardo B – AnimalStation.it

                                L’allevatore mentre inscena un compassionevole pianto.

Ho già parlato in un altro articolo di un pessimo servizio sugli animali mandato in onda dal programma tv Striscia la notizia. Guardo poco la televisione, e ancor più di rado questo programma, e le poche volte che mi è capitato di vedere altri servizi dell’inviato che si occupa degli animali, Edoardo Stoppa (chiamato nel programma come il fratello degli animali) ho avuto sempre da storcere il naso, a parte qualche caso su canili lager, che generalmente trovano sempre una buona accoglienza nel grande pubblico, o, più recentemente, sull’allevamento Green Hill, inquadrato però sempre in un’ottica zoofila (ovvero: la preoccupazione riguarda solo i cani di Green Hill, non c’è nessuna condanna delle inenarrabili crudeltà perpetrate in laboratorio su altri animali quali topi, ratti o maiali). Ma nella puntata del primo dicembre è stato oltrepassato ogni limite alla decenza e al rispetto degli animali.

I due presentatori hanno annunciato il nuovo servizio parlando di un caso di maiali: questo mi ha incuriosito, anche se non mi aspettavo nulla di buono. L’inizio è già preoccupante: Edoardo Stoppa intervista un allevatore. Questo si lamenta perché il suo allevamento di maiali è stato messo sotto sequestro – a causa di un contenzioso con un fornitore di mangimi – e gli animali non vengono più nutriti adeguatamente. Dunque chiede di potersi occupare dei maiali in modo da non lasciarli morire: ovviamente perchè preoccupato delle perdite economiche per ogni animale “perso”, anche se questo non viene detto.

Il video di Striscia la notizia
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?14142

Edoardo Stoppa parla di oltre 30.000 suini: si tratta quindi di un allevamento intensivo, come testimoniano anche le immagini quando l’inviato stesso ne percorre i corridoi. Chi si interessa dei problemi degli animali conosce bene quali sono le condizioni di vita dei maiali negli allevamenti intensivi: sovraffollamento, sporco, sofferenza, pazzia da stress, malattie, somministrazioni intensive di antibiotici, elevata mortalità e altro ancora. A ciò si aggiungono pratiche crudeli quali l’estirpazione dei testicoli, l’amputazione della coda e il taglio dei denti nei cuccioli e il confinamento in assoluta immobilità per mesi delle scrofe gravide. Una situazione di assoluta sofferenza per questi poveri animali [» per saperne di più].

Eppure, non è certo questo il problema per l’inviato di Striscia la notizia mentre si aggira per l’allevamento. Ci mostra prima un maiale morto, poi si preoccupa dei piccoli affamati: «tutto questo perché non hanno l’alimentazione giusta e non hanno le corrette cure sanitarie». Le corrette cure sanitarie? Cioè l’essere imbottiti di antibiotici?

È giusto che lo stato di abbandono completo in cui sono finiti questi animali fosse denunciato, perchè un simile trattamento è certamente vergognoso e intollerabile.  Ma tutto ciò che l’inviato mostra non è molto diverso dalle normali condizioni di vita di queste sventurate creature. Come si può ignorarlo? La tortura, la sofferenza immensa di questi maiali, la loro morte in un lurido macello: ciò dovrebbe essere cosa giusta e lieta?

Evidentemente sì, quando Edoardo Stoppa afferma, con un maialino in braccio: «ci sono 5.000 cucciolotti come questo, che sono tutti condannati ad una morte probabilmente inutile». E allora, quale sarebbe la morte utile? Quella in un mattatoio per poi finire ricoperti di spezie in un piatto ? E invece no! Questa non è «una morte probabilmente inutile»: è una morte sicuramente inutile!

E più oltre aggiunge: «la maggior parte di queste scrofe purtroppo abortisce perché non ha le energie sufficienti per portare a termine il parto». Purtroppo? Per fortuna che abortiscono! Quante creature salvate da una vita di sofferenze indicibili! Edoardo Stoppa crede forse come i bambini che nell’allevamento crescono cuccioli per poi caricarli su un camion e spedirli in un parco giochi per tutta la vita? Non ha mai pensato che la carne che mangia (poiché non è né vegetariano né tantomeno vegano proviene da animali brutalmente uccisi? Proprio da “cucciolotti” come quello che stringe in braccio?

Ma è l’allevatore a raggiungere l’apice dell’ipocrisia quando dichiara: «ci siam visti quasi violentati, anche dentro di noi, per questo sistema, perché gli animali…». E cosa fa all’improvviso? Con la voce strozzata e mimando un pianto incipiente si allontana disperato dalla telecamera!

Che persona sensibile, proprio un allevatore dal cuore d’oro! Preoccupato per tutti quei maiali! Già: chi altri potrà torturarli? Chi li porterà mai alle soglie di un macello dove gli verrà conficcato un coltello in gola? Ed è così che, per tutta l’intervista, l’allevatore vien fatto passare per un onesto e brav’uomo preoccupato per i suoi animali. Non certo per il suo portafogli…

Simili condotte come quelle di questo servizio sono totalmente inammissibili perché rendono lo sfruttamento e l’uccisione dell’animale per ingiustificabili fini umani più accettabili per lo spettatore: se un personaggio che si proclama “fratello degli animali” difende simili posizioni, tutto ciò allora non può che essere giusto e legittimo. Eppure siamo di fronte ad un evidente paradosso: si richiede che i maiali vengano riaffidati all’allevatore per curarli, quando invece sarà proprio nelle mani dell’allevatore che questi animali soffriranno pene cruente e infine verranno uccisi.

Queste situazioni sono frutto della diffusa mentalità zoofilo-protezionista per cui lo sfruttamento e l’uccisione dell’animale sono resi accettabili se eseguiti in condizioni di “benessere” adeguate. Ma chi stabilisce le condizioni di benessere? Non certo gli animali. Sono sempre gli sfruttatori. In questo caso le condizioni di benessere reclamate coincidono con quelle stabilite dall’allevatore: condizioni che implicano prigionia prolungata, pratiche di tortura e morte violenza.

Ed è proprio questa forma mentis, in cui gli animali sono visti come oggetti di proprietà dell’essere umano – certo oggetti da “trattare bene”, ma sempre oggetti rimangono – che genera simili casi: gli animali, in quanto oggetti di proprietà dell’allevatore, sono stati posti sotto sequestro, proprio come qualsiasi altro bene materiale. Ciò non dovrebbe affatto stupire: eppure Edoardo Stoppa è scandalizzato per questo, senza rendersi conto che egli stesso è parte del problema.

Riccardo B.

sabato, 3 dicembre 2011

http://www.animalstation.it/public/wordpress/

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16 risposte a “Edoardo Stoppa: il fratello cattivo degli animali

  1. A malincuore di fronte a questo articolo posso dire solo una cosa: hai puramente ragione!!!!!……. 😥

  2. Informati bene, sia lui che la moglie sono vegetariani, e poi lui ha sta facendo tanto per gli animali denunciando tutto quello che gli animali ingiustamente subiscono…
    Lui denuncia solo il fatto…. fa molto bene allora lasciamoli morire di fame a farli fare una fine ignobile…
    Quello che dici avrai pure ragione, ma non puoi criticare stoppa, ha fatto tante battaglie e continuerà a farlo e da come parla sembra sincero da come gli animali vengono torturati…
    Personalmente sono riuscito a eliminare la carne, ora devo eliminare gli insaccati e il pesce

    • cosa vuol dire sei riuscito a eliminare la carne ma non ancora gli insaccati e il pesce? gli insaccati non sono fatti di “carne” forse? il pesce non è forse un animale con la stessa dignità di quelli che producono “carne”?

      • Vorrei replicare ,il fatto che dire la propria verità, non implica allo stesso tempo, di ricevere un’accusa , l’organizzazione deve spingere a fare rispettare le regole, sìa di regime alimentare che di salvaguardìa
        delle specìe.
        Se, chi contatta per qualsìasi motivo , non è pronto ad un intervento radicale decisivo, l’organizzazione o chi per lei deve rispettare, i limiti, umani di sopravvivenza , etici , morali,
        indotti da anni ,di non cultura o ignoranza , di intolleranza e razialità. Ora i Tempi sono maturi , a far si che
        tutti possano scegliere, una vita di non violenza, di sapere, di accettare, si è sbagliato tanto , d’ora in poi
        si dovrà poter scegliere grazie alle informazioni, giuste , pulite chiare , sul come agire, come alimentarsi per sè per i propri figli, per una vita migliore. Per un futuro migliore.

      • e c’è bisogno che me lo dici tu che gli insaccati sono fatti di carne è il pesce alla fine è sempre carne? ma tu guarda…intendevo dire che ho eliminato la carne, adesso ho eliminato gli insaccati e piano piano eliminerò il pesce…intendevo dire questo….

  3. ha una mail striscia?

  4. sia tu che Stoppa in questo caso avete fatto della cattiva informazione, solo al fine di portare dalla vostra il favore di chi legge/ascolta. io ci sono stata, sia negli allevamenti che nei macelli per suini, che nelle industrie di sezionamento, grazie ai miei studi (medicina veterinaria). e come dappertutto, c’è il buono (dove si bada al benessere animale e a quello del consumatore) ed il cattivo (dove si bada ad altro). anche se per quell’allevatore i suini sono soldini, tu non hai pensato che anche lui deve portarsi a casa la pagnotta per mantenere la sua famiglia? sai cosa vuol dire, per un piccolo imprenditore che lavora in prima persona, magari con altri della famiglia (e spesso nella realtà italiana c’è TUTTA la famiglia che ci lavora!), veder morire, nel suo allevamento, quasi tutti gli animali? magari significa che non potrà pagare il mutuo di casa, che non potrà fare un regalino ai figli a Natale,o che non potrà permettere loro di studiare, o che lui, e chi lavora con lui, si possa ritrovare in mezzo ad una strada? pensiamoci in questi tempi di crisi, prima di fare commenti così cattivi. capisco anche la tua posizione, ma c’è ancora tanta gente che preferisce non sapere come arriva nel suo piatto quello che mangia!!!! e soprattutto che non lo vuole sapere!!!! anche io porto avanti battaglie contro le batterie di ovaiole, ma anche lì, finchè c’è gente che non può permettersi di pagare l’euro i più per le uova di galline allevate a terra, dobbiamo limitarci a fare informazione. e senza sparare sulla croce rossa!!!!!

    • simona ci sono altri modi per portarsi la pagnottella a casa, sfamare la famiglia e pagarsi il mutuo.. siamo nel 2011 anzi 2012 quasi e si può vivere e mangiare senza sporcarsi le mani di sangue..

  5. Ciao Simona,
    sei liberissima di pensarla come vuoi… permettemi però di dire che non sono per nulla d’accordo con quanto hai scritto.
    Gli animali negli allevamenti vengono barbaramente e ingiustamente torturati fino alla morte… e questo solo per soddisfare il nostro egoismo e queste cose vanno dette! La crisi qui non c’entra proprio nulla, non tiriamo quindi in ballo queste cose.
    Ringrazio Riccardo per aver scritto questo articolo che condivido al 100%. Per questo motivo ho scelto di ripubblicarlo anche sul mio blog.
    ciao
    Daria

  6. ciao Daria, grazie a te per la re-pubblicazione! A Simona: ok posso capire certi discorsi quando mi si viene a parlare del pecoraro o del contadino con le galline nel cortile – capisco ma non approvo – ma qui stiamo parlando di un allevatore con ben 30000 maiali. Sai quanti sono 30000 – trentamila – maiali? E se hai studiato veterinaria forse sai anche quanto ti frutta al mercato un maiale dopo averlo ingrassato per bene e ucciso. Allora fatti due conti. Quell’allevatore probabilmente ha molti più soldi di tutti quelli che sono intervenuti nei commenti qui. Se poi per te con la crisi possiamo giustificare pure l’assassinio di animali, allora giustifichiamo anche gli sfruttatori di prostitute? Magari pure lui c’ha il mutuo per la villa, e allora, lo vogliamo mandare in mezzo ad una strada sto poveraccio?

  7. Certa gente come questo signor Stoppa, che dice di amare gli animali…come certi pedofili che inc***no i bambini e dicono di amarli!

  8. E aggiungo:

    I cosidetti animalisti amici degli animali o addirittura “fratelli” che fanno le cose a metà o moooolto meno della metà, non fanno che danni.

    Un servizio dentro un allevamento intensivo che non metta ferocemente in discussione l’esistenza di un tale lager, non fa altro che rinforzare nella testa e nella coscienza della gente “comune” (i telespettatori di un programma di Striscia, ad esempio), che comunque mangiare carne è ok. Poi gli animali degli allevamenti devono essere trattati bene, carcerati con tutte le cure, ingrassati con equità, giustiziati senza eccessive sofferenze.

    Questo fa male agli animali. Chi non ha il coraggio di dire che mangiare carne è schifoso e criminale non può definirsi amico degli animali. Meglio stare zitti, zitti!

    Come certi ex ministri paladini degli animali che fanno allo stesso tempo commercio delle loro carni.

    Certe cose però non si possono dire se si vuole mantenere il proprio posto a Mediaset o a Palazzo Chigi. Bisogna mediare.

    Perchè non mediate con la vita dei vostri figli?

    Io non mangio carne ma mangio il pesce. E non posso rinunciare agli insaccati.

    ?????????????????????????

    Anche io ho smesso di mangiare bambini africani, per carità. Solo non riesco a rinunciare a quelli asiatici e sudamericani, ma non si può pretendere tutto, nessuno è perfetto!…

  9. E aggiungo:

    Questi cosidetti “animalisti” di cui sopra, usano la sofferenza indicibile degli animali a loro personale vantaggio.

    Si diventa noti. Si arriva in TV, addirittura al Governo. Si manipola il dolore la disperazione il massacro sistematico di esseri senzienti indifesi e meravigliosi a fine di lucro.

    E per oggi mi sono sfogato!

  10. avevo visto il programma,effettivamente hai ragione,stoppa non ha capito che cosi’ ho nel’altro modo questi maiali moriranno comunque,con l’unica differenza che al’allevatore non ci guadagnera’niente.

  11. Oggi e’ ancora un bellissimo sogno ,avveniristico, dove tutti si vogliono bene un mondo d’amore, come cantava Gianni Morandi. dove la sazietà , l’appagamento fanno la differenza della dignità umana.
    Io non nego che posso spendere 400,00 euro di parcella veterinaria, ma mangio ancora un panino con il salame. C’è qualcosa che non và in questa società., ci vuole chiarezza.
    Trasmissioni in TV che parlano di questo tema , che inducano a fare scelte piuttosto che parlare di rinunce, perchè se nel frigo hai solo un etto di mortatella, non solo la mangi tu , ma la dai anche ai tuoi figli. Ma , non è questo lo spirito dell’ambientalista , che vuole un mondo migliore, sotto tutti i punti di vista,
    cominciando da ognuno senza dover tirare giù tutti i governanti di un sistema , che non và.