L’Emilia Romagna contesta i circhi

Contestati i circhi in tutta la regione Emilia Romagna: “Basta con lo sfruttamento degli animali”

A metà dicembre la protesta degli attivisti Oipa a Ferrara, lo scorso weekend Lav, Animalisti Italiani e Salviamo gli orsi della Luna a Bologna e il 7 gennaio l’Enpa a Parma uniti contro la potente lobby del circo: “L’Italia si uniformi ai percorsi legislativi europei in atto, il circo deve essere solo performance acrobatica e magia corporea”
Mai più animali costretti ad esibirsi nei circhi, a subire addestramenti con scariche elettriche, vite itineranti al freddo, in gabbia e in catene, al seguito del carrozzone circense di turno.

Questo il messaggio che le associazioni Animalisti Italiani, Lav – Lega Antivivisezione e Salviamo gli orsi della Luna di Bologna hanno lanciato nel weekend di Capodanno con l’esibizione di cartelli e slogan di fronte all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno, sede dello spettacolo del Circo di Mosca – David Orfei.

Stessa cosa avevano fatto gli attivisti di Oipa poco prima di natale a Ferrara contro il circo Orfei che si era attendato nel capoluogo estense dopo aver ottenuto dal Tar l’annullamento dell’ordinanza ‘anti Circo’ approvata un anno fa dal sindaco Tagliani, e come hanno fatto il 7 gennaio 2012 i sostenitori di Enpa Parma protestando davanti all’entrata del circo di Donna Orfei a Ravadese (Pr).

Al centro della protesta l’inumano e antinaturale trattamento degli animali nei circhi italiani: “Qualunque persona intelligente che abbia visto anche solo un documentario su questi animali in natura intuisce che non è possibile farli alzare sulle gambe o saltare da uno sgabello all’altro, senza averli terrorizzati – hanno dichiarato al sito estense.com i sostenitori di Oipa Ferrara che avevano protestano fuori dal tendone quindici giorni fa – i domatori piegano la volontà degli animali attraverso violenze e privazioni, quelli che sostengono il contrario facciano vedere i loro metodi, dal momento in cui l’animale arriva al circo, non domato, al momento in cui lo piegano alla propria volontà”.

“Un orso che sfreccia su una bicicletta, un elefante che con enorme sofferenza concentra tutto il suo peso di pachiderma su una sola zampa, una tigre in groppa a un cavallo sono numeri che si possono trovare senza fatica sotto un qualunque  tendone da circo – spiegano le associazioni bolognesi – ma che è il momento di considerare, come scritto nella Dichiarazione dei diritti degli animali proclamata dall’Unesco, in tutto il loro potenziale di violenza perché sottopongono gli animali a stress psicofisici dannosi”.

Proclama a cui ben sedici paesi europei hanno già risposto con la costruzione di un importante e innovativo percorso legislativo in materia e che in Italia ha visto nel 2008 la presentazione in Parlamento della proposta di legge dell’onorevole Giammarco (Pdl), “Norme per la graduale dismissione dell’uso degli animali da parte dei circhi e per il sostegno allo spettacolo circense”.

Su quest’onda, in Emilia Romagna, si situano molti comuni virtuosi che vietano di fatto l’attendamento ai circhi e che prevedono l’utilizzo di un gran numero di specie selvatiche ed esotiche: Bologna, San Lazzaro, San Giovanni in Persiceto e Medicina. “Molti comuni italiani sono in prima linea nel promuovere un circo che sia performance acrobatica e magia corporea – afferma Annalisa Amadori della Lav Bologna – e che non abbia nulla a che fare con gabbie anguste, addestramenti violenti, catene, lunghi viaggi, temperature inadeguate, causa per gli animali di gravi patologie, stress e terrore”.

“La potente lobby dei circhi è riuscita ad essere esente dalla legge che dal 1996 vieta in Italia la detenzione di animali come le tigri, appartenenti alla lista di fauna ‘pericolosa’ – chiosano gli attivisti di Oipa Ferrara – tutta questa sofferenza è inutile ed è un retaggio obsoleto di tempi in cui l’uomo non aveva ancora sviluppato il rispetto della dignità dell’essere umano, e di conseguenza nemmeno verso gli animali. L’insegnamento che viene dato ai bambini che assistono a questo tipo di ‘spettacolo’ è lo sdoganamento della violenza e del sopruso, oltre a mostrare gli animali completamente snaturati e decontestualizzati dal loro habitat”.

Davide Turrini – Emilia Romagna – 3 gennaio 2012

Fonte:
Il Fatto Quotidiano

 

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Una risposta a “L’Emilia Romagna contesta i circhi

  1. Mi pare incredibile che nel 2012 ci sia ancora gente interessata a vedere spettacoli al circo con gli animali. Si tratta davvero di un retaggio del passato e niente più, di un tempo in cui non esistevano i documentari, la maggior parte degli animali esotici erano sconosciuti o immaginati solo in forma mitica. Ma ora che razza di attrazione possono rappresentare? Valga d´esempio il caso del Cirque du Soleil, sicuramente il circo che ha riscosso più successo negli ultimi anni e che in un certo senso ha rivitalizzato un settore morente. E tutto questo senza animali. Le persone ormai hanno una precisa idea di come gli animali si comportino liberi in natura e certo trova tigri sui piedistalli ed elefanti equilibristi perlomeno grotteschi, quando non vittime di una crudeltà gratuita.
    Bene fanno le associazioni a protestare, e speriamo che presto anche dal punto di vista legislativo venga un segnale forte. Ma questa lobby dei circhi è davvero così potente? Mi riesce difficile immaginarlo.