Archivi del giorno: 12 gennaio 2012

Gabbie arricchite: un inganno in cui le galline continuano a soffrire

Ricevo e ben volentieri pubblico questo comunicato da Nemesi Animale:

L’allevamento di galline ovaiole Bruzzese, l’inferno in cui alcuni nostri attivisti hanno documentato la realtà in cui vivono centinaia di migliaia di individui, montava, nel mese di dicembre 2011, le tradizionali gabbie da allevamento in batteria, senza miglioramenti ambientali.

Dal 1° gennaio 2012 è entrato in vigore l’obbligo di adeguare tutte le strutture di quel tipo di allevamento agli standard imposti dall’Unione Europea, che prevedono uno spazio irrisoriamente più grande per ogni singola gallina e alcune strutture come nidi, trespoli e lettiere che dovrebbero prestarsi al soddisfacimento dei bisogni etologici degli animali prigionieri, condannati a morte per il profitto, l’ingordigia e l’egoismo umani.

Dovrebbe risultare chiaro e lampante, per chiunque sia realmente interessato alle sensazioni, ai sentimenti e ai bisogni di quei meravigliosi animali che l’unica condizione minimamente accettabile sia la libertà, lontano da ogni forma di sfruttamento.

Tuttavia il favore con cui viene salutata l’entrata in regime delle nuove disposizioni dalla quasi totalita dei media (e anche diverse associazioni che dovrebbero battersi per gli animali) ci spinge ad una brevissima disamina degli articoli di legge che regolano l’apparentemente nuova situazione che si trovano a vivere i prigionieri degli allevamenti.

Anche alcune persone, colpite dal nostro lavoro ma ancora troppo pigre per considerare scelte alimentari e di vita lontane dalla schiavitù animale, valutano positivamente la nuova legge considerandola una soluzione temporanea alla sofferenza delle galline.

Ci preme specificare, ancora una volta, che nessuno di noi, attivisti di Nemesi Animale, considera accettabili o positivi miglioramenti palliativi delle condizioni di detenzione di qualunque tipo di animale: possiamo considerare positivamente solo la libertà, in una società che non sia eretta sulla morte, la prevaricazione e lo sfruttamento esercitati nei confronti di altri esseri viventi. Se ci cimentiamo nella superficiale considerazione delle leggi che regolano e protocollano la prigionia di miliardi di esseri senzienti è solo per comunicare incontrovertibilmente come per gli animali non cambi, nei fatti, assolutamente nulla.

Le vecchie gabbie prevedevano che ogni gallina disponesse di 550 centimetri quadrati all’interno di ogni gabbia, le nuove gabbie prevedono che ogni galline disponga, sulla carta, di 750 centimetri quadrati. Questo dato potrebbe indurre a pensare che ogni individuo, da adesso, abbia uno spazio considerevolmente più grande. In realtà la superficie realmente utilizzabile si riduce a 600 centimentri quadrati (per avere un oggetto paragonabile basti considerare che un normale foglio A4 ha una superficie di 623 centimetri quadrati).

Dalle disposizioni del Ministero della Salute si evince che lo spazio utilizzabile non possa avere il lato più lungo minore di 30 centimentri, ne consegue che per ogni singola gallina è previsto un “rettangolo immaginario” di 20cm X 30cm. La vecchie gabbie prevedevano che, lo stesso “rettangolo immaginario” avesse le misure di 19cm X 29cm. Nel calcolo dei 600 centimetri quadrati può essere inclusa anche la bandina salva uova, uno spazio di 8 centimetri di larghezza che corre lungo tutta la parete interna della gabbia, appena oltre la mangiatoia, in alcun modo utilizzabile dagli animali e quindi un regalo agli sfruttatori che potranno restringere al minimo la grandezza delle gabbie (fino a rendere lo spazio utilizzabile per ogni gallina, nei calcoli, a 360 centimetri quadrati).
È evidente come la presunta maggiore larghezza delle nuove gabbie si solo una presa in giro.

I 150 centimetri quadrati mancanti per ogni gallina sono occupati, sempre sulla carta, dai cosiddetti miglioramenti ambientali, più precisamente dal trespolo, dal nido e della lettiera.
Il trespolo non è altro che un’asta posta orizzontalmente nel mezzo della gabbia, sollevata in modo da far rotolare al di sotto le uova, sopra la quale le galline dovrebbero provare il conforto di non essere a contatto con le maglie metalliche del pavimento costantemente inclinato. Per ogni gallina sono previsti 15 centimetri di spazio, e anche qui, come in ogni architettura dello sfruttamento animale, gli individui sofferenti per le condizioni di dentenzione, stressati dal sovraffollamento, dal rumore infernale, dalla continua sparizione delle uova, si avvicenderanno nel disperato tentativo di alleviare il dolore, col solo risultato di provocarsene altro ingaggiando furiosi combattimenti alla ricerca del posto migliore.

Lo stesso discorso vale per il nido (la cui unica differenza col resto della gabbia è il pavimento non metallico) e la lettiera (in cui gli animali dovrebbero poter fare bagni di sabbia per pulirsi, ma che diventerà inevitabilmente un ricettacolo di guano, penne spezzate, piume strappate, ragnatele e altra sporcizia).
Il tutto (lettiera, nido e trespolo) deve occupare 150 centimetri quadrati a gallina, la metà della metà di un foglio A4.
Le informazioni sono state reperite sul sito della Camera dei Deputati e del Ministero della Salute.

Pensare che questi provvedimenti vadano nella direzione del soddisfacimento etologico delle galline è ridicolo.

Nessun tipo di allevamento, in gabbia, a terra o all’aperto può essere considerato positivamente. L’idea stessa di imprigionare degli esseri senzienti, per qualunque motivo, è un abominio per chi ami la libertà.
Le galline sono animali molto complessi, che stringono relazioni sociali che non non potremo mai davvero comprendere, che amano dormire e rifugiarsi sui rami alti di maestosi alberi, che amano raspare il terreno a lungo, che tengono alla cura della prole più che alla loro stessa vita.
Vederle prigioniere e schiave per la produzione di carne o di uova è, e dovrebbe essere per tutti, inaccettabile quanto la propria stessa prigionia e schiavitù.

http://www.nemesianimale.net/2012/01/gabbie-arricchite/

————-

NEMESI ANIMALE – Per la liberazione di ogni essere vivente
http://www.nemesianimale.net/
info@nemesianimale.net
Tel: 342-0509174

Annunci