Vivere senza denaro si può

“Non ho un conto né soldi, vivere senza denaro si può”

di Laura Lucchini

Da due anni a questa parte due giovani laureati, Raphael Fellmer, tedesco di 28 anni, e Nieves Palmer, spagnola di 26, hanno scelto di alimentarsi esclusivamente di prodotti che loro definiscono “salvati”, sarebbe a dire selezionati nei container della spazzatura dei supermercati tedeschi. Nel motore economico d’Europa, Fellmer non ha un conto corrente, si muove solo a piedi e ha rinunciato al denaro. Lo fa perché “dobbiamo andare verso una società dove si riducono al minimo gli sprechi”. E non è l’unico. Esiste un sito dove si raccolgono le esperienza delle persone che in tutto il mondo scelgono di rinunciare al denaro.

BERLINO. – Da due anni a questa parte Raphael Fellmer, tedesco di 28 anni, e Nieves Palmer, spagnola di 26, si alimentano esclusivamente di prodotti che loro definiscono “salvati”, sarebbe a dire selezionati nei container della spazzatura dei supermercati tedeschi. Nel motore economico d’Europa, Fellmer non ha un conto corrente, si muove solo a piedi e ha rinunciato al denaro. La scelta di vita di questa giovane famiglia sta obbligando molti a fermarsi a pensare, proprio mentre il capitalismo mostra le sue incongruenze all’interno della crisi dei debiti.

Da quando la loro storia è arrivata sulle pagine dei giornali, l’attenzione non ha fatto che crescere, molto di più di quanto potessero immaginare: Raphael Fellmer è intervistato da giornalisti quasi ogni giorno, viene invitato come ospite in televisione, parla nelle università e nelle scuole. La sua convinzione è semplice: “Dobbiamo andare verso una società dove si riducono al minimo gli sprechi”.

Dopo due anni passati ad alimentarsi dalla spazzatura, assicurano che non hanno avuto problemi di stomaco, ne infezioni, ne nausee, nonostante Nieves fosse incinta della piccola Alma Lucia che oggi ha cinque mesi. C’è di più: entrambi sono vegani e si alimentano quasi esclusivamente di prodotti dell’agricoltura biologica o del commercio equo solidale.

Come fanno? “Quattro volte alla settimana vado con lo zaino a ispezionare i container della spazzatura, in particolare dei supermercati biologici”, spiega Fellmer, “tutto ciò che si vende nei supermercati finisce nella spazzatura: cosmetici, saponi, cioccolato…Per menzionare prodotti che un non si aspetta di trovare. Ovviamente poi moltissima frutta e verdura e latticini che si possono ancora consumare”. “Trovo molto più di quello che posso portare con lo zaino e porto con me più di quello che realmente ci serve. Il resto lo regalo a vicini, amici, persone che hanno bisogno. L’idea è far vedere che non solo si butta una mela ogni tanto ma che tutto finisce nella spazzatura”.

Fellmer appartiene alla scena sempre più grande di persone che si alimentano degli scarti della società consumista e che decidono di rinunciare al denaro. Li muove la convinzione che ciò che si spreca è esagerato e che questo spreco, questo rapporto irreale tra ciò che si produce e ciò che si consuma, farà solo male alla società. Dopo due anni di vita radicale e un viaggio di iniziazione in Messico realizzato totalmente senza soldi, il suo messaggio inizia ad arrivare, e sul sito forwardtherevolution.net si raccolgono le esperienza delle persone che in tutto il mondo scelgono di rinunciare al denaro. Sempre dal sito ci si scambia informazione su come e dove trovare i prodotti, il passo successivo, secondo quanto spiega, sarà organizzare una rete di distribuzione e scambio tra persone che “salvano” il cibo.

Secondo recenti stime della Fao, un terzo del cibo prodotto nel mondo è sprecato: vuol dire 1,3 miliardi di tonnellate all’anno. In particolare in Europa gli sprechi toccano il 40-50% degli alimenti in commercio. Ogni europeo getta via 179 chili di cibo ogni anno. E assieme a questi alimenti vanno sprecate l’energia e l’acqua servite a produrli: nel 2010, in Italia, si sono persi in questo modo 12 miliardi di metri cubi di acqua virtuale (contenuta nei prodotti), equivalente a circa un decimo di quella dell’Adriatico. L’Istituto Austriaco di Economia dei Rifiuti ha calcolato che il 45% dei prodotti scartati dai supermercati in Europa si possono ancora consumare.

Fellmer sa che ogni volta che “salva” il cibo dai container compie un reato: la violazione di proprietà. Questo lo indigna profondamente: “In Germania è legale buttare cibo però non è legale salvarlo. È un controsenso del sistema”, denuncia. Per questa ragione sta raccogliendo firme: ne ha bisogno 50.000 per poter chiedere di esporre la sua causa di fronte al Bundestag: “vogliamo che sia proibito ai supermercati negarsi a dare i prodotti che verrebbero buttati a chi li chiede”.

È chiaro che non li muove la necessità: entrambi hanno una laurea, Fellmer in scienze politiche, Palmer in psicologia. Fellmer è cresciuto nel quartiere borghese di Zehlendorf a Berlino. Li muove piuttosto la convinzione che solo attraverso scelte di vita radicali si può attirare la attenzioni su problemi che considerano urgenti. Non sono incoscienti: argomentano le loro posizioni citando dati e studi sullo spreco energetico e cercano di dimostrare che non espongono loro figlia a rischi.

Vivono nel seminterrato di una villa nel Brandeburgo dove il proprietario cede la parte di casa in cambio di lavoretti nell’amministrazione domestica. Mentre Fellmer ha rinunciato completamente al denaro, la gravidanza e la nascita della figlia hanno obbligato Palmer a essere meno radicale nel progetto: il sussidio di all’incirca 150 euro che lo stato destina a qualsiasi bambino nato in Germania senza distinzione tra condizioni sociali copre esattamente la spesa dell’assicurazione medica della bambina. Per il resto Palmer calcola che spende al massimo 30 euro al mese.

Sanno che con la loro decisione si espongono a critiche di ogni tipo. “No vogliamo sembrare persone che se ne approfittano”, insiste Fellmer, “io non me ne sto con le mani in mano: aiuto nei lavori di giardinaggio, riparo computer, curo animali, faccio piccoli lavori da muratore, coltivo un orto”, in cambio non riceve denaro, ma aiuti, vestiti per la bambina, oggetti utili. Sanno che “salvare” il cibo dei supermercati non può essere un modo di salvare il mondo a lungo termine, però serve in questa fase per mandare un messaggio. Nel futuro pensano di vivere in campagna e produrre per il proprio consumo. Hanno le idee chiare “questo sistema non può continuare così”.

Fonte:
http://www.linkiesta.it/non-ho-un-conto-ne-soldi-vivere-senza-denaro-si-puo#ixzz1kvXwXBxk

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26 risposte a “Vivere senza denaro si può

  1. interessantissimo!!!!!

  2. MA VA LA! senza soldi come fai a pagare il riscaldamento di casa, l’acqua e la luce???? poi l’idea di mangiare i rifiuti…. per salvare l’Euro !—— ma non avete capito che la povertà è una situazione nella quale i governi e le banche ci vogliono ridurre per i loro sporchi interessi…

  3. Solo i veri visionari iniziano a vivere il futuro nel presente.

  4. Giardinieri d'assalto

    Sono completamente in accordo con la loro scelta che in modo così radicale e deciso, fa pensare davvero.Ci sono realmente persone che per necessità vivono la vita in quel modo e altre che vivono la vita di strada per scelta,per richiamare l’attenzione a problemi ben più gravi come fanno questi due ragazzi.Lo spreco…Lo spreco credo sia la cosa più triste perchè sai che ci potrebbe essere del sostentamento gratuito per tutti quelli che non hanno i mezzi per ottenerlo ed è vero che nella spazzatura non sempre ci finisce solo dello yogurt scaduto per disattenzione.
    In questa società, bisogna poi estremizzare ogni cosa per poter arrivare all’attenzione di quelle persone che ormai hanno perso la sensibilità e la capacità di osservare e guardare oltre al proprio zerbino di casa.Con molto rammarico.

  5. fantastico direi geniale !queste persone le vorrei davvero conoscere!!!complimenti!!loro hanno la vera libertà !complimenti

  6. Non si tratta di “mangiare i rifiuti”. Ne’ di rovistare nei cassonetti. Si tratta di cibi ancora perfettamente confezionati, che hanno passato la data di scadenza ma non per questo sono andati a male. I supermercati lasciano tutti per terra, e poi i furgoni passano a raccogliere. Pensavo che solo gli studenti universitari lo facessero, invece scopro con piacere che c’e’ anche un movimento ideologico alle spalle.

  7. io lascerei che facessero le proprie scelte ma farei intervenire l’assistenza sociale per togliergli il bambino, che si spera non sia obbligato alla vegan-spazzatura che applicano i genitori, detto questo io non sono per la medicina convenzionale, tanto meno per la dietistica dei cari dietologi formatisi in università e facoltà mediche e/o veterinarie dove il sapere è filtrato dalle bigpharma, e gli studenti futuri medici ignorano chi fossero premi nobel come Linus Pauling, Professori come Hoffer, Stone, che hanno dedicato l’esistenza alla biologia del corpo umano, inteso come primate della sottospecie antropoidae(le grandi scimmie) che non sono più in grado da circa 60.000 anni, a differenza della maggior parte dei mammiferi di produrre nel fegato ascorbato(vit.C)… e che in america è da oltre 30 anni che generazioni di umani applicano le megadosi di vitamina C e sono più forti, non si ammalano di influenza e raffreddore, non soffrono l’infarto, tumori & Co. oggi online ci è data la possibilità di accedere alla cultura occultata dagli interessi delle multinazionali che devono vendere farmaci brevettati(le vitamine non si possono brevettare) ed hanno l’interesse assieme alla classe politica che offre un SSN ‘dapparenza, strutturato sulla perenne malattia di no prosciutti appesi in stagionatura costantemente bisognosi di farmaci così da consumare la loro chemoterapia. Acquisitelo, con l’acido levo ascorbico, i suoi sali: ascorbato di sodio, potassio, magnesio, calcio & co non ci si ammala più di nulla ed il “loro” mercato è fottuto.
    http://www.mednat.org/cure_natur/pauling.pdf
    http://www.intervisteperstrada.com/content/come-vivere-più-lungo-e-sentirsi-meglio-vitamina-c-di-linus-pauling
    http://www.roccomanzi.it/IMP-VITAMINERALI/SCIENZIATI/scienziati-docu/stone/stone-TRAD/Homo_AscorbicusIT.pdf
    evolvetevi.

  8. In Italia non si può fare, i prodotti scaduti vengono rivenduti con un’altra data.

  9. Pradossalmente è una scelta non sostenibile,
    perchè?
    semplice, e se tutti facessero così?
    … ve lo lascio immaginare

    le soluzioni bisogna trovarle veramente prima di gridare “Eureka” per una fesseria che non risolve nulla, anzi fa credere a chi già sta affamendo le classi meno agiate che la corda si può tirare ancora di più di quanto non sia già stato fatto, prima di sbandierare queste fesserie come oro colato … chiedetelo ai Greci.

  10. vero raccontivari, in Italia questo è pressoché impossibile da realizzare, o almeno lo è nelle città minori, dove il cibo di scarto dei supermercati viene riciclato e rivenduto nei medesimo supermercati o donato ad associazioni di volontariato ecc… mi sono informata un po’ di tempo fa, ma il massimo che sono riuscita ad ottenere è il reparto della merce in scadenza, a metà prezzo. meglio di nulla 🙂 . Per il resto, per combattere la crisi e imparare a risparmiare, bisognerebbe rinunciare al riscaldamento, all’acqua corrente, all’elettricità (mi sembra che in germania siano statali e compresi nelle tasse questi servizi, se sbaglio perdonatemi e correggetemi please). Però mi chiedo… con una bimba di 5 mesi, dove trovano i soldi per vaccinazioni, medicine (i bimbi si ammalano spesso, per quanto sani), pediatra? Lo trovano nel retro dei supermercati? 🙂

    • Nell’articolo si legge: “il sussidio di all’incirca 150 euro che lo stato destina a qualsiasi bambino nato in Germania senza distinzione tra condizioni sociali copre esattamente la spesa dell’assicurazione medica della bambina. “

      • ah ecco sì, mi era sfuggito il dettaglio. beh, se loro ci riescono, buon per loro, a parer mio paese che vai, adattamento che trovi (servirebbe un esempio simile per il nostro Paese!) 🙂

  11. Vivono nel seminterrato di una villa nel Brandeburgo dove il proprietario cede la parte di casa

    D’accordo, ma a questo punto il motto “Vivere senza soldi si può” non è un invito che si può fare a tutti.

  12. inoltre queste cose funzionano dove si vive mediamente sopra la media, insomma in Germania può funzionare solo per alcuni, ma la vedete la foto?
    vi sembra un seminterrato quello?
    andate in qualche posto anche qui a Roma a vedere i seminterrati dove vivono gli extracomunitari paganto anche 500 euro a posto letto …

    • fantastiche parole!complimenti per avere argomentato cosi bene !condivido a pieno!secondo me loro sono molto invidiati e siccome poche persone hanno il coraggio di fare anche solo un minimo passo che si avvicini allo sprecare meno ,vengono criticati ,ritengo che loro siano davvero molto intelligenti e sopratutto liberi ,sicuramente più liberi di molte persone che per invidia li criticano!

  13. Credo che l’importante non sia esattemente il metodo, il come fanno a vivere senza soldi, ma il profondo e liberatorio messaggio che vogliono mandare questi due ragazzi. Quello che è importante è che loro, come altri che hanno fatto scelte di vita simili, ci stanno dicendo “hei, guardate che si può vivere anche in un altro modo, più libero e più in armonia con la vita, anche senza il denaro, usando altre risorse”. Importantissimo messaggio, secondo me, soprattutto in questi tempi dove l’unico vero motivo, se si scava un po’, per cui nove persone su dieci si alzano al mattino, è per guadagnare un po’ di soldi per “sopravvivere”. Ma ormai è evidente che i soldi non ci appartengono e sono usati da poteri vari per realizzare la loro volontà di possedere e gestire le vite di intere popolazioni secondo i loro interessi.
    La scelta fatta dalla coppia è davvero molto radicale, ma se tutti decidessimo di ridurre davvero al minimo indispensabile l’uso del denaro, e cominciassimo a diventare più autonomi nel produrre energia, cibo, oggetti di uso quotidiano, ecc, utilizzando qualità umane come la collaborazione, la solidarietà e la condivisione, la scelta di ridurre il denaro al minimo non sarebbe più poi così difficile, e quei mostri multinazionali che si reggono solo sul potere economico, la manipolazione e la violenza (fisica e psicologica) non avrebbero più appigli per impoverirci e renderci sempre servi dei loro scopi.

    • Bellissime parole che colgono nel pieno il senso del gesto di questi due ragazzi, grazie. Margherita

  14. “È chiaro che non li muove la necessità: entrambi hanno una laurea”. Non so perché ma questa frase mi fa sorridere amaramente.

  15. Questa scelta è ovviamente eccessivamente estremista ma davvero ci fa fermare a riflettere.
    Davvero ci serve tutto quelloc he abbiamo? Non siamo davvero andati un po’ oltre?
    Lo dice una che consumista lo è eccome… intendiamoci. Però forse abbiamo costruito troppo impalcature perdendo di vista la realtà

  16. ti ho citata nel mio articolo, grazie per l’ispirazione!

  17. Evito di commentarvelo alla mia maniera perchè risultarei quanto meno sgarbato. Però svegliatevi va. C’è un continente che vive senza soldi…andate a chiedere come stanno… Non a quelli che lavorano a stento ma a quelli che non mangiano.. e non lo fanno neanche per risparmiare o per salvare il paese . Ma c’è qualcuno qui che è a contatto con i campi rom? mi dite qual’è la differenza tra i due fenomeni qua sopra e un Rom? Evitatemi le solite idiozie dei furti…

  18. Giardinieri d'assalto

    Stiamo parlando di filosofia! non andiamo a cercare le persone che muoiono di fame!! non facciamo del moralismo inutile e futile! I telegiornali li guardano tutti e tutti conosciamo le situazioni terribili che ci sono! Poi vorrei rispondere a chi parla dei campi rom…vorrei capire cosa centra il raffronto! Vuoi sapere la differenza? Si rifiutano di lavorare, pretendono case e sostegno mensile, utilizzano abusivamente acqua, gas e molto altro, collegandosi furtivamente a reti.Rubano di tutto e di più e dalle nostre parti sono anche capitati stupri (denunciati e riconosciuti).Chi ha avuto delle case popolari, ha avuto il coraggio di chiedere un cambio perchè non erano “belle”.Ci sono anziani di 80 anni, italiani, che vivono con 100 euro di pensione al mese e hanno trascorso l’inverno al freddo perchè non potevano pagare il riscaldamento…naturalmente a loro l’aiuto non lo ha dato nessuno.La polizia si rifiuta apertamente di entrare a controllare i campi rom quando succedono i furti o altri problemi.Devo aggiungere altro?
    I furti non sono idiozie, anzi è grazie a persone come te che ormai tutto pare di poco conto e forse oseresti dire anche lecito? Nessuno allora dovrebbe più lamentarsi di nulla nè gioire di quello che ha…per carità! pensate ai bambini che muoiono di fame! Io direi, alzate il fondoschiena e fate qualcosa.Queste persone a modo loro e per la situazione in cui si trovano, hanno fatto una scelta di vita. Forse qualcuno è solo invidioso perchè non avrebbe con probabilità non è nemmeno riuscito a scegliere da solo la scuola da frequentare. Menomale che ci sono molti altri commenti intelligenti e di persone che riescono ancora andare a fondo ad un messaggio, un’azione.

  19. Peccato che, se non avesse il padrone di casa che gli da luce e gas, sarebbero morti di freddo e non avrebbe mai potuto cucinare o farsi un bagno caldo.

    E allora, che se non le paga in denaro ma con i suoi “lavoretti”, cmq non potrà mai staccarsi dalla socetà rimanendo a vivere dentro essa.

    Speriamo che la bambina sia felice, il resto è tutto marginale.

  20. seitanterzo

    Se non avessero un padrone di casa che gli dà luce e gas, probabilmente farebbero un lavoretto in attesa di trovare una simile opportunità e realizzare quello che fanno ora; non saranno arrivati certo lì per caso. A quanto si capisce dall’articolo, non considerano tutto questo come un punto d’arrivo, ma puntano all’indipendenza e all’autoproduzione.
    Non dobbiamo poi ragionare sul “se tutti lo facessero non sarebbe lo stesso sostenibile”. Dobbiamo prenderla come una storia che ci fa pensare, qualcosa che ci porti ad un’idea per uscire dal consumismo sfrenato e senza senso, il quale produce gli interessi di pochi, a discapito di tutto il pianeta.

  21. La cosa interessante è anche cercare di cambiare la prospettiva da “se non li appoggiasse il padrone di casa non ce la farebbero” a “hanno l’appoggio di una persona che ha un seminterrato e ha deciso di metterlo a disposizione”. Non si tratta di vivere tutti senza denaro ma di cercare di dimostrare che il denaro non è l’unico modo di vivere, e che lo spreco dei tempi odierni, che sia spreco di cibo o di spazio, non è sostenibile al momento.