Allevamento intensivo dei maiali

Allevamento intensivo dei maiali, da abolire per legge

L’allevamento intensivo dei maiali dovrebbe essere abolito per legge. Appena nati, i cuccioli restano una settimana in una gabbia riscaldata con le lampade. Poi viene tagliata la coda: gli allevatori hanno riscontrato che i maiali sfogano lo stress – della loro orribile vita – mordendosi la coda.

I maschi vengono castrati (senza anestesia) e tutti trasferiti in box dove non possono rigirarsi perché sono uno addosso all’altro. I cuccioletti sono divisi dalle madri, attraverso le sbarre succhiano il latte. Trascorrono sei mesi così, poi per i maschi il macello, per le femmine la riproduzione e dopo 2 o 3 anni anche loro vengono macellate.

Le scrofe da allevamento sono rinchiuse in piccole gabbie, non dispongono di paglia, di nessun elemento che per istinto cercano per costruire il giaciglio. Sono inseminate artificialmente e poco dopo il parto la tortura ricomincia.

Da millenni l’uomo sfrutta gli animali per svariati scopi e senza misura. Molti, anche se non sono vegetariani e vegani, immaginano e vogliono un rapporto uomo – animale meno cruento, meno vessatorio. Gli allevamenti intensivi sono uno dei tanti abomini di cui noi uomini tutt’ora ci macchiamo.

Finalizzato ad ottenere la quantità massima di prodotto al minimo costo, col minimo spazio, con l’ausilio di farmaci, si è diffuso nei Paesi industrializzati nel 20° secolo. Nei primi decenni ha reso la carne un prodotto di massa, ma solo negli anni novanta l’unione europea ha introdotto delle norme più severe in tutela del consumatore e del benessere dell’animale.

Gli animalisti hanno posto critiche di ordine etico denunciando torture, amputazioni, costrizione in luoghi angusti al punto da portare tutti gli animali internati a soffrire di atrofia muscolare, di non vedere mai la luce, ecc.

In quelle terribili condizioni di vita, l’incidenza di malattie aumenta vertiginosamente. Quindi vengono introdotti farmaci (anche antibiotici) che comportano l’insorgere di batteri sempre più resistenti e il tutto finisce nei piatti dei consumatori, uccidendo – anche se non se ne parla mai – diverse migliaia di persone ogni anno.

L’uso degli ormoni, invece, serve per aumentare e velocizzare la crescita dell’animale. Ormai in Europa gli ormoni sono vietati, in America non ancora. Purtroppo in Europa però i controlli sono pochi e quando effettuati rivelano che gli ormoni non sempre sono banditi dai nostri allevatori.

L’allevamento industriale ha un impatto negativo anche sulla fame nel mondo, sul disboscamento, sull’inquinamento, sulla biodiversità, sul cambiamento climatico.

http://www.nocensura.com/2012/02/ecco-come-funziona-lallevamento.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+nocensura%2Ffeed+%28nocensura.com%29

Fonte:
http://www.net1news.org/allevamento-intensivo-dei-maiali-da-abolire-per-legge.html

 

Annunci

4 risposte a “Allevamento intensivo dei maiali

  1. creiamo per favore un partito politico che porti in Parlamento l’abolizione di questa roba

  2. Cosa ci possiamo fare? La LAV annia fa ha fatto una petizione su questo, ma la cos acontinua…

  3. Ho letto i commenti alla pagina originale del sito nocensura: pazzesco!!! che gente!

  4. Primo Levi inorridiva su quanto l’uomo è capace di fare all’uomo…e a tutte le forme di vita. La natura abusata è un altro orrore