A Mantova strage di nutrie rinviata.

Per contenere i roditori saranno usati reti, recinzioni, disturbi sonori e luminosi.
Negrini (Pd) critico: si spende di più per i castorini che per i cassintegrati

MANTOVA

Lunga vita alle nutrie. Di fronte alla preventivata “strage” dei castorini per diminuire i costi annuali del loro contenimento, le commissioni provinciali congiunte Economia ed Ambiente hanno deciso di tentare prima la via delle contromisure ecologiche. Se questi sistemi non funzioneranno, si passerà alle misure forti.

La riunione straordinaria delle commissioni era stata indetta per affrontare il tema, da più parti sollevato, del costo dei piani annuali di contenimento del roditore. In 9 anni la Provincia ha speso circa un milione di euro per il sistema del trappolaggio. Solo nel 2011, la cattura di 27.716 animali è pesata per 216mila euro sulle casse di Palazzo di Bagno, senza considerare gli oneri per il ripristino dei danni alle coltivazioni ed agli argini.

Considerando che il sistema delle trappole è efficace se effettuato costantemente e continuato nel tempo, uno studio interno della Provincia riteneva impossibile proseguire a questi ritmi se il budget fosse diminuito. La soluzione, come estrema contromisura, ipotizzava di decimare la popolazione delle nutrie per poter abbassarne i costi del contenimento annuale. Si era dunque previsto un abbattimento straordinario di 50-60mila nutrie su una popolazione stimata di 70mila. Il dibattito in commissione è servito per individuare le strategie per evitare questo “sterminio”

«Il dibattito è stato proficuo – spiega il presidente della commissione provinciale ambiente Franco Tiana –. Si è convenuto sulla necessità di istituire a tempi brevi, entro un mese, un tavolo di studio che affronti il tema degli interventi ecologici da attuare, coinvolgendo tutti i soggetti interessati: dalla Regione, ai Consorzi di Bonifica, agli agricoltori». Ma perché partire da interventi soft e non dal drastico ridimensionamento della popolazione? «Lo dice la legge – spiega Tiana – che a volte viene dimenticata.

Si deve partire da sistemi di contenimento ecologico e solo dopo aver verificato l’eventuale fallimento di questi, si può passare ad altri mezzi. Che, ricordo, non possono comprendere lo sparo se prima non si sono attuate le altre misure». È stato lo stesso Istituto superiore per protezione e la ricerca ambientale (Ispra), un organismo governativo, a indicare, su richiesta della Provincia, le “tattiche” da poter mettere in campo nella guerra incruenta alle nutrie: tecniche d’assedio, come la sottrazione delle risorse alimentari o la limitazione dei luoghi di riproduzione; tecniche di difesa, come le recinzioni fisse, le reti mobili, i fili elettriche e tecniche d’attacco come disturbi visivi, olfattivi o acustici.

Se tutto ciò non dovesse funzionare, si potrebbero predisporre fonti alimentari, sorte di luoghi-mangiatoia, per creare alternative all’offerta delle risorse agricole coltivate.

I tecnici della Provincia hanno obiettato che, indipendentemente dalle tecniche ecologiche, la necessità primaria è comunque la conferma delle risorse, stimate in circa 220mila euro per il 2012 per mantenere efficace il trappolaggio mentre la Lega Nord ha ribadito la necessità di riclassificare la nutria fra gli animali nocivi, come i topi e le talpe, nei confronti dei quali si possono usare le esche velenose. Critico anche l’intervento di Francesco Negrini (Pd) per il quale «si spende per le nutrie più del doppio di quanto la Provincia ha destinato come contributo per i disoccupati»

Fonte:
http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2012/02/15/news/strage-delle-nutrie-rinviata-l-ispra-ordina-metodi-soft-1.3185931

Immagine tratta da:
http://forestasommersa.forumfree.it/?t=55608024

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2 risposte a “A Mantova strage di nutrie rinviata.

  1. Io classificherei la Lega Nord tra gli animali nocivi..
    La prossima proposta, dopo aver ammazzato 60mila nutrie per risparmiare, sarebbe sparare ai cassaintegrati?magari prima di arrivare a questo punto era il caso di riflettere..quelle nutrie nn sono spuntate dal sottobosco, le hanno messe per farle a pezzi per produrre pellicce..come sempre i casini li facciamo noi umani e poi a pagare sono gli altri!

  2. Perchè allora non fare fuori tutti i pensionati? E gli ammalati? Chissà, forse si risanerebbe il debito pubblico! Soltanto questa gente può avere idee del genere…quoto la “classificazione” proposta da Sarah!