Archivi del giorno: 25 marzo 2012

Progetto “Pecoranera” di Devis Bonanni

Devis Bonanni, 27 anni della provincia di Udine. Devis ha lasciato il lavoro di tecnico informatico per creare, nel suo paese di origine, un eco villaggio: il “Progetto Pecora Nera”.

Si licenzia dall’impiego come tecnico informatico e si trasferisce in una casetta prefabbricata riscaldata da una stufa a legna per dedicarsi a tempo pieno a quella che battezza “vita frugale”.

A 24 ha deciso di cambiare la propria vita. Prima ha lasciato un buon lavoro da tecnico informatico, poi una bella cameretta nella casa di famiglia, una macchina e la tv. Ha deciso di andare a vivere in una baita nelle montagne sopra Udine. Terra aspra e non certo accomodante. Ha chiamato il suo appezzamento di terreno “Pecoranera”, lo stesso soprannome con cui lo indicavano in paese quando era adolescente. Ha iniziato a coltivare la terra, a vivere dei suoi frutti e a muoversi solo in bici. Dice di essere diventato vegetariano.

“La Natura non ha bisogno di salvatori. L’umanità brulicante sulla sua crosticina è una lieve influenza in confronto alla potenza vitale del Pianeta Terra. Al massimo ci scrollerà di dosso estendendo un paio di deserti, innalzando gli oceani e scatenando qualche uragano. Qualche specie andrà estinta e pazienza se anche l’homo sapiens andrà perduto o decimato. Vivere in simbiosi, seppur parziale, con la Natura apporta un beneficio per il nostro corpo in termini di benessere e serenità, consentendogli di ritrovare quella connessione che solo recentemente è stata recisa. Fare l’orto è terapeutico oltre che utile, percorrere le geometrie degli ortaggi ci dona una visione privilegiata sul palcoscenico più grande, quello fatto di mari, monti , fiumi e pianure”.

“Stare in solitudine significa stare in compagnia di sé stessi. Per dirla alla Thoreau: «Non ho mai trovato miglior compagno che la solitudine». Bisogna star bene con se stessi per stare da soli. L’isolamento è invece la distanza che ci separa dagli altri quando vorremmo comunicare. In montagna è una distanza fisica, in città può essere sociale, per tutti può essere psicologica. Chi è abituato a stare in città, ed avere tanti corpi estranei attorno, sale in montagna e si lamenta dell’isolamento. Questo mi pare molto buffo perché quando mi reco in città sento le persone, che mi camminano a fianco su un marciapiede, molto più estranee degli alberi di un bosco. Per costituzione sono un solitario e finisco spesso a lamentarmi delle gente che mi sta tra i piedi. Non per supponenza ma perché l’interazione col prossimo mi sfinisce e devo prenderla a piccole dosi. Stare solo, viceversa, mi consola, mi concilia e mi ricarica”.

A che punto sono

Come Thoreau, nei suoi due anni di vita nei boschi, ho iniziato quest’avventura per verificare se fosse possibile vivere altrimenti. Auto-produrre buona parte del cibo di cui ho bisogno, muovermi con mezzi alternativi all’automobile, riscaldare la casa con la legna e compiere tutte quelle scelte che sono annoverate tra le abitudini del bravo ecologista.
In parte sento di esserci riuscito anche se non mancano incoerenze e piccole storture.

Resta da chiudere il cerchio in fatto di soldi, come guadagnare quei pochi di cui ho inevitabilmente bisogno? Ad oggi sono combattuto tra la possibilità di creare una piccola azienda agricola e l’opzione di trovarmi qualche lavoretto extra. Nel frattempo mi faccio bastare i soldi che mi sono guadagnato nei cinque anni da tecnico informatico.

Vivo in una casa di proprietà dei miei genitori che sta in paese, a portata di piede, mentre la piccola casetta in legno che ho abitato per due anni è ora un pied-a-terre agricolo per me e mensa e dormitorio disposizione degli ospiti.

Un altro punto in sospeso è la possibilità di condividere il progetto con altre persone. Per molto tempo l’ho sentito come il naturale sbocco della mia iniziativa ma quando c’è stata la possibilità di “fare assieme” ho verificato tutti i miei limiti personali, al di la delle buone intenzioni e delle facili dichiarazioni. Perciò al momento sono un lupo solitario con tanti interrogativi su un futuro condiviso.

L’intento rimane comunque quello di collaborare nel lavoro dei campi, di essere un porto sempre aperto a chi ha tempo e voglia di passare da queste parti per creare connessioni anche solo occasionali nei nostri personali percorsi umani.

Il 7 marzo 2012 è uscito il suo libro: “Pecoranera Un ragazzo che ha scelto di vivere nella natura”
http://www.marsilioeditori.it/component/marsilio/libro/3171181-pecoranera/

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Riferimenti:
http://www.voglioviverecosi.com/index.php?appuntamenti-periodici-con-esperti-di-cambiamento-lavoro-investimenti-all-estero-viaggi_267/storie-di-persone-che-hanno-scelto-di-muoversi-in-luoghi-indefiniti_774/intervista-con-devis-bonanni-sulla-sua-vita-improntata-sulla-decrescita-e-autoproduzione_1026/

http://www.progettopecoranera.it/index.php

Per Info:
info@progettopecoranera.it
http://www.progettopecoranera.it/

video:
http://vimeo.com/33020277

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