Le azalee dell’AIRC finanziano la vivisezione

Comprare le azalee dell’AIRC per la festa della mamma significa finanziare anche la vivisezione.

[COMUNICATO STAMPA]
COMPRARE LE AZALEE DELL’AIRC SIGNIFICA FINANZIARE LA VIVISEZIONE. MEGLIO DONARE ALLE ASSOCIAZIONI CHE FANNO SOLO VERA RICERCA SCIENTIFICA E NON FANNO SPERIMENTAZIONE ANIMALE!

Domenica prossima 13 maggio, come ogni anno, l’AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, raccoglie fondi per i propri progetti con la vendita delle azalee. Parte di questi fondi, però, vengono usati per finanziare la vivisezione, vale a dire esperimenti su animali nei quali viene indotta una malattia artificiale, quindi molto diversa da quella che si genera spontaneamente, ed in più in una specie diversa da quella umana.

“Ma al giorno d’oggi non è piu’ ammissibile sprecare tempo, risorse, soldi, in una pratica obsoleta e antiscientifica. Per aiutare davvero i malati, occorre far cessare questo spreco, e l’unico modo che abbiamo per far cambiare comportamento alle associazioni che finanziano la vivisezione è evitare di sostenerle, fino a quando non cambiano”, dichiarano i promotori dell’iniziativa NoVivisezione.org.

Il numero di animali usati nella ricerca di base, quella appunto portata avanti dalle associazioni per la ricerca medica e dalle università, è in grande aumento: ormai quasi la metà del numero totale di animali usati nella sperimentazione in Italia viene usato proprio in questo settore. Gia’ dal 2000 al 2003 c’e’ stato un aumento di ben il 40% in questo settore, nel triennio successivo c’è stato un nuovo aumento non da poco, del 22%, nell’ultimo triennio non vi è stata alcuna flessione, ma un ulteriore aumento del 4%.

“Questa sperimentazione su animali non è affatto obbligatoria per legge, è una scelta dei singoli ricercatori” precisano i promotori dell’iniziativa, “ed inoltre è pagata coi soldi dei cittadini – tasse o donazioni alle associazioni. E’ quindi doveroso informare le persone sulla destinazione dei loro soldi, vista questa mancanza di evoluzione nell’uso di metodi scientifici all’avanguardia senza animali. Questa stagnazione culturale e scientifica è veramente imperdonabile, e le persone devono sapere a chi stanno regalando il proprio denaro.”

Per questo, l’associazione AgireOra Edizioni parte in questo mese di maggio con affissioni in tutta Italia di un manifesto informativo su questo tema, in parte anche come risposta alla campagna pubblicitaria mondiale annunciata dalla lobby della vivisezione.

Lo slogan del manifesto antivivisezionista mostra un topo e un bambina sulle spalle del padre, con l’affermazione: “Sperimentare su di lui non ci salverà la vita. Perché lui è un TOPO, noi siamo ESSERI UMANI. Due specie diverse”.

Questo per controbattere allo slogan della campagna pubblicitaria pro-vivisezione, che mostra un ratto e una bambina e lo slogan “Un giorno ti potrei salvare la vita”, il che riassume il solito ricatto morale “preferisci salvare un topo o un bambino?” da sempre usato dai vivisezionisti. “Essi accusano noi antivivisezionisti di essere emotivi, mentre sono proprio loro che fanno leva sull’emotività superficiale delle persone, noi invece agiamo sulla base del ragionamento, del senso di giustizia, dell’etica, della fondatezza scientifica delle nostre argomentazioni” affermano i promotori della campagna anti-vivisezione.

Verranno affissi tra la metà di maggio e il mese di giugno circa 6.000 manifesti in decine di Comuni italiani, per ricordare al pubblico, già in gran parte contrario alla vivisezione per motivi etici, che per evitare di sostenere questa pratica, dannosa anche sul piano medico-scientifico, occorre scegliere per le proprie donazioni solo le associazioni che non finanziano la sperimentazione animale. E che occorre parlare di questa situazione con quante più persone possibile, invitando anche loro a fare donazioni solo a chi non finanzia questa pratica.

Informazioni sul “problema vivisezione” e sulle associazioni per la ricerca che la finanziano si trovano sul sito: www.NoVivisezione.org
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Comunicato di: AgireOra Network
info@agireora.org
http://www.agireora.org

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Una risposta a “Le azalee dell’AIRC finanziano la vivisezione

  1. Mai comprate infatti. Anzi, non solo, quando è capitato di imbattermi in questi banchetti e di essere invitata a fare acquisti ho sempre risposto ad alta voce (così che tutti potessero sentirmi): “no, grazie, io non finanzio la vivisezione”.