Fucilati all’alba in un campo di grano in una calda giornata d’estate

Alla periferia di Novara Rione Bicocca (casc. Farzà) dalle ore 6 di sabato mattina 28 luglio 2012 alcune decine di colombi, accusati di essere troppi, sono stati giustiziati, senza che potessero appellarsi o ricorrere.

Sono stati abbattuti secondo il piano redatto dalla Provincia, in vigore fino a fine anno, il quale prevede l’intervento degli armigeri a seguito di una semplice telefonata fatta da un qualsiasi segnalatore. Il piano attuato dalla Provincia oltre ad essere crudele è assolutamente inutile. Ben altri dovrebbero essere i metodi per favorire la riduzione numerica della specie, ben lungi da  metodi degni di un lontano neolitico. Anche quest’anno, come tre anni fa, nello stesso luogo i colombi morti non sono stati raccolti e quelli feriti sono stati lasciati agonizzare nel campo.

I volontari della LAC hanno raccolto il giorno dopo, domenica, ben 19 colombi morti e soccorso 3 colombi feriti lasciati a morire di stenti. . Eppure la Regione Piemonte, già dal 1988, aveva emanato le linee guida per il controllo della specie colombo, direttive sempre disattese. Se già allora fossero state applicate, il fenomeno della proliferazione dei colombi oggi sarebbe molto, molto contenuto.  Molto più efficace sarebbe l’occlusione dei siti di nidificazione e l’applicazione di dissuasori.

I Comuni dovrebbero introdurre l’obbligo, quando si richiede una licenza edilizia, di portare gli accorgimenti atti ad impedire la nidificazione negli anfratti e nei sottotetti delle case in ristrutturazione, di mettere dissuasori negli edifici e monumenti. E poi costruire in zone della città colombaie dove vengono sistematicamente sostituite le uova con quelle finte (quest’ultimo metodo è applicato con successo a Bressanone). Questi sono alcuni interventi che si possono fare che consentirebbero di avere dopo un certo periodo ottimi risultati duraturi, contrariamente all’uso del fucile che serve solo ad avere un risultato immediato, ma inefficace nel tempo. Oltre a far soffrire gli animali, se non si eliminano le cause del loro aumento, ben presto gli individui giustiziati verranno rimpiazzati da altri individui e da nuovi nati.

La LAC sta preparando una denuncia da presentare all’Autorità Giudiziaria per il reato di maltrattamento degli animali. Lasciare degli animali feriti ad agonizzare per giorni e morire di stenti integra violazione dell’art. 544 ter del Codice Penale. Ora la Provincia  sospenda il piano in atto ed esoneri chi ha dimostrato tanta incuria e superficialità nell’attuarlo.

COMUNICATO STAMPA

Torino 30 Luglio
LAC  Lega per l’abolizione della caccia
O.N.L.U.S.  Sezione Piemonte Via Ormea 24  – 10125 Torino
tel. /fax  011 6504544
e-mail: lacpiemonte@abolizionecaccia.it
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LAC Piemonte  Il Presidente Roberto Piana
Info cell:  338 3017622

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3 risposte a “Fucilati all’alba in un campo di grano in una calda giornata d’estate

  1. VERGOGNA!!!

  2. ma sta’ caccia di merda non si puo’ abolir
    e totalmente???

  3. TROPPI INTERESSI IN BALLO, LA CACCIA NON VERRA’ MAI ABOLITA, UNA VOLTA I COLOMBI SERVIVANO A RICHIAMARE TURISMO C’ERA CHI LUCRAVA IMPROVVISANDOSI FOTOGRAFO, ORA NON SERVONO PIU’, DATO CHE CI SONO LE LEGGI MA NON VENGONO RISPETTATE,IL FUCILE BISOGNEREBBE METTERGLIELO NEL CULO E FAR FUOCO.