Archivi categoria: Salute e Nutrizione

Anche la carne bianca fa male

ANCHE LA CARNE BIANCA FA MALE

CONFESSO di aver lavorato, nel periodo dell’Università, in 1 call-center conto terzi. Per conto degli allevatori di polli (gli allevatori di polli talvolta investono una parte del loro guadagno per cercare di estromettere dal mercato gli allevatori di carni rosse e finanziano anche ricerche mirate solo sui danni della carne rossa, quando basterebbe estendere anche alla carne di pollo queste ricerche per comprendere -testuali parole di un amico Medico- che i danni della carne rossa SONO GLI STESSI della carne bianca, perché alla base dei danni della carne vi è una sostanza chiamata (putrefina… non mi ricordo bene se ha detto così) che è appunto dovuta al processo di putrefazione in atto)…

…Dunque dicevo, per conto degli allevatori di polli (il committente non ci veniva comunicato, ma ci hanno fatto capire essere un’associazione di avicoltori) dovevo chiamare i medici, suddivisi in A e B a seconda del loro prestigio e della loro fama,…

dovevo quindi sottoporli ad un’intervista con la quale si saggiava la loro etica professionale e… solo se rispondevano in un certo modo ad alcune domande, dovevo proporre loro una “collaborazione economica”.

In pratica, x ogni dieta che essi avrebbero redatto nella quale il POLLO fosse presente come componente fissa, questi Medici avrebbero preso un lauto compenso… sia in considerazione del maggior introito diretto (il paziente sarebbe stato costretto a comprare e mangiare solo pollo), sia in considerazione del maggior introito indiretto (ossia, per via del “passa-parola” che si sarebbe generato e di cui io stessa sono stata testimone).

Avete mai sentito le comari in autobus dire: “mio marito ha il diabete e gli hanno detto di mangiare pollo” e l’altra comare: “mio marito ha l’ipertensione e deve mangiare pollo 2 volte al giorno”; l’altra ancora: “mia suocera ha non so che cazzo di malattia e le hanno detto che deve mangiare pollo in quantità!!”.

Il pollo risulterebbe pertanto, a seguito di tutti questi Medici che io stessa ho corrotto, come un “tocca-sana”, ma ATTENZIONE: i polli raggiungono in soli 6 SETTIMANE il peso che raggiungerebbero in ben 7 ANNI di vita. Per raggiungere un tale peso vengono somministrati a questi pennuti sostanze dopanti, antibiotici, olio esausto delle macchine, e ogni schifezza, portando la MORTE nel piatto anche ad uomini sani come Eddie Guerrero, il quale non assumeva sostanze dopanti in quantità superiore agli altri, mentre assumeva POLLO in quantità superiore agli altri…

Mio zio (proprio per il suo egoismo e mancanza di una benché minima dose di compassione e umanità…) sta morendo di 1 tumore maligno perché, avendo sentito che la carne rossa faceva venire i tumori, si era buttato sulla carne di pollo. (Quella sì che è sana, eh? Ma non avete letto da me che il farmacista ha confermato il fatto che le ALLERGIE sono prodotte da appositi antibiotici che vengono somministrati, previo accordi con gli allevatori, proprio ai polli, in quanto è la carne più a buon mercato e che tutti mangiano, di modo che così TUTTE QUESTE FARMACIE (al giorno d’oggi ci sono quasi più farmacie che bar…) potranno riuscire a vendere il farmaco contro le allergie Gli accordi risalgono alla fine degli anni 70/80, proprio da quando si è verificato un boom di allergie,… ci avete mai fatto caso, carnivori? Comunque a me stanno sul cazzo gli animalisti (quelli “da TV, intendo). Ci tenevo a dirvelo. Mi riferisco a tutti quegli animalisti da TV che entrano all’UPIM a firmare la petizione x non indossare cadaveri e poi, magari, hanno la pancia piena di cadaveri!!

A me verrebbe da dire che la carne morta in via di putrefazione dovrebbe essere l’ULTIMO DEGLI ULTIMI cibi un attimo prima di morire di fAME, perché se io riuscissi a trovare dell’altro, qualsiasi cosa…,IO EVITEREI DI METTERE NELLO STOMACO DELLA CARNE MORTA, ANCHE X UNA QUESTIONE DI IGIENE!!

Per quanto riguarda i PENNUTI, sappi che qualsiasi pennuto (gallina o pappagallo che sia) ha un quoziente intellettivo almeno pari se non superiore a quello dei mammiferi.

Inoltre i polli utilizzano ben 25 vocalizzi, mentre il cane o il gatto ne utilizzano circa 5 o 7… Ma tanto Voi siete super-dotati e sapete giudicare senza ombra di dubbio l’intelligenza di un animale solo a guardargli una coscietta da sotto un cellofan al supermercato.

Simona Basilico

Fonte:
http://www.luigiboschi.it/?q=node%2F4859

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Conferenza della Dott.ssa Michela De Petris

Alimentazione naturale e benessere: basi scientifiche ed indicazioni pratiche

L’uso dell’alimentazione vegetariana nella prevenzione e nelle terapie delle patologie cronico-degenerative. A cura della Dott.ssa Michela De Petris.

Le diete vegetariane correttamente bilanciate sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e comportano benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di numerose patologie. Sul piano nutrizionale offrono molteplici vantaggi come ridotti contenuti di acidi grassi saturi, colesterolo e proteine animali a fronte di ben più elevati apporti di carboidrati complessi, fibre, magnesio, potassio, acido folico, vitamina C, vitamina E ed antiossidanti (Position of the American Association: Vegetarians Diets. J Am Diet Assoc. 2009).

Regimi alimentari basati sui cibi vegetali e/o vegani sono auspicabili per ridurre l’incidenza di svariate malattie cronico-degenerative e per migliorare la prognosi nei soggetti già affetti.
Le patologie più facilmente influenzate (in bene e in male) dallo stile alimentare sono quelle che oggi affliggono in modo sempre più preoccupante i paesi ricchi dilagando come epidemia anche in quelli in via di sviluppo, e sono:

  –  aterosclerosi
  –  ipertensione arteriosa
  –  eccesso di peso
  –  diabete mellito
  –  osteoporosi
  –  tumori

Basti pensare che il consumo di carne rossa è associato ad un rischio più che raddoppiato di morte coronaria nei maschi (Fraser 1999), mentre i vegetariani hanno un rischio in media del 24% inferiore (Key 1999).
 
I non-vegetariani hanno una prevalenza di ipertensione di 2-2.5 volte superiore rispetto ai vegetariani (Fraser 1999, Appleby 2002); effetto probabilmente riconducibile ad un minor peso corporeo, ad un più elevato apporto di potassio e ad una maggior viscosità ematica (Berkow 2005).
 
Nell’Adventist Health Study (AHS), l’aumento della frequenza del consumo di carne è direttamente correlato con un incremento dell’Indice di Massa Corporea (Fraser 1995); nello studio EPIC-Oxford, i vegetariani sono risultati avere un peso corporeo inferiore agli onnivori con una minor incidenza di casi di obesità (Spencer 2003).
Nell’AHS, il rischio di sviluppare diabete II nei non vegetariani è risultato essere quasi doppio rispetto ai vegetariani (Fraser 1999). La dieta vegetariana aumenta la sensibilità periferica all’insulina (Hung 2006); quella vegana (a basso contenuto di grassi) migliora anche il controllo glicemico, riduce i livelli ematici di LDL, la circonferenza vita, il peso corporeo ed è più efficace e meglio accettata rispetto a quella onnivora proposta dall’American Diabetes Association (Barnard 2006).

Per quanto riguarda i tumori, le Linee Guida per la loro prevenzione raccomandano di consumare molti cibi vegetali, il più possibile allo stato integrale (Kushi 2006) e di limitare quelli di origine animale, soprattutto carni rosse e salumi (WCRF 2007). I fattori dietetici più importanti nel favorire la comparsa di neoplasie sono l’eccesso di grassi saturi, di proteine animali e la carenza di sostanze protettive come antiossidanti, e fibre.
 
In particolare, è stato dimostrato come diete ricche di proteine animali (più acide di quelle vegetali), sale, fosfati, caffeina ed alcool incrementino la perdita urinaria di calcio a differenza di quelle vegetariane ricche di cibi ad alto contenuto di potassio, fitoestrogeni e vitamina K che influenzano positivamente la salute dell’osso. Allo stato attuale, l’incremento dell’assunzione di latte e derivati non è più auspicato per la prevenzione dell’osteoporosi (Harvard School of Public Health, 2007). Dall’analisi della più recente letteratura mondiale, risulta quindi evidente come le indicazioni scientifiche per la prevenzione e la terapia di numerose malattie cronico-degenerative spingano verso l’adozione di diete il più possibile basate su prodotti di origine vegetale, integrali, freschi e cucinati in modo semplice (WCRF 2007).
 
Dott.ssa Michela De Petris

Medico specialista dell’Ospedale San Raffaele di Milano, specialista in Scienza dell’Alimentazione, dietologa libera professionista presso il Centro di Medicina Antroposofica Artemedica di Milano, esperta in alimentazione vegetariana, vegana, macrobiotica e nella terapia nutrizionale del paziente oncologico, membro del Comitato Medico Scientifico della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (SSNV) e dell’Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale (ICEA), docente di Nutrizione Clinica nei corsi di Alimentazione e Benessere indetti dalla Regione Lombardia e dalla Provincia di Milano.
 
Conferenza GRATUITA – ingresso su prenotazione al numero 02.48.71.29.63

Venerdì 23 marzo 2012, presso Ass. Coscienza e Salute – Via Desenzano 8 – Milano. Dalle ore 21.00

info@coscienzasalute.it

http://www.coscienzasalute.it/

Corsi ECM sull’alimentazione vegetariana

Annunciamo che sono aperte le iscrizioni alla prossima edizione del corso ECM organizzato da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana per il 2012 “Alimentazione vegetariana: elementi di dietetica e stati fisiologici particolari. Madri e figli vegetariani.”

Le date previste sono:

Bussolengo (Verona), 25-26 febbraio 2012
Sono aperte le iscrizioni.

Perugia, 26-27 maggio 2012
Le iscrizioni saranno aperte da febbraio 2012.

Sarà organizzata dopo l’estate anche un’edizione nel sud-Italia, data e città sono da definire.

Il corso è aperto a tutte le professioni che hanno diritto a crediti
ECM, e al pubblico generale senza crediti.

*I crediti previsti sono 18*.

Potete trovare tutto il programma alla pagina:
http://www.scienzavegetariana.it/corsi-ecm/index.html

e i moduli di iscrizione:
http://www.scienzavegetariana.it/corsi-ecm/corso_ecm_09_verona.html

I relatori del corso sono soci di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana – SSNV, Associazione non-profit costituita da professionisti, studiosi e ricercatori in diversi settori (Nutrizione, Medicina e settori connessi, Ecologia della nutrizione ed impatto ambientale, Giurisprudenza) favorevoli alla nutrizione vegetariana.

Il programma scientifico comprende sessioni dedicate ai differenti aspetti generali dell’alimentazione vegetariana, nella prima giornata, mentre si focalizza sulla nutrizione in gravidanza e infanzia nella seconda giornata; si prefigge di fornire al professionista informazioni teoriche e pratiche da utilizzare nell’attività quotidiana.

L’iniziativa costituisce un’occasione di confronto tra i maggiori esperti nazionali in questo campo emergente della nutrizione, nonché di aggiornamento approfondito su questo tipo di alimentazione, confermatasi non solo adeguata ma potenzialmente in grado di influenzare favorevolmente lo stile di vita e la salute.

la Segreteria di SSNV

http://www.scienzavegetariana.it/

Dolci VegAnic

Cucina VegAnic – Dolci VegAnic

Milano – 11 Dicembre

Con una alimentazione da fast food fatta di piatti pronti, surgelati e riscaldati, prodotti conservati in scatola, snack e panini a base di cibi spazzatura, pieni di grassi saturi o di dubbia provenienza, si è perso il piacere di preparare piatti veramente sani e gustosi e con fantasia.

L’A.N.I.C.- Alimentazione Naturale Integrale Consapevole è un sistema di nutrizione rispettoso dell’ambiente e scientificamente bilanciato per le esigenze dell’uomo. Si utilizzano cibi esclusivamente vegetali e preferibilmente biologici. Grande importanza viene data ai cibi crudi, alla rotazione degli alimenti, ai modi e ai tempi di cottura ed alle combinazioni alimentari.

L’A.N.I.C. ripristina inoltre le percezioni istintive e i campanelli di allarme del corpo, consentendo alla persona di relazionarsi al cibo in modo naturale e amorevole, abbandonando dipendenze, manie ed attaccamenti ossessivi. Questo sistema di nutrizione garantisce qualità ed alto livello di energia apportando un immediato e duraturo vantaggio in termini di salute e benessere.

Il corso di cucina VegAnic risponde all’esigenza di far conoscere e provare praticamente, gli alimenti naturali ed integrali attraverso la preparazione di numerose ricette semplici, veloci e gustose.

Modulo in programma:  Dolci VegAnic

ALTRI MODULI IN PROGRAMMA
Cucinare i cereali e i legumi
Cereali e legumi germogliati fai da te, salsine sfiziose e polveri di sapore

I moduli sono indipendenti e non sono richiesti prerequisiti per la frequentazione.

Il partecipante al termine del corso acquisirà la capacità di preparare cibi vegani/vegetariani per sé e per eventuali ospiti a casa, riscoprendo in se stesso le qualità e l’amore di “un saggio yogi” in cucina.

Docente:
Denise Nobili
Assistente del Dott. Michele Riefoli per il Metodo Ecologia dell’Organismo, esperta di cucina naturale.

Milano – 11 Dicembre (Domenica)

Sede del corso: Coscienza e Salute – Via Desenzano, 8 (MM1 GAMBARA)

Orario del corso: 14.30/18.00

Tel. 0248712963
info@coscienzasalute.it

Nutrizione vegan e studi di popolazione

NUTRIZIONE VEGAN E STUDI DI POPOLAZIONE

DI CARLO MARTINI
Scritto per ComeDonChisciotte.org ed InformazioneAlimentare.it
… e, gentilmente concesso a dariavegan

All’interno della ricerca bio-medica, una delle tipologie di indagine più rinomate è costituita dagli studi prospettici di coorte, ossia quelli che seguono per un certo periodo di tempo (idealmente alcuni decenni) determinati gruppi di popolazione che presentino caratteristiche omogenee ed un buono stato di salute all’inizio della ricerca, per poi correlarne specifiche abitudini di vita con il rischio (ossia l’incidenza effettiva o la mortalità) di svariate patologie attraverso l’analisi statistica dei dati.

Per quanto riguarda i vegetariani stretti (vegan) i primi studi di questo tipo con campioni veramente significativi sono attualmente in corso: uno in gran Bretagna, l’altro in Nord America. Riassumiamo di seguito i risultati ottenuti fin’ora.

GRAN BRETAGNA: EPIC-OXFORD

Partecipanti: 65.000 complessivi, 24.987 vegetariani, 2.162 vegan

Note: Facente parte della European Perspective Investigation Into Cancer (http://epic.iarc.fr/)

Sito ufficiale: http://www.epic-oxford.org/home/

A confronto con onnivori, pescetariani e latto-ovo-vegetariani, ed al netto di tutti gli aggiustamenti statistici del caso (età, genere sessuale, livello educativo, attività fisica, fumo, consumo di alcool etc) i vegan risultano il gruppo sociale con i più bassi livelli di:

– Sovrappeso ed obesità (Spencer, 2002)
– Costipazione (Sanjoaquin, 2004)
– Ipertensione (Appleby, 2002)
– Cataratta (Appleby, 2011)
– Diverticolite (Crowe, 2011)

Appleby PN, Davey GK, Key TJ. Hypertension and blood pressure among meat eaters, fish eaters, vegetarians and vegans in EPIC-Oxford. Public Health Nutr. 2002 Oct;5(5):645-54.
Appleby PN, Allen NE, Key TJ. Diet, vegetarianism, and cataract risk. Am J Clin Nutr. 2011 May;93(5):1128-35. Epub 2011 Mar 23.
Crowe FL, Appleby PN, Allen NE, Key TJ. Diet and risk of diverticular disease in Oxford cohort of European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC): prospective study of British vegetarians and non-vegetarians. BMJ. 2011 Jul 19;343:d4131. doi: 10.1136/bmj.d4131.
Sanjoaquin MA, Appleby PN, Spencer EA, Key TJ. Nutrition and lifestyle in relation to bowel movement frequency: a cross-sectional study of 20630 men and women in EPIC-Oxford. Public Health Nutr. 2004 Feb;7(1):77-83.
Spencer EA, Appleby PN, Davey GK, Key TJ. Diet and body mass index in 38000 EPIC-Oxford meat-eaters, fish-eaters, vegetarians and vegans. Int J Obes Relat Metab Disord. 2003 Jun;27(6):728-34.

Malattie cardiovascolari. Ad oggi non c’è stato ancora un numero sufficiente di decessi per poter separare il gruppo dei vegan da quello più generale dei vegetariani, che comunque presentano una ridotta mortalità per malattia ischemica (Key, 2009). E’ vero che, numericamente, i dati non hanno raggiunto la significatività statistica, ma essendo ampiamente compatibili con precedenti studi prospettici sui vegetariani (Key 1999, Chang-Claude 2005), i ricercatori del progetto non hanno esitato a definirli “potenzialmente di grande importanza per la salute pubblica”.

Chang-Claude J, Hermann S, Eilber U, Steindorf K. Lifestyle determinants and mortality in German vegetarians and health-conscious persons: results of a 21-year follow-up. Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 2005 Apr;14(4):963-8.
Key TJ, Fraser GE, Thorogood M, Appleby PN, Beral V, Reeves G, Burr ML, Chang-Claude J, Frentzel-Beyme R, Kuzma JW, Mann J, McPherson K. Mortality in vegetarians and nonvegetarians: detailed findings from a collaborative analysis of 5 prospective studies. Am J Clin Nutr. 1999 Sep;70(3 Suppl):516S-524S.
Key TJ, Appleby PN, Spencer EA, Travis RC, Roddam AW, Allen NE. Mortality in British vegetarians: results from the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC-Oxford). Am J Clin Nutr. 2009 May;89(5):1613S-1619S. Epub 2009 Mar 18.

Cancro. Quanto ai tumori, anche in questo caso non è ancora stato possibile separare il gruppo dei vegan da quello dei vegetariani. Questi ultimi, presi nel loro insieme, presentano un minor rischio per i tumori di stomaco, vescica e tessuti linfatici ed emato-poietici, nello specifico il mieloma multiplo ed il linfoma non-Hodgkin (Key, 2009). I livelli di alcuni marker biochimici riscontrati nei vegan ma non negli altri vegetariani (le basse concentrazioni di IGF-1 e gli elevati livelli di IGFBP-1/2, ormoni legati alla proliferazione cellulare) sono incoraggianti, soprattutto rispetto al rischio di tumori della prostata e della mammella (Allen 2000 & 2002).

Allen N. E., Appleby P. N., Davey G. K., Key T. J. Hormones and diet: low insulin-like growth factor I but normal bioavailable androgens in vegan men. Br. J. Cancer, 83: 95-97, 2000.
Allen NE, Appleby PN, Davey GK, Kaaks R, Rinaldi S, Key TJ. The associations of diet with serum insulin-like growth factor I and its main binding proteins in 292 women meat-eaters, vegetarians, and vegans. Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 2002 Nov;11(11):1441-8.
Key TJ, Appleby PN, Spencer EA, Travis RC, Allen NE, Thorogood M, Mann JI. Cancer incidence in British vegetarians. Br J Cancer. 2009 Jul 7;101(1):192-7. Epub 2009 Jun 16.

Gli errori di alcuni vegan

Vitamina B12. Per via di una perdità della capacità di assorbimento in numerosi anziani, lo Institute of Medicine – organizzazione i cui DRI (Dietary Reference Intake) vengono presi come riferimento a livello internazionale – consiglia a tutte le persone oltre i 50 anni di assumere la maggior parte della propria vitamina B12 (cobalamina) con supplementi o cibi fortificati (IOM, 1998). Poichè la vitamina B12 è un prodotto della sintesi batterica che le odierne pratiche igieniche eliminano dalle acque e dai cibi vegetali, per i vegan la questione non dipende dall’età e l’integrazione risulta necessaria in ogni caso. Nonostante l’assoluto consenso scientifico sulla questione, e le raccomandazioni anche di famose organizzazioni britanniche come la Vegan Society, l’81 % dei vegan nell’EPIC-Oxford non utilizza supplementi, con il prevedibile risultato che oltre la metà ne risulta carente (Gilsing, 2010), mettendo a rischio la portata degli effetti cardio e neuro-protettivi della propria dieta.

Food and Nutrition Board, Institute of Medicine. Dietary Reference Intakes: Thiamin, Riboflavin, Niacin, Vitamin B6, Folate, Vitamin B12, Pantothenic Acid, Biotin, and Choline”. Food and Nutrition Board, Institute of Medicine. Washington, DC: National Academy Press. 1998
Gilsing, AMJ, Crowe, FL, Lloyd-Wright, Z, Sanders, TAB, Appleby, PN, Allen, NE, Key, TJ. Serum concentrations of vitamin B12 and folate in British male omnivores, vegetarians and vegans: Results from a cross-sectional analysis of the EPIC-Oxford cohort study. Eur J Clin Nutr. 2010; 64 (9):933-9
The Vegan Society. What Every Vegan Should Know About Vitamin B12, 1st edition October 31st 2001.

Calcio. Nell’Epic-Oxford, solo il 55 % dei vegan assumeva almeno 525 mg/d di calcio, e quelli al di sotto di questa soglia sono risultati a maggior rischio di fratture ossee (Appleby, 2007). Secondo un’analisi successiva dei dati (indipendente dal gruppo alimentare), l’aumentato rischio di fratture era limitato alle sole donne (Key, 2007). In ogni caso, è importante che tutti i vegan inseriscano nella propria dieta fonti affidabili di calcio. Qualche esempio di cibi particolarmente ricchi: vegetali a foglia verde scuro (con l’esclusione di quelli ricchi in ossalati, come gli spinaci), crema di mandorle, semi di sesamo, tahin, latti vegetali o succhi d’arancia fortificati, melassa nera, carruba, acque minerali calciche, fichi secchi, tofu (in particolare quello preparato con solfato di calcio), tempeh, edamame, ceci, fagioli cannellini, fagioli neri. Per un elenco più completo: http://www.vegpyramid.info/extern_tabs/tab_varie/calcio-tab2.htm

Appleby P, Roddam A, Allen N, Key T. Comparative fracture risk in vegetarians and nonvegetarians in EPIC-Oxford. Eur J Clin Nutr. 2007 Dec;61(12):1400-6. Epub 2007 Feb 7.
Key TJ, Appleby PN, Spencer EA, Roddam AW, Neale RE, Allen NE. Calcium, diet and fracture risk: a prospective study of 1898 incident fractures among 34 696 British women and men. Public Health Nutr. 2007 Nov;10(11):1314-20.
USDA National Nutrient Database for Standard Reference, http://www.nal.usda.gov/fnic/foodcomp/search/

STATI UNITI e CANADA: ADVENTIST HEALTH STUDY 2

Partecipanti: 96.000 complessivi, 26.880 vegetariani, 7.680 vegan

Note: Successore dello Adventist Health Study 1 che, tra gli Avventisti del Settimo Giorno, aveva già riscontrato i vegetariani a minor rischio di malattia ischemica, tumori della prostata e del colon-retto, ipertensione, diabete mellito di tipo 2, artrite reumatoide e demenza senile (Fraser, 1999).

Sito ufficiale: http://www.llu.edu/public-health/health/index.page

I vegetariani in generale sono a minor rischio di sindrome metabolica (Rizzo, 2011) ed hanno una migliore salute psicologica (Beezhold, 2010). I vegan, comparati con onnivori, pescetariani e latto-ovo-vegetariani, e al netto di tutti gli aggiustamenti statistici (per altro, in un gruppo di popolazione che rispettando le indicazioni della Chiesa Avventista tende ad avere uno stile di vita particolarmente equilibrato), risultano il gruppo a minor rischio di:

– Sovrappeso ed obesità (Tonstad, 2009)
– Ipertensione (Fraser, 2009)
– Diabete mellito di tipo 2 (Tonstad, 2011)

Purtroppo, non sono ancora disponibili dati su malattie cardiovascolari e cancro.

Beezhold BL, Johnston CS, Daigle DR. Vegetarian diets are associated with healthy mood states: a cross-sectional study in seventh day adventist adults. Nutr J. 2010 Jun 1;9:26.
Fraser GE. Associations between diet and cancer, ischemic heart disease, and all-cause mortality in non-Hispanic white California Seventh-day Adventists. Am J Clin Nutr. 1999 Sep;70(3 Suppl):532S-538S.
Fraser GE. Vegetarian diets: what do we know of their effects on common chronic diseases? Am J Clin Nutr. 2009 May;89(5):1607S-1612S. Epub 2009 Mar 25. Review. Erratum in: Am J Clin Nutr. 2009 Jul;90(1):248.
Rizzo NS, Sabaté J, Jaceldo-Siegl K, Fraser GE. Vegetarian dietary patterns are associated with a lower risk of metabolic syndrome: the adventist health study 2. Diabetes Care. 2011 May;34(5):1225-7. Epub 2011 Mar 16.
Tonstad S, Stewart K, Oda K, Batech M, Herring RP, Fraser GE. Vegetarian diets and incidence of diabetes in the Adventist Health Study-2. Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2011 Oct 7.

DALL’EPIDEMIOLOGIA ALLE POSIZIONI UFFICIALI

Negli Stati Uniti, ancora prima che venissero pubblicati diversi degli studi qui riportati, l’American Dietetic Association dichiarava che “le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete totalmente vegetariane o vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale, e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie” (Craig, 2009). Analogamente, il Center for Nutrition Policy and Promotion afferma che “In studi prospettici di adulti, i modelli alimentari vegetariani, comparati con modelli alimentari non-vegetariani, sono stati associati a migliori risultati per la salute – minori tassi di obesità, un ridotto rischio di malattie cardiovascolari, e una minore mortalità complessiva” (CNPP, 2010).

Qui in Italia, invece, non possiamo che provare ilarità verso le affermazioni dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) che arriva a scrivere “Una dieta vegetariana si può scegliere perché piace di più, oppure per motivi religiosi, morali, ambientali. È bene, però, tenere presente che non è una dieta più sana, anzi”, per poi aggiungere “Anche se mangiare troppa carne può aumentare il rischio di diverse patologie (malattie cardiovascolari e alcuni tumori, ad esempio), nessuna dieta vegetariana ha fino a oggi dimostrato di proteggerci davvero dalle malattie più di quanto non faccia una dieta onnivora equilibrata”. Affermazioni che ci dicono qualcosa su quali siano i reali obbiettivi dell’INRAN, che non sembrano per nulla volti alla ricerca e divulgazione scientifica disinteressate, quanto piuttosto al mantenimento di ideologie antropocentriche, nonchè alla preservazione degli interessi economici costruiti sullo sfruttamento animale e la speculazione dell’industria medica.

Craig WJ, Mangels AR; American Dietetic Association. Position of the American Dietetic Association: vegetarian diets. J Am Diet Assoc. 2009 Jul;109(7):1266-82.
Center For Nutrition Policy and Promotion, Dietary Guidelines for Americans 2010, Chapter 5 – Building Healthy Eating Patterns
INRAN, La dieta vegetariana, http://www.sapermangiare.mobi/31/per_saperne_di_piu/la_dieta_vegetariana.htm

Carlo Martini
http://www.comedonchisciotte.org/ & http://www.informazionealimentare.it/
(29.11.2011)

NOTE:
1. Ovviamente, gli studi prospettici non fanno altro che riportare quello che è tipico di un determinato gruppo sociale. In realtà, come dimostrato da svariati studi clinici (come quelli condotti presso il Preventive Medicine Research Institute) le potenzialità della diete vegan opportunamente calibrate si estendono oltre la prevenzione, fino al trattamento e la possibilità di regressione di patologie degenerative come quelle cardiovascolari o il tumore della prostata, ma questo sarà l’argomento di articoli successivi.

2. Per correttezza metodologica, ricordiamo che alcune delle pubblicazioni di cui sopra si basano su analisi cross-sectional, che da sole non proverebbero causalità, sebbene questa risulti altamente probabile considerando il complesso delle pubblicazioni sul vegetarismo.

“Notizie flash” divulgate dal PCRM

Riportiamo due “notizie flash” divulgate dal PCRM, l’associazione di medici statunitensi per una medicina responsabile, sul tema dei danni alla salute umana del consumo di uova e latticini. Si tratta delle conclusioni di due studi pubblicati di recente.

*Consumo di uova associato al cancro*

Il consumo di uova e’ associato allo sviluppo del cancro alla prostate, secondo un nuovo studio finanziato dall’Istituto Nazionale per la Salute statunitense. Consumando due uova e mezza in media la settimana, gli uomini che hanno partecipato a questo studio di popolazione hanno aumentato dell’81% il loro rischio di sviluppare una forma mortale di cancro alla prostata, in confronto a coloro che hanno consumato meno di mezzo uovo la settimana.

I ricercatori hanno seguito un gruppo di 27.607 uomini che erano parte di uno studio di popolazione (“Health Professionals Follow-up Study”) eseguito tra il 1994 e il 2008.

Inoltre, per gli uomini che avevano gia’ avuto un cancro alla protestata, mangiare pollame e carne rossa trasformata ha aumentato il loro rischio di morte.

Reference dello studio:
Richman EL, Kenfield SA, Stampfer MJ, Giovannucci EL, Chan JM. Egg, red meat, and poultry intake and risk of lethal prostate cancer in the prostate specific antigen-era: incidence and survival. Cancer Prev Res. Published ahead of print September 19, 2011;
DOI:10.1158/1940-6207.CAPR-11-0354.

Fonte:
PCRM, Eating Eggs Linked to Cancer, 3 ottobre 2011
http://www.pcrm.org/health/medNews/eating-eggs-linked-to-cancer

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*Lo yogurt della mamma mette il bambino a rischio di asma*

Le donne in gravidanza che mangiano yogurt possono mettere il loro futuro bambino a rischio di asma, secondo una nuova ricerca svolta in Danimarca.

Il consumo di yogurt a basso contenuto di grassi durante la gravidanza e’ risultato infatti associato allo sviluppo di asma e rinite allergica nel bambino di 7 anni. E’ stato riscontrato che, rispetto ai figli di madri che non ne consumavano, i figli di madri che durante la gravidanza avevano consumato yogurt magro presentavano un rischio di presentare asma allergico maggiore di circa il 60%; il rischio di presentare rinite allergica era ancora maggiore, del 182%.

Per contro, il consumo totale di latte è risutato in grado di ridurre debolmente il rischio di asma (del 22%). Pertanto, secondo gli Autori, alcune componenti non-grasse presenti nello yogurt potrebbero essere responsabili di questa correlazione.

I dati sono stati ricavati dallo studio di popolazione “Danish National Birth Cohort”, che comprende 61.912 donne.

Reference dello studio:
Maslova E, Halldorsson TI, Stom M, Olsen SF. Low-fat yoghurt intake in pregnancy associated with increased child asthma and allergic rhinitis risk: a prospective cohort study. Poster presented as part of the European Respiratory Society’s Annual Congress, Amsterdam, Netherlands, 25 September 2011.

Fonte:
PCRM, Mom’s Yogurt Puts Baby at Risk for Asthma, 3 ottobre 2011
http://www.pcrm.org/health/medNews/moms-yogurt-puts-baby-at-risk-for-asthma

Societa’ Scientifica di Nutrizione Vegetariana

http://www.scienzavegetariana.it/

Menu vegan a scuola a Genova

Un esempio da seguire per chi deve combattere con responsabili delle mense poco aperti.

Riportiamo la testimonianza di una coppia di Genova che ha trovato inizialmente delle difficoltà a far riconoscere la loro scelta di menu vegano per la loro figlia che frequenta le elementari, ma che alla fine han fatto valere le proprie ragioni.

La testimonianza può essere utile per altri genitori che incontrassero problemi nel farsi riconoscere questo diritto nella scuola che i propri figli frequentano. Inoltre il menu fornito può servire da esempio per altre mense.

Chi volesse mettersi in contatto con i genitori che hanno ottenuto questo menu, scriva a info@scienzavegetariana.it, daremo in privato la loro email.

Testimonianza

A partire dall’anno scolastico 2011/2012, il servizio di ristorazione scolastica del Comune di Genova ha finalmente riformulato il menù “vegetariano” che negli anni scorsi prevedeva 1/2 volte a settimana il pesce, rendendolo realmente vegetariano e disponibile su richiesta per le scuole materne/primarie/secondarie di I grado.

Altri menù etici sono disponibili previa autorizzazione di un comitato tecnico/scientifico.

A tal proposito desideriamo rendere noto che dopo diversi mesi, dopo decine di incontri con il personale del comune e decine di mail (spesso con risposte tese a dissuadere i genitori dal continuare a chiedere un menù alternativo e paventando gravi danni per la salute della figlia) è stato erogato un menù VEGANO, nutrizionalmente equilibrato e non monotono basato su pochi cibi, per una bambina che frequenta la seconda elementare.

Il menù, che riportiamo di seguito, è nominativo, ma considerato il lungo percorso che ha portato al suo ottenimento, ci rendiamo disponibili per dare informazioni ad altri genitori che ne avessero bisogno o avessero bisogno di supporto per presentare la richiesta.

Ecco il menu elaborato e approvato:

I settimana
Lunedì: pasta all’olio extravergine di oliva, fagioli borlotti lessati, carote in insalata, nettare di frutta.
Martedì: pasta al sugo di pomodoro, cotoletta vegetale ai ferri, patate lessate, frutta fresca.
Mercoledì: pizza rossa senza formaggio, tofu, insalata verde, frutta fresca.
Giovedì: riso all’olio extravergine di oliva, piselli stufati, carote lessate, frutta fresca.
Venerdì: minestra di verdura con pasta, lenticchie verdi in umido, carote saltate oppure pomodori in insalata (d’estate), frutta fresca.

II settimana
Lunedì: minestra di patate e porri con pasta, piselli stufati, insalata verde, frutta fresca.
Martedì: pasta al pesto senza parmigiano, cotoletta vegetale, zucchine lessate, frutta fresca.
Mercoledì: pasta all’olio extravergine di oliva, tofu, bietole saltate, frutta fresca.
Giovedì: pasta all’olio extravergine di oliva ed erbette, fagioli borlotti lessati, carote in insalata, frutta fresca.
Venerdì: riso al pomodoro, lenticchie al pomodoro, patate lessate, frutta fresca.

III settimana
Lunedì: pasta al ragù vegetale, tofu, patate lessate, frutta fresca.
Martedì: risotto allo zafferano, fagioli lessati, finocchi o pomodori in insalata, frutta fresca.
Mercoledì: polenta all’olio extra vergine di oliva oppure pasta, piselli stufati, insalata verde, frutta fresca.
Giovedì: minestra di verdura con crostini, cotoletta vegetale ai ferri, carote in insalata, mousse di frutta mista.
Venerdì: pasta al pesto senza parmigiano, lenticchie in umido, insalata verde e mais, frutta fresca.

IV settimana
Lunedì: crema di legumi con pasta oppure minestra primaversa con pasta, fagioli borlotti lessati, insalata verde, frutta fresca.
Martedì: pasta al pomodori, lenticchie in umido, carote in insalata, frutta fresca.
Mercoledì: pasta all’olio extra vergine di oliva, cotoletta vegetale ai ferri, verza o pomodori insalata, frutta fresca.
Giovedì: pasta al pesto senza parmigiano, tofu, patate al forno, frutta fresca.
Venerdì: pasta al pomodoro, piselli in umido con pomodoro, carote lessate, frutta fresca.

V settimana
Lunedì: risotto allo zafferano oppure alle zucchine, tofu, fagiolini saltati, frutta fresca.
Martedì: minestra di verdure con pasta, pizza rossa senza formaggio, frutta fresca.
Mercoledì: pasta all’olio extravergine di oliva, cotoletta vegetale ai ferri, insalata verde, mousse di frutta mista.
Giovedì: gnocchi di patate al pomodoro, lenticchie in umido, finocchi o pomodori in insalata, frutta fresca.
Venerdì: pasta alla crema di verdure, fagioli cannellini lessati, carote in insalata, frutta fresca.

VI settimana
Lunedì: minestra di verdura con crostini senza parmigiano, piselli stufati, insalata verde, frutta fresca.
Martedì: pasta all’olio extra vergine di oliva, tofu, carote saltate, frutta fresca.
Mercoledì: pasta al pesto senza parmigiano, cotoletta vegetale ai ferri, patate lessate o al forno, frutta fresca.
Giovedì: pasta all’olio extra vergine di oliva, lenticchie al pomodoro, biete lessate, frutta fresca.
Venerdì: riso all’olio extra vergine di oliva, fagioli borlotti lessati, insalata verde, frutta fresca.

Fonte:

http://www.scienzavegetariana.it/